“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”

Dopo aver sospeso le PdM, ho ripreso a scrivere, dopo molti anni di fermo, il libro di cui vi invio la copertina che ho pensato. Il quadro è dell’artista anconetana Michela Garbati.
Mariano Loiacono

21-07-15 Negli ultimi giorni, i sogni notturni vedono un maschile più audace, che agisce più in autonomia e non si intimorisce. È un buon inizio. Dopo questi giorni di ricontattamento del mio bambino addolorato e imprigionato in profondità, dopo questi giorni in cui ho provato a prendere possesso della casa nei bisogni di base e assicurarlo con la mia parte adulta, dopo ieri e oggi che non son riuscito a smuovere la sua tristezza e voglia di lasciarsi andare, oggi pomeriggio ho sentito che senza un nuovo Globale Massimo non sarei andato troppo lontano e non riuscivo a preparare nemmeno il corso sull’economia e i miei tanto amati e sorprendenti scritti. Prima di svegliarmi poco fa, prima di riaddormentarmi vero le 15.30, ho sentito che il nuovo Globale Massimo, se voglio rimanere in contatto con questa mia parte, non può essere accogliere per farmi accogliere indirettamente. Il bambino ex addolorato-imprigionato mi chiede un Globale Massimo di attaccare decisamente la cultura che ha prodotto anche questo dolore. Non serve attaccare, per le delusioni che continuano, la mia famiglia d’origine, Giovanna e le figlie, chi si impegna nel Progetto Nuova Specie. Sono e resto un pioniere solitario che crea nuove opportunità per futuri insediamenti. Ora, gran parte del Pronus è abitato da tanta discendenza e con la cooperativa Anemos potrebbe decollare la fase fetogenetica ovvero la trasformazione in popolo. Accompagnato, finalmente, dalla mia parte più antica che finora mi ha messo in continuo movimento creativo, ora è tempo di intervenire nella storia degli umanoidi e creare le premesse-condizioni per un loro tramonto in favore di una specie più globale. Penso che sia l’unica modalità di rimanere in fedele e positiva compagnia con questa parte mia che era morta e ora è risuscitata. Probabilmente, per me non è tempo di godere dei frutti già conquistati ma di fare strada, onorando il dolore di questo bambino che, adesso come adesso, non riesco a lenire se non con questo Globale Massimo che mi deve riportare in piacevole e consolante solitudine. Strada facendo, gli parlerò e gli farò riconoscere il valore del Mariano che spinto da lui si è messo alla ricerca di una prospettiva globale e che ci ha condotti fin qua. MAR GRAV “Io sono” e, quindi, “io ho” deve significare questo, a partire da oggi con maggiore consapevolezza e determinazione. Nelle mie relazioni nel dare e ricevere, livellarmi sulle parti alte del cummunitometro.

 

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