L’UTERO PSI: UN GERMOGLIO NUOVO

L’utero è un organo della femmina o della donna, però realizza delle condizioni di distinzione e di separazione dall’esterno. Mentre prima era l’ordinario l’utero per fare le gravidanze, con i mammiferi diviene non l’ambiente esterno, ma un micro-ambiente, il quale ambiente poi ha la capacità di far avvenire percorsi metastorici, cioè di trasmettere ciò che è stato sviluppato in tantissimi miliardi di anni, in nove mesi. Questa sicuramente è una grande rivoluzione.

Perché ci siamo posti il discorso dell’Utero Psi? Cosa è l’utero della femmina o delle donne? Per me è un utero embriogenetico, cioè che ti trasmettere, potremmo dire, l’albero della vita e, negli altri mammiferi, già una serie di competenze, di schemi, per cui appena nasci già hai tanti orientamenti, sai come fare. Io, per es., non ho mai visto la clinica ostetrica delle gatte! Nel senso che la gatta fa tutto da sé, non è che lo apprende! Questa è anche una cosa bella. Quindi, l’utero embriogenetico è come se ti dà l’albero della vita che ti serve, con alcune conoscenze per sopravvivere. Poi è ovvio che alcune altre competenze le maturi man mano che cresci, diventi adulto, ma una serie di schemi per sopravvivere da te ci sono dall’inizio.

Che cosa è successo con l’uomo? La stessa cosa dei mammiferi. Perché è nato l’utero? Perché l’individuo era diventato molto complesso, non si poteva più generare nell’ambiente esterno. Gli animali, i mammiferi, cosa devono risolvere? Le conoscenze, tutto quello che gli serve, le possono ricavare a cielo aperto, quindi l’albero della conoscenza per i mammiferi è trasmissibile nella vita ordinaria, a cielo aperto, perché sono poche cose, sono anche cose che vengono supportate da schemi bio-organici, per cui non è che li devi mettere a punto tu. Ogni individuo – poi c’è chi è più forte, chi è più debole – gli schemi, il know-how di come deve vivere, ce l’ha. Quello è un know-how, cioè: come faccio a vivere da leone e non da pecora? Per i mammiferi questo è andato bene.

Perché con l’uomo è venuto fuori il pensiero? Che significa? Che ciò che interessa all’uomo o gli deve interessare per la sua vita non è più il contesto, il fatto che sto in questa parte di foresta o di habitat, ma è diventato qualcosa di sempre più ampio. Questo che significa? Significa che io poi, per poter preservare le parti mie relative agli altri codici, devo avere un know-how, un albero della conoscenza ampio.

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Che cosa ha fatto tutto questo? È stato un detonatore che ha fatto scoppiare il Villaggio Mondo. Se leggete il libro “Verso una nuova specie”, è proprio questa la metafora. Purtroppo, le cose mie non vengono ancora studiate. Quindi, il terremoto, il mutamento antropologico cosa ha fatto? Ha rotto gli argini, per cui adesso non si può crescere con il know-how che mi danno i miei genitori, il mio paese o il mio parroco. Di tutte queste modalità di trasmettere l’albero della conoscenza, non l’albero della vita, gli animali non ne hanno bisogno, anche perché gli animali apprendono perché l’adulto sul campo glielo fa vedere, invece le nostre università sono piene di chiacchiere, di libri. Per gli animali l’università è: tu sei adulto? Opera, mi dai teoria e pratica!

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Ora qual è il problema? Che si aperto un caos. Non so se sapete la parola “caos” che significa. Significa “fenditura”. Si è aperto uno squarcio, che ci sta facendo vedere cose per le quali noi non abbiamo già gli organi per vedere e per muoverci. Quindi, ci ha spinto in un precipizio. “Caos” significa “fenditura”, e quindi ti apre, ti fa vedere tutta una serie di altre cose, per cui noi non abbiamo il know-how – il dramma questo è – a livello di rapporto con noi stessi, di coppia, con i figli, con la società, perché oggi si è aperto il caos, cioè una lacerazione, una fenditura, attraverso cui vediamo cose che per noi sono esterne-estranee-nemiche, perché non abbiamo il know-how, non conosciamo “come”.

