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DI COSA SI TRATTA?

Il Trattamento Metastorico del Disagio Diffuso con il Metodo alla Salute propone un percorso di crescita, che comprende i “Gruppi alla Salute” – G.A.S..

Nei G.A.S., attraverso dinamiche di gruppo complesse e circolari, vengono affrontate le varie fenomenologie del Disagio Diffuso, al fine di ricostruire e far crescere l’integrità GLOBALE dell’individuo nei suoi quattro codici. Fare esperienze nei G.A.S permette di acquisire nuove consapevolezze e nuovi strumenti di relazione, porta i partecipanti a sviluppare nuove competenze per attraversare il Disagio Diffuso in una società complessa e globalizzata.

Nei Gruppi alla Salute non ci sono definizioni o etichette quali “malato”, “paziente”, “utente” o “cliente”, ma i partecipanti sono tutte “persone in trattamento” alla pari. Sono incluse infatti, tutte le diversità possibili, tutte le diverse forme di disagio, compresi i familiari coinvolti nel disagio della persona in trattamento, comprese anche le persone che non hanno sintomi conclamati. Non viene escluso nessuno, anche i bambini partecipano ai Gruppi alla Salute.
Per riportare una persona alla propria specifica salute, infatti, è necessario aiutarla a far emergere i propri “nodi-blocchi” profondi, stimolando a condividere parti proprie con quelle di altre diversità, proprio come accade alla vita stessa che non è settorializzata, ma include tutto.

Le attività proposte sono condotte da un gruppo di persone/conduttori che hanno fatto un percorso di crescita e formazione personale attraverso le metodologie del Progetto Nuova Specie e vengono chiamati generalmente “Accompagnatori”.
Il termine “accompagnatore” è composto, nella sua origine etimologica, da tre parti: “Ad Cum Panis”. “Ad” significa “verso” e sta a indicare che un accompagnatore è un individuo che tende andare “verso” una prospettiva di vita e di salute più ampia e globale. “Cum” significa “Insieme” e sta a indicare che un accompagnatore non sta in posizioni asimmetriche rispetto agli individui che si propone di accompagnare, ma “insieme”.
L’accompagnatore non può sostituirsi alla crescita che l’altro deve fare, alle scelte e allo sforzo che essa richiede. Accompagnatore infatti è chi “far per primo” ciò che l’altro dovrebbe fare ma ancora non vuole/può/sa fare. “Panis” infine sta a indicare che il senso dell’accompagnamento è quello di stimolare nell’altro competenze e sviluppare strumenti adatti a vivere nella complessità odierna, come appunto serve metaforicamente per fare il pane.

Il termine “accompagnatore”, infatti, implica il superamento delle specializzazioni e delle opposizioni storiche tra le diverse competenze. Essere accompagnatore significa avere già fatto un proprio percorso, continuare ancora a fare il proprio viaggio e attraversare “per primo” le tappe nelle quali si vuole accompagnare l’altro.

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    Trattamento Disagio Diffuso
     
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