La specie uomo: un brutto anatroccolo

Per quanto sia affezionato alla nostra specie e per quanto non sia facile intravedere cosa ci aspetti all’angolo, sono convinto che la nostra specie abbia manifestato limiti strutturali seri che non sono più rattoppabili o sottovalutabili.

Il disagio diffuso ci accompagnerà a lungo, almeno fino a quando non ci metteremo in un vero travaglio e non ci decideremo a mettere mano ai nostri vizi capitali. L’uomo, infatti, si sta rivelando sempre più simile alle “prigioni” di Michelangelo: è un essere a metà che solo in parte è uscito dal marmo e si è definito; per l’altra metà è ancora informe e in attesa di una definizione globale.

È ancora informe e a metà per quanto riguarda l’albero della vita. Il suo punto di partenza e di riferimento non è l’intero albero della vita, ma fenomeni vivi parziali e contingenti, esiti di una precedente frantumazione.

È ancora informe e a metà per quanto riguarda il suo albero della conoscenza. Il pensiero è stato sicuramente una grande innovazione evolutiva, ma è ancora un salto a metà e va completato in maniera più globale. Va profondamente rivisitato e completato nella modalità di recepire l’albero della vita o suoi fenomeni vivi, nella modalità di trasformarli in rappresentazioni e simboli, nella modalità di produrre interpretazioni-ricostruzioni-creazioni a partire da queste rappresentazioni-simboli, e soprattutto nella modalità di ritornare all’albero della vita per deciderne il sistema di vita dominante e le sue evoluzioni possibili.

È ancora informe e a metà per quanto riguarda la convivenza con le tante diversità all’interno della propria specie e con le precedenti tappe dell’esodo di vita che si sono manifestate fin dal suo esordio.

È ancora informe e a metà per quanto riguarda la trasmissione delle competenze e della memoria storica, la capacità di generare cambiamento dinamico e progettuale, la capacità di sintonizzarsi con il viaggio della vita e di coglierne traiettorie e spinte evolutive.

L’uomo, in definitiva, rimane ancora un essere parziale, un brutto anatroccolo inadeguato e senza prospettive di rilievo, una specie intermedia, né bestia né angelo. Direi, proprio, una specie “virtuale” che si pavoneggia di penne variopinte che attualmente servono solo a nascondere gli scheletri sottostanti.

Rif. Verso una Nuova Specie, 2000, di M. Loiacono. Pubblicazione scaricabile gratuitamente dal sito https://www.fondazionenuovaspecie.org/pubblicazioni

Da brutti anatroccoli si può diventare cigni. Venezia, luglio 2023

 

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