Una nuova poesia sul senso dell’esistenza

Poesia, “poeio” in greco significa “fare”. Ma anche “inventare”, è una ipotesi che a me piace di più. Se a voi piace, la sposate transitoriamente, e se no ricorrete alle poesie che già conoscete perché, comunque, sia i comportamenti che abbiamo, le sanzioni che diamo, le soluzioni che diamo, le diamo perché un comportamento lo includiamo nel senso della vita. Per esempio, qual è la poesia da cui proveniamo? La poesia, quella più diffusa, da cui noi proveniamo, la coppia che abbiamo, i problemi che abbiamo, da dove vengono? Da un senso dato all’esistenza. Quello ebraico cristiana. È inutile che ci vogliamo girare attorno.

Qual è il senso dato all’esistenza di quella ebraico cristiana? Che l’esistenza non ci doveva essere, è un errore, è frutto di un peccato. Perché se non c’era il peccato, questo schifo di esistenza non c’era. Questa è la visione. Siccome l’esistenza è solo una punizione data da Dio, durante la quale ci dobbiamo salvare, mho che sia peccato di Adamo, o che sia Karma, o che sia altro, è lo stesso concetto. L’induismo, le grandi religioni orientali, partono tutte da un concetto negativo dell’esistenza, non si dà un valore alla esistenza. L’esistenza è una punizione.

Allora come dobbiamo vivere? Bene. Perché? Se viviamo bene, alla fine dell’esistenza, veniamo premiati su quello che abbiamo perso. Questo è il concetto. In base ai comportamenti buoni, a non aver fatto peccato e a aver accumulato crediti positivi. Come si fa a scuola! Se no vieni bocciato. I rimandati vanno in purgatorio. Sono concetti a cui noi aderiamo perché, nel momento in cui a noi, nell’adolescenza, non ci consentivano neanche di guardare le ragazze.

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Era peccato toccare il corpo, questi sono fatti reali perché la sessualità, nel mondo ebraico, non ha valore in sé, ma per procreare. Se eri sterile, eri maledetta da Dio perché la vita era discendenza. Come Dio convince Abramo che era un coniglio, timido, promettendogli la discendenza come le stelle, come la sabbia del mare, perché questo era il concetto del matrimonio, per cui un maschio se, per caso, non aveva un figlio, da una donna, la poteva ripudiare e fare, come nel caso di Abramo, Sara gli diede la possibilità di fare un figlio con Agar la schiava, che è un grandissimo personaggio.

Il primogenito di Abramo non è Isacco, ma Ismaele che è il capostipite degli arabi e gli arabi si considerano appartenenti ad Abramo perché il primogenito è Ismaele e non è Isacco. Perché l’esistenza cosa è? E’ stare in questa vale di lacrime, non fare più peccati, soprattutto morali e, praticamente, acquisire meriti per ritornare da dove siamo stati cacciati. Questo è il senso dell’esistenza che io ho vissuto per tanti anni, anche positivamente, però, sinceramente, un senso dell’esistenza così concepito a me non interessa più. Dice: “Ma poi vai all’inferno!” E che fa! Andare da un Dio così, a me non interessa.

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 La mia storia non ha senso per quello che vivo, ma per quello che raccolgo come Konw how! Se io ho passato la vita per dire: “Grazie a Dio non ho avuto nessun problema!” che vita inutile è stata? Perché quella è una visione embriogenetica che esclude il negativo.

In questa visone il negativo è importante perché mi aiuta a sviluppare il “Come”, mi fa conoscere il “come” perché quello è un po’ il senso dell’esistenza. L’esistenza non è passarla senza guai, a parte che oggi non è più possibile, ma è una modalità difensiva di vivere l’esistenza. L’esistenza è una creazione che posso fare anche io!

 

Rif. Corso LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: TRA SPECCHIETTO RETROVISORE E PARABREZZA, 26-6-2017 di M. Loiacono

 

Una finestra sul cielo, Cantiere Savio, Cesena, maggio 2024

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