Mosaichaos

DI COSA SI TRATTA?

Uno dei primi frutti dell’Arte Globale della Fondazione Nuova Specie è il Mosaichaos, opera pavimentale di 134mq unica nel suo genere, realizzata da oltre 400 maestranze de-professionalizzate, ispirata ed esemplificativa del “trattamento metastorico del disagio diffuso”.

Puoi scoprire la meraviglia del Mosaichaos se ti predisponi a: partire dai frammenti-scarti; ipotizzare un possibile disegno; assemblarli creativamente e con continuità, sentendoti “uguale nella diversità” “uguale nella diversità”; fare insieme “teoria “teoria globale” globale”, ovvero una conoscenza “patuta” che parte dalla vita e a essa ritorni per farla crescere; riprogrammare il percorso e procedere incerto procedere incerto; ridefinire le prospettive, tenendo conto dei cambiamenti realizzati, bilanciandoli insieme a tutti quelli che hanno operato.

Il “trattamento metastorico del disagio diffuso” è lento, umile e personalizzato: per sciogliere lapidi profonde, occorrono percorsi unici e specifici perché unico e specifico è ognuno di noi, occorrono tempi da lumaca tempi da lumaca e credere, come dicevano i latini, che “ Gutta cavat lapidem ”, perché è goccia dopo goccia, e un giorno alla volta, che si scava la pietra! Solo così diventa possibile ricomporre l’originale mosaico di ogni persona e s-prigionarne la meraviglia già insita, ma nascosta da lapidi e detriti!

LA VOLTA STELLATA
– GLI OCCHI DI RACHELE –

Per chi volesse un altro buon motivo per venire al Mosaichaos, nella volta, sopra la chioma del Baobab, è possibile ammirare i due occhi di Rachele che guardano il pavimento musivo: due stupendi planetari, boreale e australe, che sono stati realizzati e donati da Rachele – giovane e affermata Designer & Marketing Specialist dell’hinterland meneghino -rielaborando alcuni disegni di Christoph Cellarius.

Questi due planetari, che di sera si illuminano di vari colori, innanzitutto, fanno memoria delle 88 costellazioni della volta stellare che, a partire dagli astronomi greci, sono stati individuati e definiti con confini e nomi fantasiosi, proiettando nelle macchie stellari propri riferimenti mitologici. A parte l’eclittica dei dodici segni dello zodiaco, ci stanno Andromeda, Aquila, Auriga, Cane Maggiore e minore, Cassiopea Centauro, Chioma di Berenice, Croce del Sud, Ercole, Orsa maggiore e minore, e tante altre.

Quei due occhi stanno anche a ricordarci che il difficile e inaspettato percorso fatto fin qua del Progetto Nuova Specie è stato favorito dalle stelle, fedeli accompagnatrici di chi ricerca polvere stellare e segue segnali luminosi per giungere alla stalla dove far nascere speranze umili e percorsi precari. Ci ricordano anche che, per procedere e non fermarci nel viaggio esistenziale, bisogna continuare a guardare il cielo e riempirlo di nostre costellazioni, di sogni nostri che non possono essere più contenuti nel nostro piccolo pianetino.

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