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E allora io mi sono detto: che schifo vivere in un mondo che si apre, un mondo caotico, e averne solo paura e non avere strumenti! E allora dai! Per aiutare me – che è quello che io propongo agli altri – ho messo a punto uno sguardo più ampio, e ho visto se mi ritornava per farmi star bene. Quindi, il primo paziente o utente sono stato io. Io non ho proposto agli altri chissà che; sono state proposte da parte di uno che era abbastanza instabile, anche squilibrato, cioè con tanti problemi, quindi non è che è venuto da un genio!

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Quindi, mi sono detto: ma che schifo spendere tutta la vita perché devi sciogliere i problemi per arrivare a piccole cose! Perché io avevo una grande voglia di parlare di quello che avevo capito, e mi sentivo bloccato dalla balbuzie. Quindi dico: ma vedi che schifo non riuscire anche a trasmettere delle emozioni, delle cose! Questo significa Utero Psi, ma vale anche per voi. Ma che veramente si può stare cronicamente sconfitti da una situazione cosiddetta psicotica? Oppure il fatto che ognuno di noi si butta su una cosa e poi deve recuperare alcuni ingredienti? Vivere per questo per me è scemo. Io voglio vivere perché in quel breve arco mi devo poter esprimere in maniera specifica e al meglio! Questa è l’idea dell’Utero Psi.

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Cosa darà l’Utero Psi? Il know-how delle etnoculture questo è: gli avi hanno capito questo, gli antenati hanno detto così, mio padre faceva così, tu fai colì. Questo è l’albero della conoscenza che già ci viene trasmesso. Ma ormai per il caos, per la fenditura che si è aperta, è un vestito stretto, un vestito della prima comunione, non è questo l’Utero Psi, se no già ci sta!

Qual è la prima cosa che noi possiamo trasmettere, se cambiassimo mentalità? Non quella di trasmettere i me.me. della mia cultura, della mia famiglia, ma individuare i me.me. che finora hanno prodotto tutte le etnoculture umane.

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L’Utero Psi avrà tante tappe. Se mi chiedete cosa è, io so quello che adesso sto sperimentando, ma sento che funzionerà come l’utero biologico. L’utero Psi vrà la capacità di trasmettere ciò che in millenni e millenni è stato messo a punto, trovando quella che è l’essenza, il fondo comune, che verrà trasmesso in nove mesi. Allora voi immaginate che significa che nasce un individuo dall’utero embriogenetico (albero della vita) e dall’utero fetogenetico (albero della conoscenza). Il vantaggio qual è? Che noi possiamo spendere la vita nostra per qualcosa di altro, non per stare appresso ai nostri debiti originari.

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Quindi, tutte le critiche che uno può fare, che sono giustificate, a me non mi fanno fermare, perché mi sembrano fotografie scattate per uno che non ha il caos, la fenditura. La fenditura ti fa stare male, ti interroga, però ti apre. Quindi, allora qual è il massimo del progetto, in questo laboratorio più immediato? È l’Utero Psi, senza il quale continueremo a stare male. Perché vengono le persone qua, nonostante stiamo al sud, nonostante tutti i limiti? Perché riusciamo a crescere? Vi siete mai chiesi il perché? Perché stiamo in una prospettiva fetogenetica. Le persone lo avvertono subito, anche se ci sono persone che vogliono morire embriogenetiche. Uno ci prova, non è che per forza bisogna farlo, però gli aspetti embriogenetici stanno tramontando. Perché sta tramontando la scuola? Perché è embriogenetica. Perché sta tramontando la coppia, la famiglia, la chiesa, la politica? Perché sono cose embriogenetiche. Sì, può anche sembrare che io, rispetto a tanti miei coetanei che avevano realizzato cose importanti, non avessi fatto niente, ma io, come Duracel, sto andando avanti e si sta creando un germoglio nuovo.

Rif. IL MITO DELLA GRAVIDANZA UNIVERSALE COSMICA, Incontri per il Muro dell’Utero Psi del 1 e del 23 giugno 2018, di M. Loiacono.

Fessure nel buio – Foresta allagata di Ravenna, settembre 2023

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