Commento al Qohelet Capitolo 3 Vanità delle vanità o… E’ tempo di CEU?

Ogni cosa ha il suo momento, ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

Vi faccio notare che “momento” e “tempo”, in realtà, vogliono significare due cose diverse. Tanto è vero che nel testo ebraico sono espresse proprio da due parole diverse e mi sembra che qui è recuperabile un po’ quello anche i due termini che i greci utilizzavano per individuare l’attimo, il tempo cronometrabili fatto di passaggi ottimali che si possono quantificare, numerare: oggi, un’ora, un anno e il termine Kairos che significa “il tempo propizio, il tempo favorevole” e, quindi, è un termine che indica proprio il termine utile alla vita per costruire, per vivere e l’altro è un tempo proprio che non è favorevole alla nostra vita perché fatto di parti scollegate tra di loro. Infatti la radice di kairos, “Kr” significa proprio “unione, armonia”, per il nostro punto di vista troviamo le cose perfettamente comprensibili.

Vediamo il versetto due:

Tempo per nascere e tempo per morire, tempo di piantare e tempo di sradicare, tempo di uccidere e tempo di curare, tempo di demolire e tempo di costruire, tempo di piangere e tempo di ridire, tempo di lutto e tempo di allegria, tempo di gettare le pietre e tempo di raccoglierle, tempo di abbracciare e tempo di allontanarsi, tempo di guadagnare e tempo di perdere, tempo di conservare e tempo gettare, tempo di stracciare e tempo di cucire, tempo di tacere e tempo di parlare, tempo di amare e tempo di odiare, tempo di guerra e tempo di pace. Quale vantaggio viene all’uomo da tutto ciò che compie con fatica?

  La parola “opposto” viene da “ob pono”, cioè “porre di fronte”, mettere solo di fronte che cosa viene a mancare? Viene a mancare ciò che deve unire i due opposti. In questo, chiaramente, noi abbiamo il Ciclo Esistenziale Universale o CEU, in cui i due opposti sono proprio vita-morte, positivo-negativo come vengono intesi qua, ma per formare un circuito e non diventare solo opposti che si guerreggiano, si eliminano, si scansano, si giudicano, noi abbiamo il primo ponte, che è il Salto Quantico Precipiziale. Sopra un Punto Boa in cui c’è una parte che trapassa in un’altra e sotto, l’altro Punto Boa è il Salto Quantico Oltre. La versione del CEU, a mio parere, è molo più profonda, semplice e completa. Questo lo possiamo anche verificare proprio prendendo in esame i vari verbi. Innanzitutto volevo dire che, all’inizio, si alternano il positivo e poi il negativo. Nascere e piantare, invece, dopo, seguono quattro in cui parte il negativo, uccidere, demolire, piangere, lutto, gettare. Quindi cinque. Poi seguono due positivi: guadagnare e conservare e, poi, altri due negativi che sono stracciare e tacere. Poi un positivo amare e l’ultimo che è guerra. Allora, già questo, se noi abbiamo presente il CEU dovrebbe essere così. Ci sono situazioni, momenti, fasi in cui noi partiamo dal negativo, dall’Arco di Sinistra e l’altro in cui partiamo dall’Arco di Destra. Quindi, possiamo intendere così. Stando al CEU, quindi, gli opposti per unirsi, per formare un cerchio perché altrimenti sono due linee contrapposte, di cosa hanno bisogno? Il positivo, l’Arco di Destra, l’identità che noi conosciamo come vita, come positivo, ha bisogno del Salto Quantico Precipiziale. Che significa? Che dentro di sé, il positivo, è vero che inizia come Spettacolo ma, poi, degrada. Cioè l’energia che c’è all’inizio, diventa anergia. Quindi, diventa Progetto Opera, Dono Regalo, Impegno, poi, Funzioni Ruolo e, infine, Obblighi Doveri.

