TeoLab, teoria sul posto di lavoro, 20 aprile 2022.

Caro Yusuf, come è bello poterti lasciar andare a te e accoglierti per come ti vedo e sento oggi. Dall’ascolto di una delle tante profonde Teolab (teoria sul posto di lavoro), tenutasi al Villaggio Quadrimensionale, il 20 aprile 2022, dal geniale esistenziologo Mariano Loiacono, sulla canzone della ballata dell’errore, sento di essere stato impressionato da alcuni passaggi che mi toccano di persona e fanno luce su zone d’ombra, pian piano esplorate dentro gli antefatti della mia nodosa esistenza. Nello specifico mi ha fatto molto riflettere il fatto che, osservando, partendo, dall’etimologia della parola -errore- dal latino error-orios, errare – vagare qua e là, abbia fatto più aletheia – a lantano– cioè togliere dal nascondimento. Beh, sento che, per me, questo continuo muoversi attraverso le trame, tessute con artificio da burattinai ingordi del loro sapere, mi ha molto e mi caratterizza ancora, nel semplice fatto che, dal mio profondo processo di evoluzione, questi schemi mi appesantiscono e mi tolgono il respiro, riducendomi molto a essere parziale nel mio “genio”, cioè nel generare cose nuove, prospettive che siano più consone e armoniche per la specificità che io ho.

Quindi la riflessione cade anche su come e quanto si può fare, se si ha il desiderio di mettersi in viaggio. Questo lo scorgo in divenire, nel procedere incerto dell’esistenza, dove proprio si può verificare l’essenza della parola “errore”, che più dolce diventa nell’ ”errare”, mi dà la sensazione di benessere, di leggerezza, perché racchiude in sé una verità certa, che la vita non puoi prevederla e controllarla e che, mal che vada, erri in dimensioni e paesaggi fini a se stessi, magari anche sterili di senso… però ti dà l’autorevolezza di poter affermare che non è mai finita e questo mi rinfranca e spinge a essere eretico, cioè a scegliere e sperimentare cose nuove, buone o no, ma che arricchiscono e portano saggezza.

Questo lo dico perché, fino ad ora, nella mia vita, costellata di fallimenti anche pesanti, posso dire che non è stato tempo perso ma un dono prezioso che mi ha permesso di errare più onestamente, con i miei limiti umanoidi, a ciò che solo io già sono. Ho compreso che non vi è nessuna certezza pervenuta da nessuno, se non che abbiamo tutti un fondo comune che è la gravidanza del procedere a generare cose che mancano nell’universo… questo a me piace molto, perché non è poco… Allora buon “errare” e, se possibile, insieme, che è più “tosto”! 🙌🏽❤️‍🔥😘

 

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