Ogni scarrafon è bbell a mamma soie ♫ ♫ ♫. Commenti

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Ciao Mariano, voglio ringraziarti per avermi pensato e inserito mella lista più ristretta cui hai inviato i file audio dei tuoi appunti. Sinceramente, di tutto il materiale che mi hai inviato ne ho letto poco, per questioni di tempo, voglia, mie priorità. Ma questi li ascoltati con piacere e attenzione; come evidentemente ricordi, è un tema che mi tocca in profondità.
Ti abbraccio, Serena F.

Caro Mariano, in continuità con la profondità raggiunta durante la settimana intensiva, ho ascoltato i file che ci hai inviato. Grazie della teoria che ci hai fatto/donato.
Credo che oggi sia tempo di trasformare le relazioni da amorose, asimmetriche e spesso deludenti-dolorose in commutative e in grado di cambiare vortici in vertici. A tutti i livelli della piramide. È difficile, per i pesanti fuk che abbiamo avuto, ma non impossibile.
Credo che il progetto nuova specie sta già lavorando da decenni in questo senso. Mi piace il fatto che da tempo dai molto valore al vuoto che rappresenta la quasi totalità della materia. L esistenza ha già in sé la capacità di essere Albe.di.co e fenomeno vivo, pieno e vuoto. Anche nel mio campo lavorativo e di relazioni sociali , sento sempre di più l esigenza di lasciarmi guidare dal mio Albe.di.co.
Un abbraccio affettuoso
Giovanni C.

Tu Mariano, sei partito dalle impellenze.
Hai detto che le impellenze si presentano quando finisce la fusionalita.
Personalmente sono convinta che in questa vita, dopo la cacciata dall’utero materno, non esiste fusionalita. La cerchiamo, la desideriamo perché ne abbiamo ricordo, ma non c’è più in questo mondo e se non c’è più, un senso ce l’avrà. Ci possiamo illudere di vivere la fusionalita, ma è come la piccola fiammiferaia. In quella fusionalita uterina noi siamo stati passivi, la cacciata e la nascita ci spinge a essere attivi.
Tranne i primi anni della nostra vita in cui non abbiamo gli istinti come gli animali, che sono autonomi da piccoli, noi dobbiamo essere educati. L’educazione è una produzione umana variabile, parziale. L’animale nasce e cresce con l’istinto che, paradossalmente, imprigiona l’animale, cioè è sempre lo stesso. L’educazione si modifica e si migliora con l’esperienza . Quindi noi esseri umani entriamo in questa vita per cocreare. Tranne che nei primi anni di vita, non ci possiamo appoggiare a nessuno, ma dobbiamo camminare con le nostre gambe, possiamo cadere ma poi ci dobbiamo rialzare e riprendere a camminare.
Allora, in questo processo impegnativo di crescita creazione, non possiamo rifugiarci nella fusionalita, perché questa ci riporta indietro. Il nostro tipo di educazione che abbiamo ricevuto, non ci ha saputo dare gli strumenti adatti per camminare con le nostre gambe e diventare cocreatori.
Abbiamo ricevuto tanto negativo che ci ha tagliato le gambe e noi passiamo una vita intera a lamentarci, a leccarci le ferite, a desiderare persone che ci vedono, che ci accolgono, come si fa con un bambino, e ci illudiamo di trovare la persona giusta che ci possa lenire i nostri dolori. E spesso passiamo la nostra vita a cercare questa persona passando da una ad un’altra, poi un’altra ancora, senza capire che il globale massimo della nostra vita non è quello di trovare la persona giusta ma è quello di compiere una missione molto importante per la GUK.
Quindi io ho capito, che non c’è nessuna fusionalità che finisce quello è solo un desiderio per non procedere.
Per me anche la coppia, che serve principalmente per procreare (dove è possibile), è una bella modalità di unire le forze femminile maschile per cocreare insieme.con i due opposti.
Purtroppo abbiamo perso anche questa finalità e la coppia è diventata tanto altro.
Per me l’impellenza è una fusionalita lineare per non affrontare tutto il CEU. Le impellenze, a tutti i livelli, sono debolezze umane che ci sviano dalla nostra missione.
A proposito di missione, tu Mariano sei stato e sei un maestro della missione. Hai saputo affrontare mille difficoltà, hai fatto tanti sacrifici, ma la tua missione non l’hai mai tradita neanche per una sola volta. Tra te e la tua missione c’è stato sempre un rapporto univoco. E io proprio in virtù di questa tua missione ho capito l’importanza del rapporto univoco. Nel rapporto univoco ci sono entrate milioni di cose, di persone, di eventi e tanto tanto altro ma quello che non è mai cambiato è stato ed è la tua promessa, la tua scelta che hai fatto per portare avanti questa tua grande missione. Non sei diventato buddista, non ti sei mai ritirato in vita privata mandando tutto all’aria. Se avessi ceduto, se ti fossi fermato o cercato altro nei momenti più difficili di crisi, oggi non avresti raggiunto questi risultati. Per me questo tuo modo di fare è un grandissimo esempio vivente di come onorare e rispettare una scelta per una missione.
Come dice Daniele Comboni:” O nigrizia o morte”.
Giovanna Velluto

