Qohelet Capitolo 3, seconda parte

Vediamo un po’ quali sono gli opposti che indica Qohelet. Il primo opposto è nascita e morte, anche se, diciamo che, ogni nascita presuppone, precedentemente, una morte perché l’ovulo e lo spermatozoo, per esempio, prima di incontrarsi, per incontrarsi devono fare morire la loro singolarità, cioè accettare che ognuno, da sé, è parziale. Ha appena 23 cromosomi e non può vivere o rappresentare una vita individuale ed è obbligato a far morire la propria singolarità per accogliere l’altro patrimonio, ma è anche vero che, prima di nascere spermatozoo e ovulo, devono rinunciare all’ovaio e ai testicoli, chiamati ambedue gonadi perché generano, e prima ancora di lasciare la cellula, di far morire la cellula di 46 cromosomi, che è la cellula madre.

Come vedete già, nell’atto della nascita ma, se poi prendiamo tutta la gravidanza, abbiamo già visto altre volte, lo zigote si trasforma in morula, si moltiplica fino a 36 cellule, 2-4-8-16-32, moltiplicazione in base due e, per fare questo, deve far morire lo zigote come singolo, allora non è già presente la morte nella nascita? E, allora, non è già scontato che ogni nascita dovrà morire per far nascere altro e questo, allora, non è un cerchio? Un CEU? Non sono cose contrapposte come sono fatte le epistemologie religiosa, filosofica scientifica che vivono proprio della schifosità dello scindere, contrapporre, vita morte ed altri opposti.

Il secondo “è tempo di piantare, è tempo di sradicare”. Scusa Qohelet, se pianti una verdura, per prendere una verdura, non devi sradicare? Tante coltivazioni dell’orto che bisogna sradicarle. Scusa, come fai a mangiare la carota se non la sradichi, dietro non c’è solo lo sradicare e il piantare perché questi si rincorrono e continuano.

Poi: “tempo di uccidere e tempo di curare”. Uccidere una persona è una cosa pesante e, quindi, è difficile che uno che uccide sappia curare perché significa che attraverso un atteggiamento mortifero, distruttivo verso l’esistenza. Quindi, come vedete, uccidere, poi ci sta: demolire e costruire. Qohelet, le case possono essere demolite anche da un terremoto, oppure perché ci sono delle crepe, cadrebbero, e perché le vivi come opposti, perché non le vedi anche insieme?

Tempo di piangere e tempo di ridere. Qui, anche qui, a parte Qohelet che si può piangere perché c’è troppo riso, c’è la pienezza di una emozione che fa piangere; quando si ride molto, penso che l’hai provato pure tu, puoi anche piangere. Anche qui, chiaramente, riso e pianto sono sottolineatori di passaggio, ma non sono stati a sé e che bisogna preservare eliminando l’altro. Così, è tempo di lutto ed è tempo di allegria. Ci sono dei lutti, è vero, che ci fanno piangere, ma quanti lutti ci alleggeriscono, ci fanno intravedere possibilità, non ci sono più ostacoli, presenze fastidiose, ingombranti. Sarebbe bello, Qohelet, fare ridere, essere anche allegri proprio nelle situazioni di lutto, nelle situazioni tragiche, se proprio non ci credi, vieni qualche volta anche nelle dinamiche metastoriche che facciamo, negli incontri e vedi come questo è possibile.

“Tempo di gettare le pietre e tempo di raccoglierle”. Non sarebbe bello, gettare le pietre e poi raccoglierle? Noi, veramente, in agricoltura le si raccolgono per avere un terreno con più humus, e quelle non si gettano di nuovo, se no che arte si fa?

“Tempo di abbracciare, tempo di allontanarsi”. Io ho verificato che se ci distingue e si recuperano parti proprie, ci si abbraccia meglio. Vedi, ti manca il CEU, caro Qohelet, a te e al punto di vista che hai adottato.

