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IL SANTO: UNO CHE HA SANCITO

  • By Elisa Codato
  • Novembre 1, 2025
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La festa dei Santi viene prima della festa dei morti. Per dire, i morti sono morti ma devono diventare santi, espiando i peccati. Le indulgenze questo sono: facilitano il tuo familiare, grazie anche a quello che fai, ad entrare definitivamente nel paradiso.

Sono due feste collegate. Allora, vediamo un po’. Tutti i Santi significa tutti quelli che sono morti, che non sono festeggiati nel calendario, perché nel calendario stanno i Santi, i santissimi, proprio come i mafiosi e gli altri almeno un giorno all’anno si festeggiano. Ci dobbiamo ricordare che sono anch’essi Santi. Tutti insieme, mentre gli altri ognuno ha una data unica. La Madonna ha cinque o sei date in tutto l’anno. Sempre la stessa, è raccomandata come avete capito.

 

Santo non è la vita terrena che uno ha fatto, ma è che grazie alla vita terrena, adesso sta in paradiso. E non sono tutti quelli del calendario. Quindi è un modo di dare un contentino. In un unico giorno, tutti insieme. Il secondo, ve l’ho detto, è quello che un tuo familiare che è morto deve diventare santo, se non lo è. Quindi offri le tue indulgenze.

 

Significa sicuramente anche lui ha fatto i peccati, però con il fatto che tu, proprio il giorno di oggi, vai in chiesa, freghi Dio e ottieni l’indulgenza… Allora è un modo per tenerci a un familiare, in modo che lui possa entrare definitivamente in paradiso. Perché se stai in paradiso il circuito è: tu l’aiuti ad entrare, ma lui può ti assiste.

 

A me non mi interessano più questi raccontini, possono anche essere verosimili, come dite voi. Io invece vi volevo dare un’altra versione di Santo. Ci sono due parole che sono collegate. Uno è sacro, sacer, sacro. Cos’è sacro? La radice sac, significa unire, legare. Io sono sparpagliato in tante parti per i blocchi che ho, sacro è tutto ciò che mi unisce. Può anche essere per uno che è bloccato, andare in un bordello con una puttana. Per gli altri è un peccato, ma per i blocchi che ha può essere l’unica modalità di unirsi, legare con le proprie parti e procedere.

 

Questo per dire che sacro invece è diventato chiesa o relazione verticale con Dio, come se avesse bisogno… E’ anche così, sì, però a me non me frega niente. Sacro è tutto ciò che unisce e lega, tutto. Può essere anche un cancro nella fase della mia vita. Mi porta a unire parti mie che non sono ancora riuscito a fare e se non c’è un sintomo forte, noi ci fermiamo lì.

 

Santo è il participio passato del verbo sancire. Sancisco che… E’ un termine molto istituzionale. Ormai abbiamo definito che è così e basta. Uno che ha scelto, ci sta, e quindi fa la sua strada. Il Santo è una realtà affidabile. Ha unito, legato parti sue così stabilmente che è Santo. Ho fatto vedere i limiti, secondo me, poi ognuno può fare come vuole.

 

Se Santo significa proprio qualcosa che uno è sancito, non è che ha fatto delle scelte. In base alla religiosità è affidabile, c’è. Riportando l’acqua al mio mulino, vorrei presentarvi una nuova modalità che è quella di AstroLea dei Santi. L’AstroLea è chi già ha fatto un passaggio e sancisce questo ogni giorno. Ci crede. Allora, diciamo che è più bello, significa persone che non hanno bisogno di sforzare, di fare così. AstroLea è l’ambito in cui si riuniscono i Santi, che non significa non avere il peccato e non sbagliare, ma chi ha sancito che per me è EvoluLea, ci vuole impegnare.

Corso Lea Week del 01 novembre 2024 di M. Loiacono

 

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