IL VUOTO COME E’ STATO RIEMPITO?

La parola cielo, in italiano, è anche una traslitterazione, cioè, una parola che viene trasposta da una lingua in un’altra. Noi lo traduciamo, e la parola è “Koilos”, e, in greco, Koilos, da cui deriva cielo, significa vuoto, e lo vedete guardando in su.

Guardate la differenza: la terra è un pieno che ti fa andare solo nelle quattro direzioni dello spazio. Sulla terra non puoi fare quello che fanno gli uccelli, gli uccelli possono attraversare, non un piano bidimensionale (come la terra), ma un’area anche sferica, e quindi possono andare in tutti i lati, le direzioni di questa sfera celeste.

Questo è il motivo per cui gli “àuguri”, che poi sono diventati gli auguri, erano proprio chi interpretava il volo degli uccelli. Quindi augùri deriva da “Avis”, uccelli. Qui noi, sulla terra, possiamo andare in una direzione, come posso dire, sinistra destra, salire scendere, specie in autostrada, nelle strade è una direzione obbligata.

Come è stato riempito il vuoto? A questo ci hanno pensato le tre epistemologie, cioè i punti di vista sull’esistenza. In ordine cronologico, almeno in occidente: la prima epistemologia è stata quella mitico-religiosa, poi 2600 anni fa circa è nata quella filosofica (in Grecia, con Talete, Anassimandro e Anassimene) e infine quella scientifica nata in Italia con Galileo Galilei.

Rif IL GRAAL DEI CIELI, Giovedì 6 febbraio 2020 di M. Loiacono

In cielo un crossing-over tra aerei e percorsi che intendono incrociarsi

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