LA VIRTUALITA’: UNA VIRTUS MASCHILE

Proprio sulla “virtualità”, vizio capitale primogenito della nostra specie, vorrei tornarci per evidenziarvi un aspetto del termine che ci introduce in una prima e forse significativa riflessione, se vogliamo “s-prigionarci” dalla metà marmo che ancora ci trattiene nell’informe.

“Virtuale” e “virtù” derivano ambedue dal latino “vir” che significa “uomo” come essere maschile e forte (che si oppone a “femmineo” ed “effeminato”) e significa anche “virilità”, nel senso di “forza”. Voglio dire che nell’archeologia della parola sono già contenute importanti informazioni che chiariscono meglio l’essenza della virtualità. Mi spiego meglio. “Virtualità” significa che il modo con cui l’uomo finora ha dominato e gestito l’esodo di vita è stato quello virile o “maschile”.

Si è avvalso soprattutto della forza, cioè di una modalità attiva e coattiva che impone dall’esterno un proprio ordine e trincia tutto ciò che non si irreggimenta, si oppone o rappresenta un ostacolo al proprio sovrano dominio. Abbiamo visto che, anche nel conoscere l’albero della vita e produrre i propri sistemi di vita, l’uomo si è avvalso della medesima modalità: infatti, la conoscenza è di tipo “virile”, ovvero una modalità attiva e coattiva che impone dall’esterno un proprio ordine forzato e con le sue forti ganasce trincia tutto ciò che non si irreggimenta nel proprio stampino o rappresenta un ostacolo al proprio sovrano dominio.

Abbiamo visto anche che proprio questo procedimento “maschile” ha introdotto prepotentemente la “virtualità” che ci sta portando a stare a disagio dalla vita e ci sta ingolfando con sintomi e segni di una nuova apocalittica babilonia. Esprimiamo una conoscenza e una vita troppo a due dimensioni, senza profondità, senza storia, senza globalità.

Questa “forza maschile” bidimensionale può facilmente essere gabbata e surrogata da oggetti inanimati e da rappresentazioni senza sostanza che si assomigliano. È divenuta deleteria proprio come un elefante che si muove in un negozio di specchi fragilissimi e in continuo movimento rotatorio.

Sono convinto che la “virtus mascolina” è ormai al capolinea, smascherata nella sua profonda virtualità. Ha retto finora gran parte della storia umana, specialmente in Occidente, ma attualmente non è più adatta, nemmeno minimamente, a governare gli eventi e le sfide del mondo-villaggio.

Rif. Verso una Nuova Specie, 2000 di M. Loiacono. Pubblicazione scaricabile gratuitamente dal sito https://www.fondazionenuovaspecie.org/pubblicazioni

Tasti di numeri e parole, marzo 2024

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