Com’era la coppia, la famiglia nel Villaggio-Mondo? Cosa c’era prima del dopoguerra? C’era l’organizzazione della vita fatta dalle epistemologie religiose, filosofiche e scientifiche, che ti dicevano in quale fettina dovevi stare. Quello era il tuo mondo per tutta la vita. Come vedete, era molto regolamentato. Nel villaggio, la persona era rispettata, ma in maniera disarmonica: un grande simbolico che ti diceva tutto quello che dovevi fare, il potere che avevi in base al fatto se eri il primo figlio o no, la moglie quali erano i suoi ruoli, ecc., era tutto molto regolamentato.
Nella coppia c’era una distribuzione di competenze. Il codice simbolico, la cultura, la razionalità, la conoscenza era dell’uomo. Le donne sono state sempre viste come delle femmine sciocchine, che non ci arrivano. I maschi dovevano lottare. Anche il rapporto con i gruppi, la vita sociale: non sia mai che vedevi una donna uscire, se non per andare in chiesa. La donna era più codice bio-organico (delle emozioni), perché fare una gravidanza è impegnativo, ma coinvolge anche le emozioni più profonde. La coppia di prima era “casa piccola, femmina ingegnosa”, cioè la casa non era importante che avesse cinquanta vani. Poteva essere anche una gabbia. La donna, secondo voi, poteva mai tradire il marito o innamorarsi di uno? A parte che la bersagliavano tutti, ma cosa mangiava il giorno dopo? I familiari della moglie la cacciavano via se si faceva presente. Io ho visto scene di mogli che andavano a casa dei propri familiari piene di lividi; i familiari la prendevano con due carabinieri e la portavano a casa del marito. La famiglia che non faceva così non era ben vista.
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Nella cultura contadina il pilastro che manteneva insieme la coppia e la famiglia era il lavoro. Il lavoro era l’unica modalità di poter sopravvivere per sé, per i figli ecc. questo è un aspetto importante. Il lavoro, infatti, è diventato un ‘cemento siametico’. Faceva in modo che la coppia non si mettesse in movimento, in libertà, per nessun aspetto. È ovvio che questo dove si vedeva ancora di più? Nella famiglia contadina era la coppia che lavorava: non solo il lavoro, ma il lavoro fatto insieme era un vincolo ancora più importante. Tanto è vero che le coppie, negli studi che sono stati fatti, duravano, soprattutto, quando dovevano raggiungere un obiettivo. Per esempio, farsi la casa. La coppia di questo tipo è portata a fare sacrifici per raggiungere degli obiettivi, anche lasciare qualcosa ai figli. Il discorso è che, quando si raggiunge l’obiettivo, viene meno il senso dello stare insieme.
La verità è questa: in un equilibrio legato a questo sistema, i codici bio-organici (delle emozioni) sono strettamente legati al codici simbolico. E il simbolico diventa un cemento molto forte.
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Nel villaggio mondo, la famiglia e, quindi, anche la coppia, coincide con la “faama” da cui viene famiglia. “Faama” era una popolazione che esisteva prima che i romani eliminassero tutti gli altri e che appartiene un po’ al sud tra Campania, Puglia ecc. e significa “casa”. Quindi, come vedete, la coppia e la famiglia, la faama era identificata con la casa, ovvero il codice analogico. La coppia del villaggio mondo è molto relativa a quello che avviene dentro la casa e, uno pensa che, cambiando la casa, cambiano dinamiche, ma non è vero!
La Coppia del terzo millennio: tra specchietto retrovisore e parabrezza” Primo fine settimana di formazione sulla coppia 8-10 settembre 2017 di M. Loiacono

