Fondazione Nuova Specie Onlus

Dove siamo

Strada Esterna San Paolo,7
71029, Troia (FG)

Email

info@fondazionenuovaspecie.org
fondazionenuovaspecie@legalmail.it

Prima accoglienza

Telefono: +39 345 469 6341
(dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19)

La scuola informativa-formativa di 30 anni fa

  • By Elisa Codato
  • Giugno 19, 2025
  • 333 Views

Che cosa ha subito la scuola negli ultimi 20, 30 anni? La scuola ha subito un profondo mutamento antropologico, la scuola non è una campana di vetro.

…

Mutamento vuol dire che le cose sono profondamente cambiate, antropologico che riguarda l’uomo a 360°, quindi riguarda l’uomo a partire dalla base, a partire da se stesso, a partire proprio dalle cose spicciole della vita quotidiana.

Si è verificato un passaggio dalla scuola informativa-formativa del villaggio-mondo alla scuola informativa-abortiva del mondo-villaggio, cioè la scuola, praticamente, ha subito questa radicale trasformazione che forse non ce ne siamo accorti per certi versi oppure non l’abbiamo presa in considerazione, ma che cambia completamente le carte in tavola.

….

Questa è la scuola di riferimento del villaggio-mondo dove al centro metteva l’individuo, e come veniva socializzato? Veniva socializzato da tante agenzie di socializzazione: avevamo la famiglia, la scuola, la parrocchia, il vicinato, le famiglie allargate, le feste patronali, i riti, il senso dei ritmi. Questo sistema è tipico di una costruzione identitaria dove l’individuo si mette al centro di tutto e intorno all’individuo ci sono tante agenzie di socializzazione che riescono a riempire.

..

Questo tipo di scuola era anche molto tagliente, se deviavi ti dava in testa, però era una garanzia per la strutturazione, era un sociale che ti dava la possibilità di strutturarti perché se la famiglia toppava in un pezzo, subito interveniva la scuola. Se la scuola non riusciva ad alimentare quell’aspetto dell’identità dell’individuo, interveniva la chiesa. È come se tutti questi cerchi concentrici fossero degli ammortizzatori, garanzia di una struttura identitaria.

…

Era una scuola che faceva parte di una società organica – consistente, era una scuola che insieme alla società e insieme alle altre agenzie di socializzazione riusciva ad essere organica. Organica vuol dire che ogni agenzia di socializzazione era come un organo di un corpo, la società era un tutt’uno, le agenzie di socializzazione erano un tutt’uno e funzionavano come un unico corpo dove l’individuo veniva inglobato e quindi veniva anche garantito per poter affrontare determinate cose.

L’individuo veniva alimentato – strutturato dall’esterno, praticamente la società organica della specificità non teneva conto perché riusciva talmente a svuotare e a rimpiazzare, che manco si poneva il problema dell’identità o quelli che se lo ponevano erano pochi.

Era un tipo di società che riusciva a far fare un viaggio in termini di progettualità di ogni individuo, per cui un adolescente che viveva questa esperienza, anche le nostre storie, le vostre storie sono queste! Storie di gente che magari dalla Puglia è andata ad insegnare a Milano, come gente che a 16 anni andava a lavorare a Torino, adolescenti che, proprio perché l’imprinting del sociale organico entrava nelle cellule, era forte, gli dava un equipaggiamento talmente solido che anche le tempeste riuscivano bene o male ad essere superate.

Per cui il progetto di vita, almeno fino a una certa età, se lo riusciva a garantire ed era quello di formarsi, trovarsi un lavoro, farsi una famiglia, organizzarsi una famiglia attraverso dei figli e andare avanti. Quindi vedete come la cultura organica era una cultura molto, molto concreta, era una cultura molto consistente.

Qual è un’altra caratteristica di quel tipo di cultura, di quel tipo di scuola e di quel tipo di processo di socializzazione? È che tutte le agenzie di socializzazione avevano poche regole ma condivise. In una società del genere, in una scuola del genere c’erano poche regole scambiabili per cui quello che diceva l’insegnante, lo diceva la famiglia, quello che diceva la famiglia, lo diceva l’insegnante, quello che diceva la famiglia e l’insegnante lo diceva il vicinato: ognuno si sentiva partecipe del processo di formazione identitaria dell’individuo. E se tu, adolescente, tornavi a casa, ti arrivava una sardella! Perché le regole erano condivise da tutti, poche regole ma appartenenti ad un unico corpo.

…

Era una scuola con una grande valenza sociale, le aspettative che venivano date a questa agenzia di socializzazione erano enormi, offriva informazioni utili per strutturarsi una professione, cioè era una scuola che era talmente consistente che riusciva a dare un passaggio informativo, che riusciva ad essere formativo.

Etimologicamente informazione significa dare forma alla mente, formare significa modificare, era una scuola informativa-formativa, cioè riusciva ad entrare negli individui, a creare la formazione della “mentis” però a dare una forma a quella “mentis”, cioè a creare un’identità, a creare un senso profondo di quella che poi era la spendibilità di quella formazione nel tessuto sociale.

L’insegnante, oltre a far parte di questa agenzia di socializzazione talmente importante, era l’unico in realtà che svolgeva una attività di questo tipo perché era detentore delle informazioni e con le informazioni strutturavano l’individuo.

….

Le informazioni non solo erano ridotte, ma le informazioni avevano una gerarchia per cui chi si strutturava in questo tipo di mondo, anche a livello informativo, tu sapevi quale era l’informazione che aveva un peso diverso, qual’era l’informazione più e meno importante. Vedremo come è l’altro tipo di scuola, quella di oggi! C’è stato un ribaltone enorme perché oggi, praticamente, anche dare un valore alle informazioni è diventato un peso, oggi possiamo dire tutto e il contrario di tutto, vedremo che tipo di società, praticamente il passaggio dal villaggio-mondo al mondo-villaggio e quindi alla società che non c’è.

“IL CERCHIO MAGICO DELL’ADOLESCENZA: UGUALI NELLA DIVERSITA’” – di Raffaele Cimetti, 11/10/2010

 

Un cerchio magico a scuola

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *