Dal FUnerale FEsta al FUrore FUsionale FEtogenetico

Dal Fu.Fe. al Fu.Fu.Fe.
L’8 Dicembre fra Aspio e Gallignano abbiamo organizzato, con un bellissimo spirito co-creativo, un Fu.Fe. (Funerale-Festa), acronimo co-creato da Moris e Mariano, un rito di addio alla palma piantata circa 25 anni fa da Mauro Staffolani, di fronte all’ingresso del Bar Life. Una pianta che, per i fratelli Moris e Morena, rappresentava ancora il fratello che decise di lasciare l’arena esistenziale, dopo tante difficoltà e incomprensioni. Un gesto difficile da comprendere che però rappresenta ancora oggi, dal sincronico in cui si trova Mauro, una spinta di crescita per i fratelli e le loro famiglie.
Il rito è partito dal Bar Life con il carico delle rame della palma, custodite ed essiccate da Moris, che ha subito colto il valore del segno della morte della pianta, avvenuta appena dopo l’estate. Le rame sono state trasportate a casa di Luciano dove le aspettava una catasta di legna, pronta per accompagnarci a riconsegnarle alla terra, come cenere.
L’introduzione e il filo conduttore del rito è stato improntato sull’ommatidio del Giano bifronte, che ci spinge a passare dal Senex allo Juvenis.
Nella prima fase, mentre posizionava, una alla volta, le rame della palma sulla pira di legna da ardere, Moris, aiutato da Morena, ha condiviso i filamenti Storiarrrete della palma e dei ricordi di Mauro che la pianta si portava dietro. L’energia delle 17 persone presenti, insieme a quella di Mauro, ha permesso a Moris e Morena di scendere in profondità e iniziare a riconoscere il loro legame fraterno, confusosi fin da piccoli in un rapporto madre-figlio, a volte diventato anche padre-figlia, che oggi vorrebbero sciogliere per sentirsi più alla pari.
Poi siamo passati ad una fase più analogica con un bagno sonoro ricevuto da Moris col nuovo didjeridoo – da lui stesso nominato Pavò Real – che sono stato onorato di inaugurare in un momento così sacro e per una persona a cui tengo tanto.
Poi c’è stato un momento di immersione, in cui Moris si è commosso rileggendo il messaggio che aveva mandato il mattino a Mariano e a tutti i viandanti di Nuova Specie del Dipartimento Centro:
Buongiorno Mariano e buon Conceptio Day. Oggi non sarò in presenza né riuscirò a seguire la zoom, perché ho deciso e ho chiesto di dedicare questa mattinata al funerale/festa/rogo dei Rami e delle Radici della Palma di Mauro. Non sto a scriverti chissà che, ma sento il piacere di condividere con te. Condividere il fatto che da quando ho iniziato a decapitare, tagliare ed infine decidere di togliere la Palma, ormai uccisa dal punteruolo rosso, dal bar si è aperta una voragine dentro e fuori di me. Voglio sentirlo come un canale da parto, voglio attraversare queste sofferenze. So e voglio crederci che alla fine ci sarà un mio Conceptio Day. In questo periodo di avvento sono tornato a sentire anche le emozioni che provo per Mauro, un misto di gioia e tristezza. Sono molti i giorni e molti i salti e le immersioni, soprattutto dolorose, che sto attraversando e sono felice. La cosa più forte che sto attraversando è il ricordo del giorno dell’impiccagione di Mauro, quando sono intervenuti i soccorsi mi hanno chiesto di aiutarli a staccare Mauro dalla corda. Io ero sicuro che Mauro era morto ma loro sono intervenuti e hanno provato a rianimarlo per un’oretta. Io durante quel periodo piangevo di brutto e continuavo a dire a Mauro di darmi un’altra possibilità. Possibilità di cosa? Lui era il problema, lui era quello che si era suicidato… Quello che sento oggi è che mi sono portato dentro, senza vederlo, la colpa di essermi bloccato e di non essere intervenuto prima. Mi sono portato dentro il fatto che potevo/dovevo intervenire prima e che forse avrei potuto salvare Mauro se staccavo la corda prima anche da solo. Oggi ,grazie a questa decapitazione, asportazione e rogo della Palma di Mauro, voglio definitivamente chiudere con questa sensazione. Io non sono il boia di mio fratello. Anzi oggi vorrei anche fare festa perché, grazie a questa sensazione, ho maturato una forte sensibilità, non sono uno che si spaventa delle cose, o perlomeno, ne sento la paura, ma allo stesso tempo mi butto e provo a starci, oggi vedo di più le persone per quello che sono, oggi io in quella corda mi ci butterei, ma sarei anche capace di saper rispettare chi la indossa perché ognuno sceglie se vuole salvarsi o no. Oggi il mio Conceptio Day lo voglio dedicare a te, alla Fondazione e alle persone che oggi mi accompagneranno in presenza (credo possono essere giustificate per non seguirti oggi) e a chi, per un motivo o per un altro, non può starci in presenza. Voglio dare valore alla distinzione che stiamo attraversando io ed Eleonora, oggi lei non ci sarà, ma questo è un pezzo di strada che sento devo attraversare da solo in pamoja con la famiglia ontologica, lei ha già speso molto per la causa. Questa mattina devo lavorare fino le 10 e voglio donare le prime 100 euro che incasso alla fondazione. Non credo che sarei così felice di sentire tutte queste cose senza di lei e di te Mariano naturalmente. Oggi non so come andrà, i riti (come dici tu, ed io condivido) il più delle volte avvengono nell’ordinario, mentre stai attraversando e non quando li decidi a tavolino. Ma oggi per me è un giorno di funerale/festa che va fatto e quindi come verrà, verrà! Io sono tristemente felice e questa è la sensazione che finalmente devo e voglio permettermi di vivere, perché me lo merito. Ci vogliamo tanto bene. Buona giornata e un caloroso abbraccio della Madonna!!!
E un rito di Funerale-Festa è diventato un momento di Fu.Fu.Fe. (Furore Fusionale Fetogenetico) in cui conduttori e presenti, in pamoja, hanno accompagnato devotamente Moris e Morena a selezionare di dedicarsi un momento devoto per ricontattare e dare valore alla loro fratellanza, forse mai profondamente vissuta.
Un applauso di incoraggiamento perché la SINQUA di gennaio possa rappresentare questa occasione che, purtroppo, pochi fratelli riescono a viversi durante il viaggio dell’esistenza.
Adal Sunrise

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