Caro Paolo, mi commiato da te!

Caro Paolo, dopo queste sedici pillole di esegesi globale sulla tua “Lettera ai Romani”, mi commiato da te! Ho approfondito con onestà, anche se con brio per alleggerire chi ci seguiva – perché fare dei commenti tradizionali, sarebbero stati molto pesanti, in quanto le cose che esprimevi sono piccine e pesanti.
Quindi, che cosa mi rimane di te? Che hai creato un nuovo solco, in cui il cristianesimo e, quindi, l’occidente, si è inoltrato per 2000 anni. In realtà, tu cosa hai fatto? Essendo giudeo, conoscendo le Scritture poiché fariseo, le hai sapientemente utilizzate prendendo spunti di qua e di là per avvalorare le tue affermazioni. In verità, la tua novità è semplicionistica, cioè è questa: non hai fatto altro che sostituire la Legge che, secondo te, è fonte di peccato, con la fede in Cristo Gesù. Mentre la Legge ha dei libri, delle specificazioni, dei comportamenti, tu, veramente non hai specificato un bel niente! Nella parte della prassi, sei molto generico, psicotico, ragioni per opposti da eliminare e, sinceramente, a me non hai detto un granché. Quindi, qual è il Letto di Procuste in cui dobbiamo entrare? Il peccato è grave, è diffuso. Siamo tutti peccatori, non ci si può salvare più con la Legge che, anzi, facilita il peccato, ci spinge al peccato. È una affermazione grave! Terzo: chi ci può salvare? L’unico è Gesù Cristo perché è morto ed è crocifisso per noi ed è stato risuscitato dai morti!
Questo lo hai inventato tu e, quindi, hai costruito il Messia, identificandolo con Gesù, e poi facendo diventare il Messia, da Figlio d’Uomo a Figlio di Dio! E, quindi, come mediatore della nostra esistenza, avendo fede in lui, si può arrivare alla grazia finale e alla salvezza. Chi lo può fare? Non certo con le nostre opere, con le nostre decisioni o volontà o desideri, ma è solo Dio che decide e predestina. Hai dato in mano a Dio e, quindi, a Cristo, come intermediario, un potere enorme in cui non ci sono più spazi per noi, per la nostra specificità perché siamo peccatori di merda. Chi lo dice tutto questo? Il Vangelo tuo. E chi lo ha scritto? Tu! Come lo hai costruito? Come sto dicendo! Che rapporto c’è tra questo Vangelo tuo e quello della vita di Gesù o quello che avrebbero dovuto trasmetterti i suoi discepoli?
Tutte le cose più importanti del cristianesimo le hai create tu attraverso le tue Lettere. Lo strapotere della tua presenza negli Atti degli Apostoli, creato dal tuo discepolo Luca, è disonorante per gli altri. È una azione di marketing che ti ha dato valore, però hai distrutto i rampolli iniziali che erano gli apostoli, pescatori. Chissà come sarebbe stato un cristianesimo di pescatori e non di intellettuali rigidi e psicotici come te!
A questo punto, nella tua Weltanschauung, l’altra cosa che sta per venire è la parusia, il Signore che scende per giudicare chi è giusto e chi peccatore; se uno si convince di questa imminente venuta del Signore, che vuoi che sono le poche cosa da eliminare, cioè le brutture legate alla nostra carne, al nostro corpo?
Bene, Paolo, io non ti voglio dire molto, ho già detto tanto durante queste sedici pillole: mi dispiace solo che questa tua interpretazione del cristianesimo sia stata quella che avuto più diffusione perché i pescatori non avrebbero fatto queste cose complicate! E i Padri della Chiesa, i teologi hanno bisogno di queste cose complicate, soprattutto di sillogismi, stretti come Letti di Procuste in cui bisogna entrarci senza avere alcun potere se non quello della fede che ci viene data per grazia di Dio. Insomma, la nostra esistenza non ha molto senso.
Paolo non riesco a dirti altro perché sono svuotato. Ti volevo dire che nel Progetto Nuova Specie, – se ti interessa, innanzitutto – c’è una teoria profonda, ontologica con la quale si può interpretare tutto. Non c’è qualcosa che esce fuori perché tutto è all’interno dell’In.Di.Co. (Infinitun Dinamicum Complexum), che è la matrioska più ampia, in cui siamo inclusi come co-creatori, creatori del diacronico, della storia, insieme a lui. E la trascendenza qual è? Il viaggio. Il non fermarsi, questa è la vera trascendenza. Salire e scendere (“trans e scand) e andare al di là è la più bella metafora del viaggio. Il resto, tutto quello che hai creato tu e hanno creato le religioni, le rispetto ma sono modalità psicotiche, inconcludenti per quella che è la nostra realtà di vissuti esistenziali in questo travagliato e inedito terzo millennio.
Quindi, che cosa si può fare? Se hai una teoria profonda deve essere rivolta a tutti e deve aiutarci a comprendere i limiti, non i peccati, i limiti delle psicoticità di tutti, compreso te; inoltre, deve aiutare a mettere a punto una modalità di dinamica metastorica, di gravidanza del negativo. Come potevi tu parlare di gravidanza quando, in pratica, da bravo misogeno hai escluso le donne e, soprattutto, di conseguenza, la gravidanza! Per carità, non è una cosa da addebitarti ma, adesso, devi riconoscere che non è possibile procedere nell’esistenza se non c’è una formazione alle dinamiche metastoriche, ai meccanismi di gravidanza, a tutto ciò che è la teoria globale che abbiamo messo a punto noi del Progetto Nuova Specie.