“Tempo di guadagnare e tempo di perdere”, sì anche il Faraone Finanziario che guadagna tanto e allora non possiamo perdere per crescere e non guadagnare perché preferiamo la crescita agli accumuli di questi valori simbolici.

“Tempo di conservare e tempo di gettare” non so a chi ti riferisci perché sono termini così astratti, generici. Se conservi il cibo, è collegato che devi gettare l0immondizia, i residui, non li puoi mantenere, fermentano, non ha senso, ma conservare una cosa preziosa e poi buttarla, significa che non hai valutato bene né prima che probabilmente non era da dare tutto questo valore e né dopo.

“Tempo di stracciare e tempo di cucire” anche qui bisogna vedere che cosa si straccia perché, dopo, alcune cose non si possono cucire più. Se hai un assegno, ai tuoi tempi non si usavano, se lo strappi, è difficile cucirlo e, quindi, hai perso il valore di quell’assegno.

“Tempo di tacere e tempo di parlare”. Spesso il silenzio non è come parlare, tanto è vero che dai la possibilità agli altri la loro attività, si esprimono, si chiariscono. Il tacere non può essere un modo per non farsi scoprire. Non è un modo per cui uno è collegato alla propria interiorità, deve prima collegarsi con la propria profondità per parlare in maniera ipostemologica che viene da “υπό”, in greco, significa “sotto”, non dalla mente. Epistemologica.    “Tempo di amare e tempo di odiare” anche questi sono estremi un po’ infantili, come gli altri che hai indicato, amore e odio, sono due facce della stessa medaglia e allora bisognerebbe valutare bene di non eccedere in una prima fase, nell’amare incondizionatamente e poi nell’odiare senza più poter dare perdono per quello che non si è avuto. Sono opposti, ogni amore, man mano che si appesantisce, un po’ diventa intolleranza, odio, ma quello dovrebbe spingere, potrebbe spingere a trovare altre modalità di amarsi e di stare in quella situazione.    “Tempo di guerra e tempo di pace” noi che ne abbiamo visti tanti nella storia, che cosa significa “guerra e pace”? La pace la si valorizza perché c’è stata la guerra che ha distrutto, ha devastato, ha tolto. La parola pace dovrebbe avere un valore positivo, la parola pace, che noi utilizziamo, viene dal sanscrito “pac” che significa “unire, legare”. Allora sarebbe meglio dire: è tempo di unione e di distinzione, più che parlare di guerre, perché non si può crescere aggiungendo, ma bisogna anche distinguere, eliminare e, quindi, l’unione successiva sarà ancora più forte.   Tu concludi:

Quale vantaggio viene all’uomo da tutto ciò che compie con fatica?

  Scusa se ci togli il CEU, mi devi dire, che campi a fare? Non si può vivere, Qohelet, vedendo la fatica. Il vantaggio qual è? Esistere, per noi è un valore, perché puoi co-creare grazie al circolare per tutto il CEU, ad ogni giro tu aggiungi qualcosa, fai vedere altro, uno spettacolo nuovo, può essere che aggiungi cose inedite alla Gravidanza Universale Cosmica. So che non conoscevi questo e anche se te lo dico, non ne dai troppo valore. però, tutto il libro che stai scrivendo, non è dettato dal fatto che non riesci a dare un senso all’esistenza, oltre a ciò che ti si presenta momento per momento e ne vedi l’impermanenza. Questo, ovviamente, in una ottica di gravidanza, è normale, è fisiologico, è auspicabile, all’interno della quale, è chiaro che uno gusta la crescita che può avere, gusta anche ciò che contribuisce a far crescere la Gravidanza Universale Cosmica. Per vivere nell’esistenza, non puoi vivere con cose definitive di perdita o di acquisto. Sono fasi di passaggio, perché si realizzi il CEU, il cerchio, il circolo, bisogna che tu accolga due salti, il Salto Quantico Precipiziale e il Salto Quantico Oltre. Queste le ho già spiegate e non ho altro da aggiungere.

