IL FEMMINILE DI “NUOVASPECIE”

Quando parlo di “femminile” sento di avere le carte in regola, perché in tempi non sospetti ho inserito questa prospettiva nello statuto dell’Associazione Nuova Specie. Da sempre ho colto che si tratta del piede che può muoversi in avanti, specialmente ora che il piede maschile si è piantato saldamente a terra e non riesce più a produrre movimento utile. È mia convinzione che non a caso questo piede, per tanto tempo tenuto ingessato, si sia messo in movimento proprio di recente, proprio adesso che il piede maschile è disorientato, confuso, e tende a produrre solo allontanamento dalla vita piena e armonica.

È tempo che il “femminile” diventi dominante, interrompa l’atomizzazione galoppante, raccolga i cocci del disagio diffuso e cerchi di favorire una gestazione del nuovo, che ci faccia uscire dalle sirene dell’ultimo narcisismo e ci metta in transizione creativa. È tempo che il brutto anatroccolo si trasformi in cigno e inizi ad aleggiare nelle giuste altezze per riprendere nuove traiettorie e destinazioni.

Il “femminile” è l’unica modalità che possa gestire questa delicata transizione, predisposto com’è a fare concepimenti vivi, a sgamare gravidanze isteriche-virtuali e a portare avanti gravidanze piene di profondità-storia-globalità, perfettamente in linea con il viaggio che la vita già ha fatto e perfettamente adatto a trasmettere tutti quegli eventi favorevoli. È tempo, però, di affrettarsi perché il maschile ha bloccato la vita nella sua caverna e non intende farla ripartire. Se Ulisse vuole riprendere il viaggio per Itaca, deve avere il coraggio di accecare l’unico occhio del ciclope Polifemo mentre costui giace ubriaco, resistere alle sue prevedibili ire ed escogitare con scaltrezza lo stratagemma che sappia gabbare le sue mani mentre tastonano ogni uscita per scovare i fuggitivi e consumare la vendetta.

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Il “femminile, ovviamente, è presente anche in noi maschi e non coincide per forza con le caratteristiche anatomiche femminili. Anche un maschio può entrare in gestazione e può affidarsi efficacemente al proprio femmineo-vuoto-cavo-vaginale-utero per esprimere gravidanza-nascita-devozione che alimenta e fa crescere.

Il “femminile di nuova specie” è una opportunità per tutti, al di là della caratterizzazione sessuale primaria e secondaria. “Femminile di NuovaSpecie” può sentirsi chiunque intende ripartire per Itaca, decide di aprirsi al nuovo senza che ci sia la rassicurante autorevolezza del già conosciuto o del già codificato, è consapevole di dover affrontare imprevedibili asperità e trabocchetti, si sente predisposto a risolvere creativamente le sfide e le opportunità oggi diffuse, è intenzionato a fare da utero per generare tappe e competenze inedite, accetta di sostenere la sofferenza del travaglio per partorire una specie non più bidimensionale-astratta ma globale e multi dimensionalmente viva.

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Ma vediamo in breve, tanto per fornirvi alcuni stimoli iniziali, quali potrebbero essere le quattro “virtù” della nuova specie da favorire e far crescere.

Rif. Verso una Nuova Specie, 2000 di M. Loiacono. Pubblicazione scaricabile gratuitamente dal sito https://www.fondazionenuovaspecie.org/pubblicazioni

    LA FORZA EVOLUTIVA CHE SFONDA PURE CATRAME E ROCCE, M. Loiacono

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