Caro Mariano, abbiamo ascoltato i tuoi file audio ieri.
Sono molto belli e ricchi, ascoltarli ti dà un senso diverso anche della coppia, ma non solo.
La parte sull’albe.di.co poi è stata davvero coinvolgente e ti proietta molto di più verso uno Juvenis, lontano e più avanti dai meccanismi che abbiamo vissuto nelle casiglie. Personalmente penso che i limiti di come ci hanno formato a stare in coppia ce li portiamo tutti dentro. Ognuno trova le proprie strategie per procedere, io penso di voler seguire di più quello che hai comunicato nelle due pillole. Lavorare in anticipo, fare teoria per evitare di chiudersi, continuare a crescere anche in coppia, sento che può essere una buona strada per non smarrirsi e continuare a contribuire per la GUK.
Nella mia esperienza, stare insieme solo per il “piacere” di stare insieme (in verità bisognerebbe capire che cosa si intende per “piacere” di stare insieme), si esaurisce come dinamica in poco tempo. Le emozioni di innamoramento si annacquano e lo stare in relazione senza un globale massimo condiviso diventa una sorta di routine-gabbia, dove trovare un finto rifugio dall’ordinario che disagia e allontana dal proprio CEU.
Inoltre i litigi quotidiani, perché nessuno può dire che non ci siano, diventano solo motivi per fermarsi e trovare scusa per non procedere, se non si ha un buon buffering. Il negativo può essere una spinta al cambiamento e verso la crescita solo nel momento in cui si ha un globale massimo condiviso da entrambe le parti, altrimenti sfasando la relazione, diventa complesso ritornare in scambio reciproco senza guardare al senex e alle casiglie che ci hanno inglobato.
Nella relazione, prima di quella attuale, è stato molto così.
Con Fabio invece si è sentito molto di più, sopratutto grazie a lui, il procedere a partire da un senso più ampio, includendo il negativo come una spinta ad andare verso una relazione che sì, guarda alle ferite del senex, ma vuole procedere, andare oltre una dinamica tradizionale.
Da fuori, dai rimandi che mi è si sono arrivati, siamo sicuramente sembrati molto circoscritti tra di noi, senza relazioni e senza aperture verso gli altri. Personalmente sono anche rimasta un po’ così quando ci si vedeva come una coppia senza difficoltà, dentro una relazione che appariva equilibrata e che non aveva momenti di crisi o di negativo. Se ripenso ai primi mesi della nostra relazione ho pensato di mollare tante volte, proprio perché i nodi che emergevano erano tanti e non si riusciva a venirne fuori senza soffrire, soprattutto perché sentivo che non avevo un gran buffering mio. Meno male che non l’ho fatto dato il ricco bottino che ne è scaturito stando insieme.
Ad oggi sento che la situazione è variata, perché io sto imparando a commutare, non è ancora adeguato alle esigenze, ma siamo al lavoro. Conoscendoci e stando sempre più in relazione si va in profondità e si trovano nuovi sentieri da percorrere, anche distinti l’uno dall’altro per crescere. Di base però ancora ci sono diversi aspetti che ci portano a non comprenderci appieno, ad avere modalità diverse, modi di affrontare la sofferenza e i fuk differenti, e questo ci porta a discutere, litigare… Qui entra in gioco la capacità di saper commutare e non farsi fermare da parti che reciprocamente possono ferire e far venir voglia di invorticarsi.
Tornando alle tue pillole, sento chiaro che se non fossimo stati dentro ad un contesto che educa alla teoria e al senso del Globale Massimo e al far crescere le capacità di commutazione, difficilmente avremmo potuto andare avanti.
Il punto più delicato secondo me è riconoscere che la Fondazione e in particolar modo tu Mariano, siete i veri “genitori” di tanti attraversamenti di coppie. Spingete verso una nuova identità di relazione di coppia, verso un creare scambi tra persone in modo nuovo, senza escludere ma nemmeno senza più subire i livelli che non sono in funzione della vita.
Grazie ancora una volta per quello che realizzi e per come lo realizzi, insieme a tanti altri che hanno colto il profondo valore di questa teoria-prassi.
Un bacio e un abbraccio,
Melissa

