Fontana dell’Eterno Ritorno

DI COSA SI TRATTA?

Sculture nella scultura e il procedere incerto ha messo a fuoco lo spirito della conoscenza vista in primis da Mariano Loiacono.

Il progetto si sviluppa in tre livelli: il livello terrestre, è quello dell’esistenza. Il livello esistenziale è rappresentato con due busti femmina e maschio, adagiati l’uno vicino all’altro. Il maschile in vetro tende la mano verso la pancia della donna come se volesse scambiarsi e intrecciare con ciò che il genere maschile fa fatica, (l’ascolto e il sapere stare nell’esistenza a partire da se e non dai bisogni impellenti). Al di sopra delle due figure ci sono due archi che rappresentano il CEU (ciclo esistenziale universale) i due archi sono sovrapposti per far comprendere la diversità dei due. Si potrebbero definire opposti, sono fratelli si conoscono e si scontrano, l’uno non dovrebbe fare a meno dell’altro, un arco è il positivo, la costruzione, l’impegno e vivere solo l’emozione di vita senza l emozione della morte, ma avvicinandosi sempre più verso l’arco di destra l’emozioni della morte interiore si fanno sentire nelle contraddizioni o contestazioni fino a giungere alle psicosi. Se solo si riuscisse a fare incontrare i due fratelli o i due opposti o i due archi, si metterebbe in relazione in modo meno scisso gli opposti e si vivrebbe la vita-morte come un’unica cosa.

Il frutto di questa interazione va a bagnare il Piragraal sottostante realizzato in vetro e rame. La piramide simboleggia il rapporto che abbiamo con noi stessi e verso gli altri, compresi i rapporti forti. Il Graal è più il nostro essere, il nostro pensare le nostre emozioni la nostra forza centripeta e il nostro senza della vita. Insomma per fare una buona torta ci vogliono tanti ingredienti e strumenti, uguale per la vita, ci vogliono strumenti per conoscere e ingredienti. Chiaramente ogni unità didattica ha un suo approfondimento. Chiaramente nella poesia della GUK (gravidanza universale kosmica) ogni goccia di cambiamento o piccola evoluzione interiore che noi versiamo , la si dona ad un progetto più ampio che probabilmente è la nostra madre universale. La più grande suggestione è quella di stare in una grande pancia e che il nostro pianetino sia solo un organo o una cellula di un grande organismo che ancora non conosciamo ma che la scienza ha iniziato a fare il suo viaggio attraverso i pianeti. Il punto è per quanto sia grande l’universo, rimarrai sempre all’interno finché non decide lei quando espellerci. La placazione del senso dell’onnipotenza.

Quindi, secondo la poesia di Mariano Loiacono, questo è il momento che la fetogenesi lascia spazio alla embriogenesi, e come in natura gli organi iniziano a mettersi in relazione, probabilmente la nostra galassia si dovrà mettere in relazione come organo cioè come essenze evolute e pronte per vedere con uno spirito di accoglienza e non di lotta.

Il percorso della fontana è che ogni singola goccia di cambiamento su noi stessi e nella società si riversa in un bacino più ampio dove incontra altri organi che a loro volta faranno il loro. L’insieme di tutta questa grande vita-acqua si incontra per poi fondersi e sparire nel terzo livello dell’eterno ritorno, che vorrebbe dire che ciò che doniamo ritornerà sotto un’altra forma. Il circuito dell’acqua è proprio che parte dal infinito per poi arrivare al CEU e andare nel secondo livello che sono i vari organi e cosi via.

Io personalmente voglio ringraziare Mariano che ci ha dato fiducia, mettendo a frutto tutte le nostre competenze acquisite in tutti questi decenni. Un progetto che Mariano ha voluto dare l’onore e l’onere di pensarla e costruirla a me e a Valentina.
L’impiego di realizzazione, sono stati qualche mese nel nostro territorio di Urbania e 6 mesi spalmati in due anni sul territorio di Troia. La più grande fusionalità dopo le fatiche sono state il procedere anche attraverso i segni che un opera ti da al momento dell’esecuzione, cosa che non può essere sostituita dall’automazione.

La fontana si fonde bene con il verde, e i materiali utilizzati sono di varie tipologie: vetro rame bronzo di riciclo, ferro e cementi strutturali per quanto riguarda la struttura. Per me è stato un onore e una riconoscibilità oggettiva per quanto riguarda il mio percorso e le tante identità che sopraggiungono. Ringraziamo Mariano che ci ha dato fiducia nel progetto a scatola chiusa, mettendo a frutto tutte le nostre competenze acquisite in tutti questi decenni.

Cristian Orazi-Valentina Löffelholz

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