Io e Santa Maria Goretti

Il simbolico è la proprietà dell’esterno. Il codice analogico è la membrana che divide l’esterno dell’interno. Il corpo questo è, se ci pensate. Quando questo è dominante, quello che siamo noi, non ha nessun valore, è ovvio. Se no come rimango gregario, schiavo dell’esterno? Io non mi sento, il corpo, non mi vedono. Significa che ancora non mi contatto con queste profondità.  È facile interpretare le vertigini. Cosa sono le vertigini? Voi sapete che da una posizione clino-statica, clino significa letto, orizzontale, quando nasciamo, poi un po’ alla volta, cominciamo ad andare in una posizione orto-statica. Dal passaggio dall’una all’altra, abbiamo vertigini, insicurezze: cosa sono le vertigini durate tanti anni? Che lei precocemente ha subito l’esterno, ma lei non l’ha colto dentro, l’ha rifiutato. Quando due cose sono contrastanti, cosa avviene? Che non sei né in clino-statica, né ortostatica. Cosa è la insicurezza, la paura di cadere, le vertigini? Questo. Quanti esami lei ha dovuto fare? Quanti farmaci? Perché la medicina non collega il sintomo bio-organico a tutto il resto, lo considera fine a sé, lo astrae dalla nostra vita e lo vuole eliminare con varie modalità. La modalità più usuale sono i farmaci.

  (…)

Mariano: Adesso, Sabrina, esci fuori perché ti dobbiamo accogliere con un inno come quello della Madonna di Loreto.

Sabrina esce fuori e rientra accompagnata da un inno.

Mariano: Signori e signore sta per entrare Santa Sabrina Goretti. Qualcuno che l’accompagni agli altari di questo incontro. Ha perso il giglio e la palma, Sabrina. Anche se sono tante le cose che abbiamo fatto, diamo valore a questo momento che, anche se è finale delle tre giorni, è fondamentale. Innanzitutto per te, Sabrina, io l’ho vista come una tesi di Laurea del tuo percorso al Metodo alla Salute. Siccome la religiosità di ha aiutato tanto, ma anche ti ha condizionato molto, penso che sia l’argomento giusto. Qui, c’è un affare su cui ascolteremo un disco di vinile, perché è riuscita a trovare l’originale che, diciamo, facevano ascoltare ai tempi suoi per educarti ad un punto di vista legato al corpo e alla sessualità, legato anche a Santa Maria Goretti. È un momento, anche per te, di passaggio, comunque vada. Ti sei preparata, hai tanto materiale, vediamo cosa riusciremo a fare.

Allora, Sabrina, comincia e procedi. Qual è il titolo della tua relazione?

Sabrina: “L’infanzia e l’adolescenza di Sabrina”. Diciamo che io mi sono preparata molto per questo evento, soprattutto perché voglio che sia un momento di passaggio da una fase legata ad una religiosità molto simbolica, ad una religiosità più profonda, ad una teo-fondità. Questo passaggio è iniziato già l’anno scorso, quando mi hanno diagnosticato questa Leucemia, è continuata poi con la Missionauta, e con tutti i file che ho ascoltato, che ho deregistrato sulla teo-fondità.

Diciamo che, questa giornata, la voglio dedicare soprattutto a questo grande anello diabolico che ha accompagnato tutti questi anni della mia vita. Anello diabolico dovuto, principalmente, a delle idee. A dei modi di pensare che mi hanno molto molto tagliata. Magari, per altri, sarebbero state cose normali però, per la mia sensibilità, è stata una cosa che mi ha condizionato molto.

Oggi, oltre a fare questo passaggio, voglio dedicare il tutto a chi mi ha portato a questo anello diabolico che sono, appunto, queste idee inserite nella cultura in cui vivevo, nella mia famiglia di origine.

Voglio partire da quando è arrivato il file di Santa Maria Goretti, il file che parlava della teoria che hai fatto tu, Mariano, il 9 Marzo del 2017. Quel file lì, per chi non lo ha ascoltato, è meraviglioso. Meraviglioso perché subito mi è piaciuto tanto ed ho sentito che mi stava toccando delle cose. Non riuscivo a capire cosa, e me lo ascoltavo, me lo riascoltavo, a parte che era il frutto di un ricercatore, come sei tu, Mariano, che hai dato proprio luce, una luce diversa a questa Santa, partendo proprio dalla storia, cioè incarnandola nella storia del momento. Mi è piaciuto questo e poi… Piano piano ho capito che…

  •  Da Infanzia e Adolescenza di Sabrina, 2017

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