Questo è un po’ il termine “munus” che, quando feci il cummunitometro, il termine “mumus” significa tutti questi significati. Io li misi in ordine di entropia, cioè gradualmente di perdere il valore di Spettacolo, fino ad arrivare agli Obblighi Doveri, che è una cosa noiosa e penosa!

È ovvio che è, dentro di sé, che non rimane qualcosa che abbiamo visto come positivo, come vitale perché degrada, grazie e alla anergia e alla entropia, per cui, alla fine, se è così, noi possiamo soccombere, è vero che c’è stato un positivo, ma scompariamo. Che cosa ci salva? Il Salto Quantico Precipiziale e si può vedere in tutti i diecimila esseri, intendendo tutto ciò che è comparso in questi quindici miliardi di anni, a cominciare dalle onde e da altre forme di energia, l’atomo ecc. Il Salto Quantico Precipiziale di cosa ha bisogno? Che noi non ci identifichiamo nel positivo che abbiamo vissuto, nello Spettacolo, nella identità in cui ci siamo riconosciuti, ma dovremmo avere sempre una parte di vuoto, di cielo, perché Koilos, tradotto “cielo” dal greco, significa “vuoto” per sapere che una entità è vana, è vuoto, ha dentro di sé anche l’esigenza di vuoto che, dopo che hai espresso il positivo, la carica che contiene in sé, il bivio è o che cade nel Pozzo di Vermicino e si destruttura e scompare, muore oppure se fa in tempo, bisogna abbandonare, uscire dalla terra dell’Arco di Destra, dal positivo, dal Kairos che ci ha caratterizzati e andare dentro il Kronos, che è, per certi versi, micidiale, difficile, ci fa vivere sensazioni con molta difficoltà. Quando si parte, invece, dall’Arco di Sinistra, o stiamo nell’Arco di Sinistra, lì è il momento in cui il vuoto aumenta sempre di più, nella pienezza che abbiamo vissuto come identità permanente, stabile, definitiva.

Nel viaggio della Gravidanza Universale Cosmica, perché nell’esistenza, per noi è un viaggio, una gravidanza, allora, nell’Arco di Sinistra, attraverso i vari momenti di organi emuntori: contestazione contrapposizione, dipendenza, frantumazione, arriva alla morte, morte significa “togliere dalla nostra identità parti che ormai non servono più e sono pesanti” quelli costituiscono il vuoto, e nel vuoto si può saltare, se appartengo ad una cosa solida, sono un tutt’uno, è lapalissiano che non mi posso distinguere e saltare.

Il Salto presuppone che io mi sia distinta attraverso la perdita, la meiosi, la sofferenza, il dolore, la lacerazione, il raffreddamento, il collasso, tutti termini utilizzati proprio per l’Arco di Sinistra perché lì avviene proprio la cattura e la perdita di cose che ci appesantiscono, sostanze tossiche, cataboliti, solo così il sangue, perché il sangue, tutto sommato, la circolazione come il CEU, il sangue arterioso che dà le cose buone ai tessuti e prende l’immondizia, che è quella che viene presa dalle vene, le porta proprio agli organi di purificazione, emuntori che sono rene, fegato e polmone, e così il ciclo può ricominciare, questo è il sincronico dell’apparato circolatorio. Sincronico che non ha tempo, è così! Poi, si può esprimere lungo il diacronico. Le varie fasi di temporalità possono essere l’inizio, la fase fetale, la fase infantile, adolescenziale e le altre fasi.

 

Ecco che cosa manca al Qohelet? Manca questa visione di circolazione, non di linee contrapposte, ma di qualcosa che può travasare nell’altro e, quindi, trasformandosi nell’opposto, ogni opposto si trasforma nell’altro; nessuno perde, tutti ci guadagnano, ognuno ha una sua funzione ed è il CEU che è l’unità minima presente dovunque che crea la possibilità di collegarsi al sincronico, all’ontologico, a ciò che è per tutti e a esprimere la propria diversità, il proprio diacronico nelle varie fasi della propria esistenza.

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