TeoLab, teoria sul posto di lavoro: in “ciukina”, 6 aprile 2022.

Se io per qualche splendida magia improvvisamente diventassi una piccola sfera trasparente, così piccola da galleggiare nell’aria, potrei iniziare questo viaggio….
Sostenuta dall’aria potrei entrare dalla mia bocca e scendere fino ad arrivare al mio petto. Potrei vedere lo spettacolo della vita che si esprime in me, potrei sfatare i luoghi comuni che hanno imprigionato il mio seno.
Potrei visitare il mio cuore al di là di ogni rappresentazione poetica e stordirmi al suo ritmico movimento, ammirare il mio ventre che ha accolto nuove vite, potrei riposare nel mio utero godendo della sua morbida accoglienza.
Potrei viaggiare veloce nelle mie vene, e andare non dove voglio ma dove devo andare. Un viaggio sicuro perché tracciato dalla vita stessa.
Potrei vedere i miei occhi che guardano fuori ed essere cullata dal mare trasparente delle mie lacrime.
Potrei viaggiare spinta dal procedere del mio intestino alla scoperta di come si può trattenere ciò che serve e lasciare andare quello che non serve più.
Assisterei alla morte delle mie vecchie cellule per far spazio a quelle nuove per scoprire che morte e vita sono indispensabili l’una all’altra.
Potrei vedere ciò che sono al di là della mia pelle scura, e il mio ritorno potrebbe essere in una goccia di sudore.
Potrei fare questo viaggio ogni volta che mi perdo in ciò che mi allontana dalla vita, con tanto di nuovo da poter ammirare e ogni volta tornare stordita di meraviglia come mi sento ora.
Annamagiona

Ci sono posti incredibili, come il Villaggio Quadrimensionale a Troia, in cui si coltiva la crescita delle persone anche nei luoghi di lavoro.
E così, partendo da un ricanto, una poesia di Annamaria, Mariano ci ha accompagnati in un Viaggio di riflessione e profondità per buona parte di una mattinata in cucina (la Ciukina della masseria).

Quel ricanto stesso è un viaggio, un viaggio fantastico, coinvolgente all’interno del corpo di Annamaria e dello spirito che lo abita e lo vivifica. Il corpo è un universo perfetto, un devoto frattale di funzionamento C.E.U. (Ciclo Esistenziale Universale), dove, proprio come nell’universo, il micro e il macro si rincorrono e giocano in un

procedere armonico di vita e di morte.
Ciò che l’ha nutrito e ossigenato viene smaltito come scoria, ciò che un’azione o un’emozione hanno prodotto si distilla in una lacrima che riscalda e lenisce il dolore.

Forse, la ‘perfezione’ del funzionamento del nostro corpo, così come dell’esistente, ha una traduzione nel far coincidere dovere e volere come elementi ben proporzionati di un continuum Infinito Dinamico Complesso.

 

Grazie Annamaria nell’averci donato un momento profondo e significativo della tua vita con così tanta poesia e grazie Mariano nel volerci bene davvero e ricordarci che…’non di solo pane vive l’Uomo’.

Io sono con voi
Pernice di mare

1 Commento/i

  1. Antonella

    Grazie Annamaria per il tuo poetico viaggio all’interno del corpo.
    Una sensibilità che ci aiuterebbe anche nella nostra quotidianità.
    Un abbraccio
    Antonella

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