L’EPISTEMOLOGIA FILOSOFICA E LA VISIONE ANALOGICA

Ci spostiamo nel Codice Analogico con la filosofia. La filosofia non ha come le religioni una rivelazione, questa è la grande differenza. Allora, le verità, come le fa a tirare fuori? Con l’utilizzo del pensiero, della ragione, che non deve contraddirsi.

All’inizio chi è che per primo ha occupato i cieli? Gli astronomi, i quali sono stati i primi filosofi. Si narra che nel vedere i cieli, il primo filosofo considerato tale, è stato Talete. Proprio per dire che era una persona astratta, che i filosofi sono astratti: Talete mentre vedeva i cieli, cadde in un fosso, lo salvò la servetta sua, e quindi che non avevano praticità.

E chi parlò più approfonditamente di questo? Fu il filosofo che succedette a Talete, un certo Anassimandro. Stiamo parlando del V, VI secolo a.C. Innanzitutto il filoso Anassimandro si pone il problema dell’Arché. La parola “àrco”, “àrchei”, significa l’inizio, l’origine, essere il primo, e proprio per questo diventa “chi comanda”, come patriarcato e matriarcato.

Lui prima parla dell’Arché, e per Talete era l’acqua, lui mi sembra che parla dell’aria, come il principio originario che sta in tutte le cose. Una cosa interessante di Anassimandro è che lui mette, all’inizio anche l’ápeiron. “Perion” significa finito, infinito, non finito. Quindi, mette all’origine dell’esistenza l’apeiron.

Un’altra cosa bella dei filosofi greci è proprio l’introduzione della parola “cosmo”, cosmo viene da “Kosmeo”, “cosmetico”, che significa adornare, ornare. Poi “Ordinare”, ovvero che ordine c’è in cielo. Ma, soprattutto, significa anche “abbellire”, quindi il cosmo è il bello, e vedere l’universo come una cosa bella e ordinata.

Perché nei cieli, religiosamente, non ci può essere il Diavolo? Perché il Diavolo quando, nelle versioni, non dei libri della Bibbia, ma di altri libri, ovviamente successivi, Lucifero che si ribella al patriarca, a Dio, viene rimandato sulla Terra perché chi si ribella al patriarca, non può stare nei cieli insieme a lui. Anche il peccatore non potrà mai stare nei cieli, ma, dovrà stare sotto, nell’inferno.

Vi ricordo che “inferno”, viene da “infra” che significa “sotto”. Quindi anche per i filosofi c’è questo aspetto. Perché deve essere solo ordinato? Perché non ci deve essere anche il disordine? Perché il disordine e il caos non sono una cosa buona, anzi, viene detto che proprio per l’intervento di Dio, la Terra da che era una massa informe e desertica, diventa un cielo ordinato, pieno di tutti gli esseri che noi conosciamo.

Invece, noi conosciamo e vediamo che proprio dal caos si creano cose nuove! Vedete come le epistemologie che stiamo trattando sono un po’ parziali, psicotiche, schizofreniche. Ciò che non è il buono e il positivo deve essere fatto fuori, e quindi, anche in questo caso, le cose irrazionali, dal punto di vista filosofico, le verità false, vedete come continuamente viene eliminato, poi, gran parte, potremmo dire, anche della vita.

ARISTOTELE E I SETTE CIELI

Adesso dovete sentirmi perché vi faccio una cosa interessante che non avete mai, probabilmente, sentito. Avete mai sentito dire “oh, oggi sto al settimo cielo”?. Chi comincia a parlare di questo è Aristotile, un filosofo che viene dopo il quarto secolo, quinto secolo a.C., dopo Socrate e Platone, ma penso che uno ha molto influenzato l’occidente ma anche la religione, attraverso San Tommaso d’Acquino, che ha messo insieme, potremmo dire, corpo e spirito. È anche uno che è stato alla base di tutti i libri scientifici, li ha scritti lui, la mentalità di uno che voleva anche verificare.

Aristotele dice che, stiamo in un sistema geocentrico, “Geo”, “ghe-ges” significa “Terra”, il centro di tutto quello che diremo è la terra. E quindi, se è la Terra, il primo cielo qual è? La luna, secondo lui nella zona “sublunare”, che sarebbe dove viviamo noi, ci sono i quattro elementi, che conosciamo: terra, acqua, aria e fuoco. Questo mondo sublunare com’è? È imperfetto. Perché? Perché, secondo i greci, la perfezione era il cerchio, ma, diciamo, la terra e l’acqua dove tendono ad andare? In giù, in un modo rettilineo, e l’aria e il fuoco? In su, in modo rettilineo, ed essendo un moto rettilineo era una realtà imperfetta.

