Dipartimento centro, ascolto famiglia Staffolani/Pierlorenzi.

Dobbiamo riferirci alla gravidanza! Là, il feto, fa in nove mesi un viaggio di conoscenza di circa quattro miliardi di anni della specie umana. Praticamente fa know how! Quindi, se noi vogliamo puntare alla G.U.K., dobbiamo fare conoscenza, fare know how rispetto al vissuto e alle sperimentazioni. Più o meno questo ha detto Elisa stamattina in apertura dell’incontro che abbiamo fatto alla sala Mauro Staffolani dell’Aspio. È l’incontro che si è tenuto per la famiglia Staffolani/Pierlorenzi: Moris, Eleonora, Maurizio e Michela… e Jack, assente ingiustificato! La distinzione iniziata un anno fa ha portato tutti a fare dei passaggi di crescita. Oggi, la prospettiva è raccogliere i frutti di ciò che si è fatto e mettere degli obbiettivi da crisicercatore, delle prospettive per cui accogliere tutti i movimenti del C.E.U. all’interno della piramide delle relazioni. È stato il primo incontro della “nuova stagione” per il dipartimento centro e la presenza di Victoria, Davide, Elisa e Stefano in veste di Kangou-Dip-Copp ha aiutato ad introdurre una mattinata che si preannunciava piuttosto complessa, proprio dando spunti di teoria sulla coppia a partire dalla casiglia, fino al desiderio espresso di ognuno di lavorare sul rapporto con se stessi.
I primi passaggi ad essere sottolineati sono stati quelli di Michela e Maurizio. Ognuno di loro ha potuto godere in maniera distinta della relazione con Moris e con Eleonora, senza il bisogno di fermarsi al confronto/differenza tra i due genitori ma iniziando a riconoscere le specificità di ciascuno e soprattutto i passaggi che anche loro stanno facendo. Credo che se vogliamo andare avanti nel creare nuove modalità di relazione, è fondamentale sforzarsi di andare oltre i vecchi schemi che richiedevano di fare la guerra l’uno all’altro per avere la meglio e non farsi fermare da infantili ed embriogenetiche rabbie o desideri di essere visti.
Cresciamo nel rapporto con noi stessi e poi, sicuramente, il nuovo entra! Già provarci all’interno di un contesto di ascolto come questo è una importante possibilità e sento che sia Moris che Eleonora stanno cogliendo questo nuovo punto di vista. La novità, secondo me, sta qua! Per entrambi, pur con le difficoltà e i limiti che ancora ci portiamo dietro. Gli interventi che hanno fatto entrambi sono stati orientati verso la ricerca di prospettive di crisicerca, ognuno a partire da sé.
Mentre stavo lì presente, più volte mi sono trovato a vedere i miei mostri che venivano a galla, rispetto alle rabbie e ai meccanismi di coppia/casiglia miei. Starci mi ha permesso anche di vedere le occasioni perdute e il desiderio e l’importanza di crescere il mio nnnodo, ognuno il proprio. Senza di questo il viaggio si arresta, e non c’è coppia che tenga.
Alla fine, poi, una parte del negativo presente tra Moris ed Eleonora, è venuto fuori, ed è stato buono, perché ha permesso anche a Michela e Maurizio di far uscire parti loro più biorganiche rispetto alla relazione coi genitori. È stato buono anche perché, per una volta, la parte “scomoda”, non è rimasta nascosta per poi uscire fuori in maniera ambivalente nei giorni a seguire, ma si è mostrata (anche disarmonica ma onesta). La parte velenosa c’è ancora per entrambi, ma non è altro che la difficoltà, la paura di costruire, per ognuno, una identità nuova, che si possa sganciare dai condizionamenti (f.u.k) storici delle famiglie di origine e radicarsi in profondità nel proprio Javhindico.
La rabbia, la sfiducia, la chiusura si palesano quando proviamo a scardinare identità vecchie e asfittiche nelle quali abbiamo fondato (e…affondato) il nostro ordinario, ma in realtà sotto, sono lo specchio dei nostri desideri semplici, delusi, che ci hanno provocato dolore e fatto crescere una spessa corazza per non continuare a soccombere. Questo vale per gli adulti come per i bambini, gli adolescenti e tutti.
Ipotizzare nuove modalità per stare in rrrete con i rapporti forti è certamente affascinante ma occorre procedere piano, per prove ed errori, non avendo paura di ipotizzare, di azzardare ma nemmeno di tornare indietro e ricominciare. Per la famiglia Pierlorenzi/Staffolani, alla fine dell’incontro è stato ipotizzato di procedere ancora con la distinzione tra Moris ed Eleonora mantenendo sempre la dimora fissa ai figli e alternando la loro presenza a casa un mese ciascuno (circa), fino a dicembre. Durante questo periodo è buono se entrambi possono trovare dei momenti di incontro, sia tutti e quattro ma anche solo Moris ed Eleonora, per iniziare a confrontarsi in maniera diversa. Entrambi, da questo periodo di distinzione stanno traendo importanti spinte a ricostruire le parti mancanti ne propri Graal ed entrambi stanno lavorando sul rapporto con se stessi. La novità positiva credo sia questa, e non è poco!!!
Il supporto, anche se in via telematica, di Raffaele, è stato importante poiché in maniera distinta ha saputo completare tutte le cose buone che hanno fatto Elisa, Stefano, Victoria e Davide e pure Silvia e dare una prospettiva che potesse far sentire ad ognuno dei componenti della famiglia di essere importante e di poter esprimere il proprio sentire. È un angolo beta nuovo da cui riprendere il cammino.

Luca

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