Vorrei aggiungere questo: i tuoi opposti non sono esaustivi, ti sei limitato ad alcuni atti. Ma, per esempio, ci sono cose ancora più significative per strutturarsi, per crescere nella propria interiorità.

Per esempio te ne leggo alcuni senza commentarli:

“Tempo di riconoscere e tempo di disconoscere”, è fondamentale questo per la crescita interiore, quanti guai nostri li abbiamo perché abbiamo avuto uno specchio disconoscente!

Oppure:

“Tempo di illusioni e tempo di delusioni” che sono anche esse collegate che non significa che è l’impermanenza che è illusoria, che noi ci siamo fatti obiettivi un po’ da gioco, illudere, giocare dentro con le nostre fantasie e con i nostri bisogni e abbiamo creato realtà inconsistenti che, poi, precipitando, ci fanno uscire dal gioco o  “de Ludere” che significa questo.

“Tempo di conoscenza profonda e tempo di ignoranza” se le metti in collegamento, probabilmente, hanno più senso. Tempo di comunicazione e tempo di incomprensione. Tempo di comunicazione, rispetto alle relazioni.

“Tempo di vacche grasse e tempo di vacche magre” questo lo avresti dovuto dire perché Giuseppe è venuto prima nella Genesi.

“Tempo di viaggiare e tempo di arrestare” cioè di fermarsi

“Tempo di schiavitù e tempo di intesa”

“Tempo di utero e tempo di espulsione”

“Tempo di entusiasmo e tempo di noia”

“Tempo di sogni e tempo di catastrofi”

“Tempo di depressione e tempo di mania”

“Tempo di inverno e tempo di estate”

“Tempo di sincronia e tempo di discronia”

  Stamattina quando l’ho pensato, pensavo che questo termine lo avevo inventato io, infatti non sapevo della sua esistenza ma, invece, è un termine che discronia, non molto usato, tanto è vero che non lo conoscevo, ma ovviamente è un libro proprio di ciò che, insomma, sconvolge il tempo sincronico.

  “Tempi casalinghi e tempo senza casa” guarda gli emigranti, tu dai per scontato tante cose, il mangiare, quello che vuoi tu, la casa.

   Io penso che per questa Pillola ci possiamo fermare qua, anche perché se voi rileggete il testo, i versetti uno-nove, vi de-piscotizzano o meglio fanno capire che c’è anche l’opposto ed è un mezzo passo, però Qohelet, dopo che te l’ho spiegato, mi devi dire che il CEU è meglio del punto di vista che hai tu, perché il CEU permette, in questi opposti, al Kronos e al Kairos, di mettersi insieme perché il Kronos è l’Arco di Sinistra e il Kairos è l’Arco di Destra, ma sono collegati. A te mancano i collegamenti. Non solo a te. Da un punto di vista delle epistemologie precedenti che erano fondate su questo. Questa volta siamo riusciti a fare una Pillola solo con i primi nove versetti, complimenti, Qohelet perché è bello questo brano che hai fatto. Io ho cercato di evidenziare i limiti, non perché in sé non è bello, ma perché dobbiamo avere il coraggio oggi di dare vino al vino e pane al pane, di èèèche, invece, si sentono che, quando sono morti non nascono più, che quando si sentono sradicati non possono piantarsi più, che quando hanno fatto prevalere la cura, non possono più uccidere, che quando hanno costruire, non possono demolire e tutti gli opposti che devono eliminare. Oppure c’è gente che vuole saltare il tempo di ridere e, quindi, escludere, per sempre, il tempo di piangere, sempre allegria e niente lutto, sempre abbracci e non allontanamenti. Basta Qohelet con questa logica degli opposti che il positivo deve eliminare il negativo, nel CEU non c’è né il negativo, né il positivo, sono vibrazioni, fasi, armonie ontologiche. Se non c’è il Salto Quantico precipiziale, il CEU diventa lineare e prevale la schizzosità di eliminare tutto ciò che non sono io.

  Spero di averti dato buoni motivi per accogliere queste aggiunte che molto volentieri e affettuosamente ti ho fatto.  

 

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