Qual era il quinto elemento, la quinta essenza secondo Aristotile? L’etere, come anche “estate”, quindi “estate” ed “etere”, hanno la stessa radice del verbo “aitho” che significa “bruciare”, “ardere”.

Questa quinta essenza, innanzitutto, è un fluido sottilissimo che ovviamente si diffonde in tutti i cieli, questo per spiegare il perché dei movimenti uniformi e circolari dei cieli. Cioè, noi possiamo prevedere la luna, nel settimo giorno, dove sta. Perché il moto è uniforme e circolare, forma un cerchio, e quindi quello è un mondo della perfezione.

Nel secolo scorso, si ragionò su come si diffondono le radiazioni elettromagnetiche (la luce). Cosa sono? E come si diffondono? Bene, una delle teorie è che si diffondono proprio attraverso l’etere. Chi è che sconvolge tutto? Einstein, perché parla della relatività ristretta nel campo gravitazionale, ma questo è un altro discorso.

L’etere è una sostanza senza peso, non avendo inizio e fine, non è corruttibile. Come è questo spazio formato di etere? È incorruttibile.

DAL PUNTO DI VISTA TOLEMAICO A QUELLO COPERNICANO

Che cosa aggiunge un certo “Tolomeo”, nel secondo secolo dopo Cristo? Tolomeo è un egiziano di Alessandria d’Egitto. L’astronomia tolemaica ha retto fino al 1450. Un sistema geocentrico con questi cieli. Lui cosa ci mette? Aristotile, che era un razionale, dice: “Va beh, c’è il movimento circolare dei pianeti e dei cieli, però questi, come si muovono?”. Allora Tolomeo, non avendo altre spiegazioni, dice che c’è un primum mobile, un primo che muove, che è immobile, che poi è anche una definizione di Dio. Dio allora cos’è? È chi fa muovere gli altri ma lui è immobile.

Tolomeo aggiunge il nono cerchio, diciamo, che è il cielo del “primum mobile”. In quale libro di Tolomeo è scritto? Almagesto. “Al-magesto”, come capite dalla lettera “al”, è in arabo, perché lui è un egiziano, anche se era ai tempi dei romani e quindi è scritto sicuramente in lingua latina. Almagesto, perché? “Magesto” è una traslitterazione di “megíster”, che chi ha fatto il greco, “megalo” significa “grande”, megalomane significa “grande”. Megíster significa grandissimo, perché questa sintesi astronomica che fece Tolomeo, voi pensate, è durata fino al rinascimento e ha anche condizionato la teologia.

Poi Coperinco, attraverso tutta una serie di studi matematici, affermò il sistema era eliocentrico, era il Sole che non si muoveva, ma erano anche gli altri che diciamo si muovevano. Perché ebbe fortuna questa idea? Perché ci fu il parere molto autorevole di Galileo Galilei, anche le sue osservazioni col cannocchiale. E, ma, perché allora Galileo fu perseguitato dalla Chiesa? Perché dire che il Sole era un’entità immobile, trasgrediva, andava contro quello che era scritto nel libro di “Giosuè”.

Giosuè prese le redini del popolo per potarlo verso la Terra Promessa quando Mosè morì. Giosuè, dovendo conquistare i territori che attraversava, in una di queste battaglie esclamo: “Fermati o Sole!”, il Sole si fermò e quindi vinsero. Pensate che una cosa scritta in un libro di saggezza religiosa, così, con nessuna scientificità astronomica, portò Galileo, praticamente, a rischiare il fatto di essere fatto fuori dall’inquisizione e dovette abiurare ad alcune sue affermazioni.

Il sistema di Tolomeo, una visione nata da Aristotele, Dio dove sta? Sapete come lo chiama Dante? “L’Empireo”, “em-pireo”, viene da “em-piuros”, significa dentro il fuoco, cioè Dio è dentro la parte del Paradiso dove c’è il massimo della luce, dove il fuoco è eterno. E questo, diciamo, per quanto riguarda la filosofia.

Rif IL GRAAL DEI CIELI, Giovedì 6 febbraio 2020 di M. Loiacono

 

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