Una rilettura delle tre virtù teologali
Vi faccio vedere una “midrash haggadah” di queste tre unità didattiche. (Mette l’immagine del Communitometro e poi del Crossingover). Il Communitometro è la base, il ciclo, la ruota che fa transitare i fluidi, l’acqua, i codici. Dove poniamo le altre cose? Per quanto riguarda il Crossingover, lo sovrapporremo qui (anello diabolico). Questo lo chiameremo il tunnel dell’anello diabolico, il momento più tenebroso, dove lì occorre fare Natale, non quando c’è la luce! Non a caso il Natale c’è quando c’è il massimo delle tenebre, lì deve nascere una cosa nuova! Il Natale non c’è quando c’è l’estate, ma quando le tenebre hanno occupato più tempo della luce. Questo è il tunnel, è la parte più difficile, come sta provando Chiara, come ognuno di noi che sta nella fase più difficile, da solo non ce la fa, qui occorrerebbe avere Maria, Giuseppe, il bue, l’asinello, i pastori, gli angeli, i Re Magi, tutti, perché è il momento meiotico, in cui perdiamo tante parti nostre e stiamo male, perché ci pare che rimarremo sempre così. In questa fase vedremo come qui, nel tunnel, ci vuole soprattutto fede, ma non in modo religioso!
(Mette l’immagine della unità di crisi). Vedetela l’Unità di Crisi che parte da qui (inizio dell’anello diabolico) per portarci allo Spettacolo. Se questo è il tunnel, lo vedremo nel tunnel che cosa avviene, lì ci sono le premesse per il Crossingover. Non c’è crossingover, quindi anche crescita, scambio di parti nuove con la metastoria, se non si passa attraverso il tunnel che è dolore, tenebre, voglia di scappare, caos da cui vorremmo scappare. Vedremo che questa è la massima presenza della metastoria, se siamo legati alla metastoria dalla fides; ma “fides” sapete che significa in latino? “Cordicella”. Sapete le corde del liuto come si chiamavano? “Fides”, cioè qui se non abbiamo una cordicella, un cordone ombelicale che ci mantiene ancora legati alla metastoria, lì ci perdiamo, e voi siete tutte persone, specie i giovani, carenti anche di una esperienza metastorica vecchia o religiosa, questo è il dramma. E come si fa in questi momenti se non ci sono persone metastoriche ad attraversarlo? Ci perdiamo e diventiamo psicotici, perché ci rimaniamo dentro. Qui invece, nella parte finale, nascerà il canale da parto, che lo stesso è doloroso, però se abbiamo attraversato questa parte, la diversità è che riusciamo a individuare in lontananza un buco da cui possiamo uscire, come avviene per il feto, riusciamo a vedere un buco, ormai non stiamo più nelle tenebre, ma neanche siamo arrivati dove possiamo arrivare. Qui però ci vuole speranza: intravedo un buco, spero che c’è la luce; però già comincio a vederlo, ma non tutti si accontentano.
“Speranza” significa: non sono più disperato, non sono più nel caos, non sono ancora arrivato all’Eden, allo spettacolo, all’angolo pi greco, al nuovo Stato Quiete, però in lontananza il feto vede che c’è un buco da cui sta per uscire. Si spiega tutto il travaglio, di cui non capisce il perché viene scaraventato fuori dall’utero, in una situazione angusta (significa “stretta”, perciò si chiama “ansia” o “angoscia”, viene da “angustus”, cioè una cosa stretta, in cui non sai il perché). Qui comincia a vedere che c’è un buchino verso cui sta andando, nasce la speranza. Perché Salvatore per noi è importante? Perché Salvatore per qualcuno non è il proprio figlio, ma fa cominciare ad avere speranza, a dire: “ho anche io speranza per mio figlio, perché Salvatore ce l’ha fatta!”. Ecco perché è importante qui che più uno cresce, più aiuta gli altri a uscire fuori.
E quando arriviamo qui? Stiamo nello Spettacolo, comprendiamo la vita nuova, ci sembrano cose veramente di poco conto, acqua sporca le cose che abbiamo perso, diciamo: “grazie a dio che l’ho perso!”. “Spettacolo” significa “vedere”: vediamo e sappiamo per la prima volta delle cose inedite, cioè nasce un salto nella nostra vita. Vedendo e sapendo, ci nasce un progetto-opera diverso, il progetto-opera sul lavoro, sulla coppia, dono-regalo, impegno, ecc. Queste sono il regno della “carità”, cioè vivo la vita con pienezza metastorica, pur sapendo che è transitorio, perché prima o dopo, siccome dobbiamo viaggiare… Immaginate se il liquido rimane a metà del tronco; non basta, deve essere spinto ad arrivare fino ai rami. Questo è il momento della carità.
Dice quello scornacchiato di Paolo che tre sono le virtù teologali: fede, speranza e carità; tutte e tre sono importanti, ma due scompariranno nell’altro mondo, scompariranno la fede e la speranza, perché vivremo di carità. Ma queste sono chiacchiere! Probabilmente, se la gravidanza arriva a buon punto, non andare nell’aldilà, probabilmente, quando arriveremo a una fase più piena, fede e speranza, tunnel e canale da parto saranno semplici forse presenze parziali, ma non avranno il peso come stanno avendo in questa gravidanza, che è la nostra esistenza.
Da domani prenderemo in rassegna il Communitometro, il Crossingover, l’Unità di Crisi, che sono le modalità in cui il liquido sale, in cui dalla luce siamo passati al coppia più bella del mondo, le cellule, i pluricellulari, tessuto, organo, organismo, vegetali, animali, mammiferi, uomo, nuova specie, perché il viaggio continua. Vedremo in che modo procede il tronco.
Le radici quadimensionali 9-11-2012
