L’incipit di un nuovo mito: un grande utero

Qual è in positivo il mito? Dio non si chiama più Dio, perché quello era il Dio schizofrenico: dio-luce, diavolo-tenebre, dio che ti vuole bene e il diavolo che ti tenta. È un’ipotesi schizofrenica dell’esistenza, psicotica, nessuno può dire di no, anche perché i due opposti viene detto con chiarezza che si stanno dando guerra per accaparrarsi le anime, per cui il senso dell’universo è solo la Terra. Nella Terra c’è questa grande sfida tra Dio e il Diavolo. Questo non sta scritto nella Bibbia, sono altre storielle scritte dai rabbini, cioè Lucifero, portatore di luce, quindi angelo prediletto da Dio, perché “dies” significa “luce”, anche lui si ribella, e allora l’arcangelo Michele – anche questo non sta scritto nella Bibbia, sono cose posteriori – lo scaraventa sulla terra. E sulla terra che diventa? Diavolo.

Innanzitutto, io lo chiamo “Indico”: infinito, dinamico, complesso. Questo termine mi sembra che non faccia male a nessuno, non c’è niente delle cose che già esistono che venga escluso. Al limite, si dà una valorizzazione diversa, però non esclude nessuna rappresentazione precedente.

Qual è il mito? Il mito è che l’esistenza è molto simile a chi l’ha generata. E quindi qual è la metafora, la prima esperienza nostra qual è? È la gravidanza. Mi sembra una cosa molto lineare. E allora la gravidanza deve contenere qualcosa di molto più profondo, che sarà sempre una ipotesi, una rappresentazione, non è verità assoluta, quindi è suscettibile di… Però io ci scommetto che il mito più vicino a tutta la storia nell’esistenza è la gravidanza.

Cosa è l’universo? Un grande utero in cui cosa sta avvenendo? La gravidanza dall’Indico. Rispetto a un Dio geloso della conoscenza, che castiga eternamente tutte le generazioni, è un Dio che periodicamente si rinnova, fa discendenza. Perché dobbiamo considerarlo un qualcosa di statico, di concluso? Quindi, cosa è l’arena esistenziale universale? Perché noi, a questo punto, dobbiamo metterci nell’ottica di essere un piccolo organello di tanti organi che si stanno sviluppando nell’universo, come avviene dentro la gravidanza. Noi eravamo tanti piccoli organelli e ognuno si riteneva di essere il senso di quel viaggio; in realtà poi, nella fase fetogenetica, ha dovuto interpellarsi e creare qualcosa di nuovo, che non è la somma degli organi, ma è una cosa nuova, che siamo ognuno di noi, è l’organismo, quella persona. Non è ben ipotizzabile nella fase embriogenetica, nei primi tre mesi, cosa diventerà.

 

Rif. IL MITO DELLA GRAVIDANZA UNIVERSALE COSMICA – Incontri per il Muro dell’Utero Psi del 1 e del 23 giugno 2018, di M. Loiacono

Punti di vista nuovi, Peglio, Aprile 2023

 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FACEBOOK

5x1000-Fondazione Nuova Specie