Il cerchio è la figura più antica e naturale come il cibo che la ciotola contiene. (7)

Carissime/i, sono Mariano Loiacono e ho pensato di avviare l’iniziativa PdM, ovvero Pillole di Mariano. Un modo simpatico, per me, di sentirmi vicino a voi.

Non tutto può essere preso come fusionalità lineare. La fusionalità lineare è puntiforme, non dura più di tanto, va di nuovo riprodotta. Allora non è più bello dotarsi di potere fusionale, di olio fusionale, come le vergini sagge, per la propria lampada, quindi, procedere, costruire, girare, e intanto creare?

Ognuno può anche stare bene da solo, con se stesso, che non significa dribblare, cortocircuitare le relazioni. Ho solo detto che, se io affronto le relazioni, portando nelle relazioni ciò che solo io già sono, e che quindi devo aver alimentato, scoperto, nutrito, fortificato, la stessa relazione ha molto più valore.

Non si può stare con una persona solo per scaldarsi! Non ha senso, anche perché nello star da soli, in solitudine, uno vede meglio il proprio intero, lo coltiva, lo può anche far crescere e, quindi, prepararsi meglio al risveglio quando dovrà entrare in relazione.

Quelli sono i sognatori concreti. Non chi intuisce, sente che c’è una prospettiva, ma quello che la incarna realisticamente, concretamente in un percorso beta-gamma, altrimenti sono tutte cose senza senso e si chiacchiera inutilmente.

Quante relazioni tossiche vengono messe in crisi e vengono rinnovate se si ha la capacità di non fermarsi a quello che sta avvenendo, ma di capire che, come nella circolazione cardiocircolatoria, c’è un tempo per portare nutrimento, ossigeno alle cellule (sangue arterioso), ma c’è un tempo anche per prendersi tutte le scorie delle cellule (cataboliti), portarle agli organi emuntori, perché si ha la certezza che questi organi siano adatti per purificare dalle sostanze tossiche e per farci, quindi, tornare come sangue purificato, che può di nuovo viaggiare.

Il senso delle cose non sta nelle singole cose, ma nella struttura fondamentale che sicuramente deve essere semplice. Il C.E.U. o Ciclo Esistenziale Universale è una ipotesi, una rappresentazione del senso, si può mai chiudere? No.

Abbiamo bisogno che ognuno metta fuori la propria saggezza, il proprio modo di conoscere il senso dell’esistenza, interrogandosi, ma anche lasciando un po’ di cielo, di vuoto. È nel vuoto che è possibile riformulare, cercare altre direzioni, deviare, essere eretici per chi ritiene di avere una verità assoluta, e andare invece verso le novità inedite, mai mangiate, mai pubblicate prima.

Uno più va in profondità, è ancorato a qualcosa di semplice, ma di continuattivo, e più è in grado di mantenere un atteggiamento tranquillo, positivo, di uno che sa anche rialzarsi e riprendere a camminare.

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