Ascoltando la pillola ho provato moltissime emozioni…sì, la relazione diventa un brutto scarpone e la nostra lo era diventata piena di delusioni (che poi alla fine sono delusioni ad aspettative che ci facciamo e pretendiamo dall’altro, senza cercare di accettare ed amare l’altro per la sua vera specificità, ma cercando di colmare le nostre mancanze). Come dicevi tu ieri è importante imparare a sentire noi per primi, ma anche chi ci sta affianco, per poter vivere relazioni vive (e questo è molto impegnativo e difficile da raggiungere proprio per la cultura che la società ci ha imposto). Una delle cose che mi ha fatto riflettere di più però è come Mariano apra nuove frontiere in ambito scientifico, dando alla fisica (per niente umana) umanità, ed è qualcosa di straordinario, perché noi umani siamo nell’universo non solo come materia effimera…ma proprio come esseri con tutta la nostra specificità.
Roberto Spinelli

Caro Mariano, ho ascoltato e riascoltato, ho letto e riletto, “ogni scarrafon e’ bbell a mamma soie”. Io ho partecipato alla Sin.Pam. e questi file per me sono stati un’aggiunta importante, questo per me significa fare da quarta dimensione, fare Albe.di.Co., fare buffering e ti sono grato. Ora è difficile per me aggiungere molto a quello che dici perché mi ritrovo molto. Le mie mani stanno mostrando le mie impellenze, quando mi accelero e vivo le mie istanze infantili, la mia fusionalita’ diventa lineare, da gravidanza a gravità, e questo non va più bene e fa male a me e a chi mi sta vicino. Mi sono affidato molto ad angoli Alfa fantasiosi per paura di rimanere solo e sprofondare come ha fatto la mia famiglia d’origine. Voglio cambiare il mio modo di vivermi le relazioni e trasformarle in commutative. Questa tua frase mi accompagna e mi colpisce molto: “Una relazione commutativa significa che io ci vado con un mio potere commutativo che significa che includo quella relazione, pure importante, anche la prima, con una serie di altri scambi per me significativi che arricchiscono anche la stessa relazione”. Il CEU è dentro di noi e noi dentro la GUK. In questi ultimi mesi e grazie alla Sin.Pam sto cercando onestamente di trasformare i vortici in vertici perché hai perfettamente ragione quando dici che bisogna sospendere la rabbia e accogliere il dolore perché è una strada determinante da intraprendere per transitare e tornare ad essere cocreatori. Io benedico la relazione amorosa da cui provengo, è stata una relazione uterina che mi ha aiutato a crescere ed arrivare fino qua, e ne sarò sempre riconoscente. Ma sento che hai ragione che il pamojarrrete, sentirsi nodi/utero e filamento/spermatozoo allo stesso tempo è una modalità per passare dalla fase embriogenetica a quella fetogenetica in questa esistenza volta a far crescere la GUK. Grazie per questo altro pezzo di buffering. Ti sono riconoscente.
Moris

