L’EPISTEMOLOGIA RELIGIOSA E LA VISIONE BIORGANICA

L’epistemologia religiosa si pone il problema del Codice Biorganico, ovvero il codice degli opposti, vita/morte, da dove viene la vita, perché si muore, e se si muore che succede? E’ il codice delle emozioni, che riguardano proprio le emozioni di vita e di morte.

Come ha risolto la religione questi interrogativi? Beh, li ha risolti mettendo Dio nei cieli, nell’alto dei cieli. Noi diciamo infatti: “Nell’alto dei cieli”, almeno nell’ambito religioso cristiano. Perché? Perché chiaramente non c’era l’idea dello spazio, in realtà nello spazio non c’è né un sopra né un sotto. Chi sta nell’altra parte, nell’altro emisfero, parla di sé in maniera opposta di come noi ci collochiamo. Per gli ebrei, Dio, dove stava? Sopra le cataratte, quindi Dio stava al di là.

Perché dio stava al di là, o nei cieli? Perché, nelle religioni, Dio deve essere trascendente. Che significa trascendente? Non deve fare parte del mondo, della realtà in cui noi viviamo. Perché? Beh, lo capite il perché, se io voglio avere un riferimento di conoscenza, per dire come devo comportarmi nella vita, beh, questa entità non deve essere immanente, non deve essere dentro ciò che io sono, ma deve essere separata, distinta, e quindi, come avviene per ogni Albero della Conoscenza, essendo distinto può conoscere meglio ciò che serve a me. Infatti, Dio, è il massimo della trascendenza, poi, chiaramente, tutte le tre religioni hanno dato delle versioni un po’ diverse.

Per esempio, il Dio ebraico che era uno, unico, come poi anche il Dio islamico è uno. Il Dio ebraico è un po’ un Dio che viaggia insieme al suo popolo, è distinto sì, però interviene e manda i profeti, manda i re. Insomma, ha dato la Tōrāh, cioè tutta la legge, e, Eliseo, quando c’era, uno degli appellativi di Dio era “Rahamim”, cioè, un Dio utero, un Dio fragile, un Dio che si commuove, un Dio che ha le caratteristiche di un utero.

Il cristianesimo, chiaramente, ha un po’ più astratto questa visione: le cataratte erano un’ipotesi, un modo di vedere la cosmologia, un modo di vedere come era fatto il mondo, quindi, una terra piatta sopra le cataratte, eccetera. Nel pensiero cristiano, chiaramente, è un Dio che, anche dal punto di vista filosofico, diventa non un’entità collocabile nello spazio. L’altra cosa è che il Dio cristiano diventa “trino”, cioè, il Dio è uno solo ma, però, è in tre persone. Padre, Figlio e Spirito.

Quindi, in che modo ci si relaziona con questo dio? Attraverso la preghiera, osannandolo, dicendo bene, glorificando, come se avesse un signorotto, un re, che ha bisogno di queste modalità, un po’ dei suoi servi.

Nell’ambito nostro, ma in tutte e tre le religioni, in che modo questo Dio che sta sopra ti vede e ti preserva anche dopo la morte? Se tu rispetti la Tōrāh, sarebbero i cinque libri della Bibbia, i primi cinque libri della Bibbia ebraica o del Primo Testamento come si dice, non vecchio testamento come si diceva prima del Concilio Ecumenico Vaticano II. Si dice: “Primo Testamento”, la religione cristiana si è innestata in quella ebraica, i Vangeli, le Lettere degli apostoli, gli atti degli apostoli, le lettere e… Sono il secondo testamento.

Quindi, in un certo senso per i cristiani, oltre ad alcuni libri della Bibbia, sono importanti i Vangeli, soprattutto le lettere di Paolo, gli Atti degli Apostoli.

Invece, nel 622 circa, dopo Cristo, nasce anche l’Islam, attraverso Muḥammad, Maometto, che prima, penso lo sapete, era nato alla Mecca. All’inizio è stato perseguitato, mica solo i cristiani, anche Maometto, tanto è vero che si festeggia l’Egira. “Egira”, significa emigrazione. Maometto fu obbligato a scappare a Medina dove, diciamo, ottenne un’accoglienza maggiore. Oggi è la seconda religione al mondo, ma quella anche più sentita e frequentata, diciamo dal punto di vista dei pilastri che propone.

Come vedete, questo è: i cieli vengono occupati dal papà, dal genitore, dall’adulto per eccellenza che è Dio. La parola Dio, nostro, viene dalla radice “Di”, che sta anche nella parola latina: “Dies”, che significa giorno, luce. In realtà Dio è la pienezza di tutto il positivo, oltre a essere il creatore della Terra e di tutto ciò che ci circonda. Questa è la visione Biorganica, molto vicina ai bisogni: capire, insomma, la vita e la morte che senso hanno.

Rif: IL GRAAL DEI CIELI, Giovedì 6 febbraio 2020 di M. Loiacono

 

Via Crucis, verso l’Eremo di Trebbana, Tredozio (FC)

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