La differenza tra religiosità e spiritualità

La differenza tra religiosità e spiritualità, anche se io il termine spiritualità non lo uso più. Ne uso un altro.

La religiosità sta qui, è una ipotesi espressa attraverso dei testi sacri, dei riti che, questa, in maniera discendente, propone i templi, gli spazi in cui quella religione è possibile perché se non vai in quegli spazi… Dite ad un ebreo di non andare alla sinagoga o ditegli di pregare in una chiesa. Ci regolano anche le emozioni e ti fanno conoscere un pezzettino, un pezzettino dell’ontologico. Non è che sono false, sono parziali.

Piuttosto che parlare di spiritualità… come dovrebbe essere la spiritualità? E’ che tu stai in contatto con il tuo codice ontologico. Con ciò che solo tu sei, che non ha nomi, da qui sviluppi emozioni, sviluppi anche modalità rituali e sviluppi anche un simbolico. Quindi, la spiritualità dà più il senso dinamico, mentre per le religioni, se tu parli così, sei relativista. Per cui, le verità come vanno prese? Come dogma, sono così e basta. Io penso che ognuno ha diritto di fare così, però uno ha anche il diritto di criticare perché l’In.di.Co (Infinito Dinamico Complesso) non può essere chiuso. Vedete l’In.di.Co è un mare infinito, come lo posso chiudere in una versione simbolica, razionale, storica? L’ontologico viene sostituito dal razionale, mentre l’ontologico è infinito. Che significa infinito? Anche quello che posso dire io, che puoi dire tu, è una parte sempre. Occorre un viaggio di ricerca che non finisce mai. Quindi, nel momento in cui si mette una croce lì, è finito questo viaggio.

Rif . Lettera di Re Giorgio a se stesso, 2017, M. Loiacono

Una fessura che si apre. Un tramonto, Troia, marzo 2023

 

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