Colgo con gratitudine questo regalo di 3M (Madnus Maestrepolo Mariano)!
Inizierò parlando del mio Stato Quiete e della relazione profonda con Me stesso che sto vivendo attraverso il rapporto di amicizia con una donna.
Mi trovo in una fase quanto mai complessa (non complicata), semplice, affascinante ed a tratti entusiasmante della mia Vita, in cui mi sento un “filamento” vivo in molteplici ambiti dell’Esistenza.
Soprattutto nell’essere, nel sentirmi e nel manifestarmi come Spirito Coocreatore, per me stesso prima; poi nel rapporto coi gruppi (spesso in veri e propri gruppi di individui!). Ed ora, ora come mai prima, di percepire molto forte in me la “Forza di Gravidanza” della GUK.
«Corro lontano, via di qua/respiro questa…Libertà!»
Parafrasando il ritornello di una canzone, “Strade Bianche” del mio caro amico Francesco (cantautore foggiano conosciuto ancora solo nella nostra città), ho questa sensazione profonda dentro di me. Una sensazione che va oltre la semplice emozione o sentimento: è una vera e propria “connessione” con le mie Profondità. Un qualcosa che appartiene solo a Me Stesso, ma che fa parte di Tutto! E che niente e nessuno può far affievolire e tanto meno mettere in discussione, ancora…in quanto potrebbe sempre succedere di allontanarmi da Essa…
Paragono questa connessione ad una “Forza di Gravidanza” della GUK, che mi permette quasi sempre di attingere all’Albedico di ciò che c’è già stato, e prevedere o quantomeno aspettarmi/essere pronto a ciò che sarà nella mia Arena Esistenziale: il famoso buffering.
Nel mio caso, nella mia esperienza, questo buffering (che mi precede) si sviluppa spesso in molte direzioni: una sorta di buffering-multitrack, aiutandomi ad affrontare meglio l’inedito che spesso mi si presenta;
Posso ben dire, alla luce di queste premesse, che ogni qualvolta io non mi senta ancora pronto ad affrontare una situazione prevista in qualche modo dal mio buffering-multitrack, questa sfumi quasi sempre prima ancora che io la viva; e che se dovessi trovarmi in una situazione completamente inedita/non prevista (ossia con connotazioni che chiameremo “negative”) beh, il dolore certamente fa parte del “gioco”, ma in termini di tempo/spazio dura poco, ogni volta sempre meno, perché ne faccio molto spesso tesoro per arricchire il mio Albedico.
Tornando al tema del mio commento (e quindi al tema della Pillola, “Le Relazioni Profonde”), mi sto conoscendo con una donna che io ritengo molto autoreferenziale; e questa relazione mi sta aiutando crescere su molti aspetti.
Innanzitutto è una donna più giovane di me, che ha già vissuto molti aspetti della vita in maniera indipendente: è stata molti anni lontano dalla sua famiglia di origine, studiando molto e facendo le esperienze lavorative più disparate; ha avuto alcune relazioni di coppia che non rinnega, mettendo piuttosto il “riflettore/occhio di bue” su sé stessa, e cercando di trarne conclusioni al positivo per la sua crescita.
Poi condividiamo molti aspetti ed interessi in comune: la vita come esperienza di una Esistenza ben più vasta/infinita, le relazioni che ci fanno da specchio e dunque l’esigenza di crescere anche e soprattutto attraverso le relazioni; il rapporto praticamente simbiotico con la Natura e con gli Antenati (lei lavora spesso in campagna, fa escursioni nei boschi, etc.); le piace ballare ed esprimere le sue emozioni, con una naturalezza mista a discrezione fuori dal comune. Etc… Poi è molto affascinata dalla maternità, dal poter essere “madre generatrice” (in senso stretto), ma anche fiduciosa di poter fare ed imparare ad essere una buona madre: si mostra aperta alla possibilità di esserlo ed anche di viverlo come un dono ed una opportunità di crescita (pur essendo consapevole della complessità anche “solo” del ruolo…).
Insomma, in questa nostra relazione -che vedo buona soprattutto per me- ci sentiamo quando entrambi ne abbiamo desiderio e nel rispetto reciproco (può succedere 2-3 volte a settimana circa); nel frattempo ognuno/a di noi porta avanti i suoi progetti…che a volte coincidono pure. Infatti abbiamo deciso di trascorrere un periodo insieme in un Ecovillaggio/Comunità scelto da noi, tra i tanti esistenti: uno dei più vicini al nostro modo di vedere la Vita, cioè che mette la maggiore attenzione alle relazioni, piuttosto che al “fare” (sia esso simbolico ma anche analogico).
Alla fine del discorso: è una donna che a me piace molto, soprattutto nella relazione aperta e commutativa che riesco -ancora- ad avere con lei; la amo nel senso più profondo del termine (ben diverso, lo ricordo, da un “semplice” innamoramento univoco!). Come andrà a finire non lo so, e mi aspetto poco o nulla da lei pertanto, quando ho desiderio di sentirla o di vederla e per un motivo a l’altro ciò non può avvenire, risalgo al mio “desiderio primario” di essere accolto/desiderato che è stato deluso da piccolo, quindi cerco altrove il soddisfacimento di questo desiderio;
E molto spesso (quasi sempre) mi accolgo e desidero di stare con Me stesso, riprendendo il contatto con il mio “vuoto specifico”…che mi permette di rimanere distinto e di accogliere praticamente tutto ciò che mi si para dinanzi; naturalmente trattenendo di volta in volta ciò che scelgo di trattenere.
Da questa danza in Me stesso e con Me stesso, in questa relazione, mi sto aiutando a crescere nella relazione con Me stesso prima, poi nelle relazioni con altri individui, ed anche di prevedere gli ulteriori affascinanti e spettacolari sviluppi del Mio filamento nella GUK.
Chi vivrà vedrà.
Samuele

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