Ognuno vorrebbe accrescersi nell’identità che ha!

Molte volte si dice “Ma io ho inventato un metodo, perché non si sviluppa?” oppure “Ma io lavoro bene, perché non mi danno …?”. Ognuno vorrebbe accrescersi nell’identità che ha!

In realtà la vita ci insegna che l’accrescimento avviene dopo che io ho formato un intero. Quando invece mi mancano delle cose posso anche trovare delle soluzioni, delle strade che apparentemente mi dicono che vado bene nella mia identità, ma in realtà la vera crescita, quella che rimane nel tempo è quando io ho ripreso sufficientemente le mie parti.

Ognuno di noi vorrebbe da subito crescere, ma in prima battuta è un angolo beta, ma per ricomporsi realmente ci vuole il tempo che ci vuole. Solo dopo che arrivi a questo intero, ti puoi moltiplicare, diventa un progetto anche evolutivo: se vedete lo zigote all’inizio e il bambino alla fine, non c’è paragone tra i due.

Una persona intera non basta che sia intera, ma si deve radicare nella terra, deve essere umile. Per crescere bisogna che io mi moltiplichi perché sono diventato intero, però mi debbo radicare in una storia, se uno non si radica in una storia cosa avviene? L’aborto! Devi trovare una modalità di radicarti nella storia, se la tua storia di coppia è complicata non è facile radicarsi nelle cose tue nuove perché bisogna vedere che terreno hai.

Uno può dire “Ma io… la mia famiglia è un diritto”, e ognuno di noi spesso dice questo, però il discorso è che non ci si può lamentare de terreno in cui si è capitati. L’importante è che anch’io devo fare il mio per radicarmi, perché la creazione di questo terreno intermedio che è la placenta, è una collaborazione dell’embrione e dell’utero. Questo permette che questo terreno locale benefici della globalizzazione, cioè di tutto ciò che è una donna, del fegato della donna, dei polmoni, del metabolismo, la donna immaginate che sia il globale per la vita, perché un utero non esiste se non inserito in un globale.

Rif. Settimana della sessualità, 2008, di M. Loiacono

Un’identità psicotica, di F. Casalboni, novembre 2023

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