IL CERCHIO MAGICO DELLA VITA

Il senso del cerchio

Vi voglio parlare attraverso questa unità didattica, che possiamo ribattezzare come “Il cerchio magico della vita”, lo voglio riproporre in un’altra modalità. La prima cosa che vi posso dire è questa. Questo cerchio è fatto in modo che funzioni in senso antiorario. Spontaneamente la vita nostra o di ognuno di noi o di ogni essere, la decisione, la fase che attraversiamo, le cose buone che abbiamo, ecc., vanno in senso antiorario. Questo cerchio lo potete anche chiamare come “cerchio della vita e della morte” o – sempre per ricorrere a schemi religiosi, che vanno compresi e reinterpretati – “la fase dell’Eden che diminuisce, il peccato, la cacciata, la morte, la resurrezione o l’approdo a un nuovo Eden”. In tutti i pensieri filosofici o religiosi globali c’è sempre il senso del cerchio. “Kyklos” significa appunto “cerchio”, sono i cicli. Anche la vita e la morte sono uno dei cicli più diffusi.

Unità Didattica “Il Cummunitometro”

Il negativo è parte dell’esistenza

Noi siamo portati a pensare che l’esistenza sia solo stare qui (fase dello spettacolo), per cui se io ho lo spettacolo, ecc., sto bene, la vita va bene. In realtà dovremmo dire che, come la forza di gravità, inerzialmente, lasciata a sé, se non ci sono lavori da parte nostra, energia, forza che noi ci immettiamo, la vita, un equilibrio in cui stiamo inerzialmente, come la forza di gravità, tende ad andare giù. Quindi diciamo: “Che disgrazia, ormai la vita non mi dà più niente, oggi è successo tutto questo!”. No! Dovremmo dire: “Il ciclo di vita che non ho più alimentato attivamente per mantenerlo nella zona che a me piace, inerzialmente va a finire là”. Cioè non dovremmo sorprenderci che la nostra vita individuale, la vita di coppia, la vita familiare, la vita religiosa, la salute, l’economia, tutto quello che voi volete, non dovremmo meravigliarci che va in questa direzione, perché è normale. Ecco perché una ideologia, un punto di vista che esclude il negativo è fuori della vita.

Il ciclo dell’esistenza è anello superiore e inferiore

Sapete che il papà di Siddharta aveva deciso che al figlio voleva eliminare tutto questo cerchio inferiore, cioè malattia, vecchiaia e morte, e aveva organizzato la sua vita artificialmente, in modo che voleva evitargli questo anello; ci è riuscito per qualche anno, ma poi, siccome la vita è soprattutto quello, si è trovato improvvisamente Siddharta ad incontrarli senza filtri. Questo lo ha sconvolto tantissimo e l’ha portato alla sua ricerca, alla fine delle quale lui ha costruito la metodologia buddista, che è una cosa interessante, come è interessante tutto il resto. Per cui che significa “Buddha”? Il risvegliato. Lui pensava che questo fosse il sogno della vita, anche pieno di illusioni. Quando lui è venuto incontro col negativo, si è svegliato. “Buddha” non significa niente di straordinario, significa “il risvegliato”, uno che dice: “Dormo, sto sveglio o è fantasia?”. Cioè si sveglia, ma si sveglia a che cosa? A una illusione, perché noi dovremmo partire dal primo giorno – ecco perché occorre l’Utero Psi – che tutto il ciclo della nostra esistenza è anello superiore e anello inferiore, vita che ci piace e quello che non ci piace, andare verso la morte, con la possibilità di cicli. Vedete, qua l’anello si interrompe in due parti, poi gli daremo un senso, ma è un tutt’uno.