In questa prospettiva, inoltre, non ci sono pescatori ignoranti e dotti farisei, come te, che decidono per tutti solo perché tu non avevi interesse in altro, in quanto non avevi saturato i quantum del tuo codice analogico e bio-organico; è per questo che hai investito tutte le tue energie per diffondere un simbolico astratto, asfittico che è durato 2000 anni e che ci ha rovinato la nostra esistenza in quanto si poteva crescere diversamente! Certo, questo ha avvalorato le modalità psicotiche, embriogenetiche di farci crescere; quindi, che ti devo dire? Dopo queste sedici pillole sulla Lettera ai Romani e ventinove sugli “Atti degli apostoli” me ne esco libero, sciolto da te e da questi spunti del cristianesimo bi-millenario, che chiamerei più correttamente “Paolinesimo”.
Riconosco in me i limiti, però riconosco in me che, dall’età di 18 anni, ho iniziato a fare “scus e ncus” di questo sapere, dopo averlo riconosciuto e dopo aver vissuto e compreso parti significative.
Oggi come oggi ti devo annunciare che c’è una nuova Weltanschauung, quella di Nuova Specie, che comprende anche la tua e ne vede anche i limiti ma, soprattutto, è qualcosa di molto più profondo. Quindi, nell’ottica della Gravidanza Universale Cosmica, si mettono insieme tante cose. Oggi, come puoi presentare il tuo messaggio in un mondo che si è accelerato, è cambiato tanto, è pieno di disagio e ha scoperto l’universo! Bisogna dare un senso all’Universo. Se ne hai bisogno Paolo, vieni da noi perché abbiamo una bella proposta da farti che non trovi altrove.
Se vuoi ascoltare i file audio, rivolgiti al meneghino Amerigo Paparelle e lasciaci un indirizzo giusto per fartele recapitare dove stai ancora travagliando.
Mi sono stancato di avere a che fare con te. Ti ho detto che tu assomigliavi molto a mio padre ed è così! Averti sconfitto col mio punto di vista e aver valorizzato quello che ho messo a punto, caro Paolo, mi fa sentire bene, libero.
Quindi, dopo Abramo e tutti i patriarchi, ho concluso i vari libri che ho fatto per completare la digestione della “Zona Pellucida” ebraico-cristiana. Adesso mi voglio dedicare a un aspetto che mi intriga di più, cioè studiare l’Esodo, per vedere che cosa dice riguardo la necessità di fare Esodo, oggi, nel terzo millennio; quali sono le difficoltà, quali sono i meccanismi, quali sono le forze che sostengono questo difficile passaggio. In questo modo, mi avvicino, sempre di più, ad un personaggio, Mosè, che 50 anni fa ho commentato. Pensa Paolo, 50 anni fa! Ero un giovincello di 24 anni, stavo all’Università a studiare medicina e ho cominciato l’analisi di questo testo e mi ricordo come mi aiutò: perché le letture di questo tipo, non le ho fatte per supportate un mio pensiero psicotico, ma per trovare spunti per me e per la mia esistenza, così come faccio per ogni sapere mitopoietico.
Ebbene, ho finito questo grande impegno di digerire la zona pellucida ebraico-cristiana. Non ho fatto tutto, ma non c’è bisogno di fare tutto perché ho commentato tantissimi libri e, quindi, adesso, sento di partire per un’altra avventura: conoscere, storicizzare o meglio, riportare nel nostro millennio, le categorie dell’Esodo di Mosè. Un personaggio che da sempre ho sentito più vicino a me!
Per intanto, Paolino, non mi dire niente. Io ti considero, in questo commiato, alla stessa stregua del finale nella canzone napoletana “O Zappatore”: alla fine, il padre, dopo aver detto Mamma toja, mamma toja se ne more,” – cioè l’umanità sta morendo, in questo caso- e il figlio non si era ricordato della mamma morente – non aveva seguito l’evoluzione di quello che è il disagio di oggi -, finisce che, dopo che averlo smerdato davanti ai signori incravattati e alle donne eleganti, il papà zappatore gli dice: Addenócchiate, e vásame sti mmane! (“Inginocchiati e baciami queste mani”).
Io da te non esigo questo perché non lo faresti mai, però dentro di me è così: ti vedo in ginocchio rispetto a me perché il tuo punto di vista finalmente si è ridimensionato e concluso. Spero che ti renderai conto della bontà del Progetto Nuova Specie e delle iniziative che stiamo per fare, e ti vorrai includere anche tu con alcune cose buone che non siano, però, quelle del nucleo centrale della “amartologia” (peccato), “soteriologia” (salvezza), “cristologia” o Gesù come Cristo-Messia, “ecclesiologia” o struttura della Chiesa che hai messo a punto tu, “parusia” (o seconda venuta). Sono visioni embriogenetiche, abbondantemente inadatte oggi.
Se proprio vuoi saperne di più…
Pensa Paolo che il Villaggio Quadrimensionale ha sede proprio nella “Strada esterna san Paolo”. Fortuna o sfortuna? E chi lo sa?

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