SOLUZIONI PER NON VEDERCI

Quali sono le soluzioni che noi non vediamo? Per esempio ingessiamo, rendiamo dure alcune parti nostre, li cuore non batte più, la sensibilità la dobbiamo ridurre, diventiamo grossolani, ma per diventare grossolani ci dobbiamo svalutare: io non ho niente di importante, non ho bisogno di niente, non mi costa molto fare questo anzi mi piace fare le cose difficili, impegnative per gli altri. Addirittura arriviamo, in questa costruzione, ad allontanarci così tanto da stare bene in ciò che a noi ci toglie l’opportunità di vivere le nostre parti.

Tutte le professioni di help…  ci mettiamo ad aiutare gli altri, io lo so perché per me è stato anche così, ma in realtà riusciamo a rivedere attraverso gli altri parti nostre che direttamente facciamo difficoltà a vedere. Tutte le situazioni che si vogliono impegnare per gli altri, vanno al centro di igiene mentale e si danno ai poveri ecc. dentro ci stanno propri dolori profondi che non si possono vedere, hanno una funzione sociale molto interessante però sarebbe meglio rimanere missionari, psichiatri, psicologi, crocerossine ecc. standoci bene col proprio dolore, sarebbe una professione molto più interessante, invece di spostarla nella professione.

Quali sono altre soluzioni? La razionalità, che significa? Mi allontano molto dalla mia profondità perché mi fa male e mi metto nel codice dei simboli. Le persone molto razionali hanno sempre bisogno di fare domande razionali, vedere gli aspetti visibili, discutere, trovare. Ma la razionalità è un essere scappato dalla propria profondità. La profondità non parla, non ragiona, vive! Il sentire, vivere qualcosa di profondo, sono le sensazioni più belle che si possono avere, noi ce lo neghiamo spostandoci nell’attico della razionalità, dimenticando che la vita si vive in profondità non nella razionalità. Purtroppo il sistema culturale, specie occidentale, è tutto fondato sul piano razionale, sull’ultimo codice nato. Il codice simbolico quando è nato? Se voi considerate quattro miliardi e mezzo di anni di storia, che in minuti sono 525.600 minuti, il codice simbolico (la razionalità) è nato tre minuti fa!

Altre soluzioni quali sono? Che io mi vado a sposare o mi faccio sposare da uno che non si lamenta o uno che si lamenta molto, per cui se io ho avuto il padre alcolista mi vado a prendere un marito alcolista in modo che continuo a svendermi, a non sentirmi perché non sia mai mi metto con un uomo che mi fa sentire le cose mie, l’importante è non sentire più le mie profondità. Per esempio una persona del genere se avrà un figlio con un problema sarà contentissimo perché avendo un figlio con problema finalmente è giustificata dalla vita, legalmente, a non vedersi più!

Quali sono le altre soluzioni meno socialmente utili? Tutto l’ambito delle dipendenze: chi si fa di sostanze è uno che il dolore profondo ce l’ha, lo sente e non si accontenta più che nessuno lo vede. Cos’è la sostanza? Mi faccio e veramente sento di meno il dolore, non a caso l’eroina è un antidolorifico molto forte o la cocaina mi mette molto a fare le cose in attività, per cui quando io sto male se mi metto in movimento. Le sostanze hanno il doppio vantaggio, prima di tutto non sento più il dolore, secondo faccio uno sgarro ai miei genitori. Perché poi non si smette più? Perché dietro c’è la voglia di punire questi genitori che non hanno saputo vedere, non c’è solo il piacere dell’eroina, c’è anche quello. Se uno non cresce e non si separa le ricadute continueranno perché ancora non riesce a trovare se stesso, quindi ce l’ha molta rabbia con chi ancora non lo vede.

Tutto l’ambito dall’attacco di panico all’ossessività, le fobie, il delirio sono tutte modalità in cui il dolore è profondo, non lo posso fare vedere direttamente agli altri, lo devo far vedere attraverso modalità che insieme mi dicono che c’è, non è comprensibile perché tanto nessuno lo vede, però deve punire gli altri. Ditemi se l’ossessività di un figlio o le voci non colpiscono al cuore? Vogliamo punire i genitori, dire “Vedi di che cosa ero capace, tu non l’hai capito, adesso trattami come figlio malato!”. Almeno vedimi nelle soluzioni che ho trovato perché anche questo darci da fare per sviluppare cose buone è sempre un modo per farci vedere.  Essere visti dai genitori biologici non basta più, ecco perché il Metodo Alla Salute scopre la molteplicità, cioè di farci vedere anche ad altri.

Altre soluzioni? Per esempio l’iperattività: immaginate se i bambini iperattivi piuttosto che vederli come problema o malattia si vedessero in questo schema. Guarda caso A. man mano che viene visto dai genitori non è più iperattivo, per sette anni insegnante di sostegno. Quando, secondo me, quello è un bambino molto profondo. Cosa è successo? È successo che noi abbiamo cominciato a vederlo, ma a vederlo non con gli occhi, col corpo e anche con le cose un po’ più profonde. La soluzione che si può adottare fra cui le voci, le ossessività, sono tute soluzioni perché ambivalentemente io almeno mi voglio ascoltare, io non sto bene, io rivoglio ascoltare e ti punisco perché lo star male di una dipendenza o di un disagio profondo è anche un modo per punire l’ambiente che non è stato devoto. Fin quando non si raggiunge quel risultato, guarigioni non ce ne sono, noi qui i risultati li abbiamo quando il contesto vuole ripartire, comincia a vedersi e a vedere, migliorerà per ultima la persona che è stata peggio, fin quando gli altri non  cambiano la persona migliora.

Allora perché il disagio ci interessa? Perché il disagio riguarda problematiche di relazioni di vita, non è un problema. I neurotrasmettitori che cosa sono? Sono una parte importante del codice biorganico, nel corso di Quadrimensionalismo ne ho parlato, è molto interessante questa visione integrata. Io non ne produco più, perché se le dinamiche non ci sono, come faccio a produrre quelle sostanze? Quindi scambiare la non produzione di sostanze come fatto genetico è un arzigogolo medico psichiatrico per togliersi i problemi. Qui come mai dimostriamo che la gente considerata schizoaffettiva, diagnosi gravissime, poi cambia? Io di questo e ne sono abbastanza certo, non dico che sempre è possibile, perché dipende anche da come la persona vuole ritornare a vedersi. Molti di noi poi siamo ambivalenti: quando abbiamo l’occasione di vederci non è detto che lo vogliamo, perché abbiamo paura di nuovo di soffrire, ma soprattutto abbiamo paura di nuovo di essere delusi. Più è precoce la delusione più preferiamo immolarci noi, tagliarci delle cose, ma non correre il rischio di nuovo di deluderci. Questa diventa una gabbia che non ci porta ad altro se non ad accrescere, quindi è come un vortice, una spirale non di crescita ma di frantumazione al negativo, diventa sempre peggio.

Rif. Sento un dolore profondo ma non riesco a vederlo (mettiti gli occhiali), TEORIA GLOBALE Foggia, giovedì pomeriggio 13-12-2007, Settimana intensiva. Di Mariano Loiacono. 

Tante soluzione che chiudono, Firenze, marzo 2024

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