IL CAOS: UNA FENDITURA PER UN PROGETTO AL POSITIVO

Ora qual’è il problema? Che si aperto un caos. La parola “caos” significa “fenditura”. Si è aperto uno squarcio, che ci sta facendo vedere cose per le quali noi non abbiamo già gli organi per vedere e per muoverci. Quindi, ci ha spinto in un precipizio.

“Caos” significa “fenditura”, e quindi ti apre, ti fa vedere tutta una serie di altre cose, per cui noi non abbiamo il know-how – il dramma questo è – a livello di rapporto con noi stessi, di coppia, con i figli, con la società, perché oggi si è aperto il caos, cioè una lacerazione, una fenditura, attraverso cui vediamo cose che per noi sono esterne-estranee-nemiche, perché non abbiamo il know-how, non conosciamo “come”.

Il know-how embriogenetico che ci serviva è servito a tutte le etnoculture da sempre, ma in maniera embriogenetica, psicotica: siamo romani, siamo forti, vi sottomettete, copiate i nostri sistemi. Cioè, non c’è stata l’ottica della fetogenesi. Oggi qual è il faraone, l’impero più sovrano, planetario? È la finanza. Ma la finanza sono dei numeri. Almeno prima c’erano i me.me. religiosi di quella etnia, i miti, il modo di pensare, i riti, i costumi legati all’ambiente, all’agricoltura, ma oggi che ci sta?

Oggi stiamo nel caos, che significa presenza di tanti elementi per noi, a cui non siamo formati, abituati, non abbiamo il know-how (ovvero la conoscenza). Come faccio a dirlo? Perché c’è il disagio. Il disagio non è malattia, è l’espressione di questo caos che non riusciamo a comprendere, a prendere dentro, e a trovare una strada.

Quindi il caos come fenditura. A diciotto anni sono stato male, e ho visto che le telecamere religiose, filosofiche e scientifiche non mi hanno aiutato, poi i miei genitori non ci sono stati, e nemmeno i genitori sostituivi. Ad un certo momento mi sono sentito orfano, e mi sento ancora orfano, per cui per me è la ricerca di un orfano che non vuole mollare e sa che nel caos possono nascere cose nuove.

La prima cosa che è nata qual è? Il know-how, cioè l’epistemologia globale. Il caos, se lo vedo non secondo i punti di vista embriogenetici, non è caos, ma è un insieme di opportunità, di cose che possono generare cose nuove. Questo è il Progetto Nuova Specie. Non è il discorso di non usare farmaci. Quella è una cosa indiretta, perché se tu devi co-creare non ti puoi acquietare con le sostanze, ma neanche col cibo, ecc. È un progetto in positivo.

Rif. IL MITO DELLA GRAVIDANZA UNIVERSALE COSMICA, giugno 2018 di M. Loiacono

Una nuova alba, Cesena, 03 aprile 2024

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