La vita è un cerchio

Il ciclo, sapete che nel buddismo c’è un termine che si chiama “samsara”. Che significa? “Samsara” è proprio il ciclo delle vite e delle morti. Secondo il buddismo, un ciclo vitale, se non riesce a smaltire o a cambiare tutto il karma (“karma” significa la iperattività che abbiamo, le soluzioni, le attività), una volta che moriamo siamo obbligati a reincarnarci in un’altra vita. A me sembra un po’ troppo esagerato, però lo rispetto. Io vi posso dimostrare che il ciclo della vita e della morte è continuo nella nostra esistenza. Nell’esistenza è normale vita e morte, creazione-peccato-morte-risurrezione o salvezza, sono sempre concetti diversi, però la sostanza è quella, è un modo di intuire che la vita è un cerchio in cui, partendo da un punto, inerzialmente andiamo in questa direzione.

Dallo spettacolo della nascita alla morte, infinite volte durante l’esistenza

Questo è il primo elemento: che è antiorario ed inerzialmente va verso questa parte (dallo spettacolo all’anello inferiore). Io adesso ve lo voglio un po’ esemplificare nelle sue varie sezioni, tenendo però conto che stiamo parlando di un unico ciclo. Ho detto che la specie uomo generalmente tende a creare dei pezzettini, a spezzettare l’unico cerchio in piccoli segmenti. Questa è una illusione. È illusorio uscire fuori dall’unico intero ciclo della vita! Anche se ve lo spiegherò a parti, ricordatevi che sono in un unico ciclo. Inerzialmente partiamo tutti dallo spettacolo e in genere si arriva all’anello sottostante. Il ciclo vitale nessuno mi può dire che non è antiorario! Lo spettacolo della nascita di un bimbo, di un figlio, il progetto che su di lui si fa, il dono-regalo che sentiamo, ecc., tutte queste cose, ma ognuno di noi, man mano che aumenta l’età, si avvicina alla morte. Quindi il primo ciclo che è la nostra vita è in questo senso. Uno dei problemi di tutti i pensieri, tranne quello scientifico che è presuntuoso, tutti i pensieri cercano di contemplare anche la fine del ciclo. In una età importante come è l’adolescenza, questo interroga molto, un po’ come Siddharta. Il problema è che in quella fase mancano adulti che accompagnano le persone nell’anello sottostante. Quindi, almeno per quanto riguarda la nostra esistenza, che nasciamo con lo spettacolo della nascita e arriviamo alla morte, qualcuno lo vuole contestare? Io vi voglio dimostrare come questo ciclo lo attraversiamo infinite volte durante la nostra esistenza, individuale, di coppia, di gruppi, sociale, ideologica, cioè è un circuito che vi può spiegare tutte una serie di fatti che ci capitano. È un circuito che utilizzerò anche per spiegare cosa è oggi il disagio diffuso, perché stiamo sempre preparando le premesse per arrivare al sintomo psicotico, però stiamo partendo da ciò che è per tutti, perché vi avevo promesso che il sintomo psicotico lo vogliamo inserire in quelli che sono i cicli vitali ordinari, generali.

Bisogna partire obbligatoriamente da qui

E la Psichiatria come dovrebbe pensare? Per interpretare l’anello sottostante, dovrebbe partire dal ciclo vitale. Non capisco perché le specializzazioni sono quelle che si mettono in uno di questi settori piccolini (anello inferiore) e li trattano come il globale della vita, come se non avessero a che fare con niente altro. Questo è un errore di fondo psicotico molto grave, che produce dissesti continui. Prima, quando il mondo era piccolo, non c’era scambio tra le diversità o non c’erano fenomeni così diffusi, poteva anche valere questo spezzettamento, ma oggi siamo obbligati a una visione globale. La prima globalità è che noi siamo inseriti in un ciclo di vita e di morte, di creazione e di distruzione, di avvicinamento alla vita e di allontanamento, di agio e di disagio, è normale. Anzi, abbiamo detto che inerzialmente, lasciato a sé, ognuno di noi tende ad arrivare qui (anello sottostante). Questo è il ciclo vitale in cui siamo obbligati a starci. Questo è il ciclo, bisogna farsi questo conto! Non esistono persone che, per motivi religiosi, filosofici, scientifici o di potere, possono uscire fuori dal ciclo della vita e della morte. Bisogna partire obbligatoriamente da qui.

Mariano Loiacono, Corso “Psicosi e Psicotici (cosiddetti)”, 2010

 

 

 

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