Bilancio del corso, senza bilancino, di Angelo Vita.

Carissimo Mariano,
colgo il tuo suggerimento per chiarire il mio punto di vista su quanto mi sono vissuto, nella speranza che possa ritornare utile a tutti. Io ci tenevo a questo passaggio ed insieme a me in primis Amelia, Raffaele e Riccardo ed a seguire in tanti. Sono sempre più convinto che la ‘contaminazione’ può solo arricchire tutti di nuove esperienze che, diversamente, rimangono a disposizione di pochi. In parte l’obiettivo l’abbiamo raggiunto. E non è poco. Siamo stati coraggiosi ed oggi possiamo ripartire da un dato che è il ‘corso’. Se non l’avessimo fatto, non ci interrogheremmo su quanto è andato bene e su quanto va ancora migliorato. Io sono felice/orgoglioso d’essere stato uno dei pionieri che ci hanno creduto.
Se vado a quell’incontro ‘Liceo/FNS’ per (2019) celebrare – a Favara – i 50 anni di ricerca-sperimentazione di teoria/prassi, mi affiorano le tante iniziative fatte dentro la SCUOLA che abbiamo cercato di vivacizzare a partire dall’eretismo delle declinazioni del disagio diffuso che s’è fatto didattica del ‘negativo’ che s’è tradotto in opportunità e delle discipline umanistiche, di mia competenza, che si sono arricchite di ommatidi-spinterogeno, di nuovi punti di vista più vicini alla vita dei nostri alunni, dico grazie a mio figlio Salvatore per avermi condotto oltre i limiti/confini di punti di vista psicotici e per ciò stesso mortiferi.
Il corso, dal mio punto di vista, non poteva andare che bene. Lo sapevo perché questo volevo. E se non lo fosse stato per gli altri, lo sarebbe stato sicuramente per me, anche solo per me. Ma se proprio dovessi cogliere un limite, che mi è arrivato ’embriogenetico’ per non dire infantile, è stato l’atteggiamento del gruppo di conduzione che non ha ritenuto di dare il giusto peso/valore alla scaletta del penultimo giorno di corso. Io avrei dovuto relazionare a partire dalle 17:00 ed invece s’è fatto scivolare l’intervento di Giovanni Chiarello dal primo al secondo turno, con la conseguenza che ho avuto la parola alle 18.20 per chiudere dopo 10 minuti in modo da aprire al confronto… Cetty, addirittura, ha dovuto sbordare l’orario di chiusura. Come dire, la scaletta è stata riformulata senza pensare minimamente di coinvolgermi… poco ha importato che diversi miei colleghi si aspettavano che intervenissi all’ora indicata. Tengo a precisare che molte iniziative fatte nella scuola in cui opero passano dai miei, richiesti, contributi. Ecco, il limite che mi arriva è dato dalla difficoltà dei conduttori di includere tutti in maniera più adulta e meno ‘autoreferenziale’… ne ho avuto conferma quando il gruppo WhatsApp, che ha seguito il corso, eccetto qualche singola, non ha sentito propria la mia Presidenza alla Consulta del DSM di Agrigento quale rappresentante della nostra Fondazione e non come singolo.
Nella convinzione che abbiamo davanti un’autostrada per riprendere il viaggio mi affido all’In. Di. Co. e ai tanti uomini e donne di buona volontà per continuare il viaggio.
Avanti tutta… insieme… per crescere.
Buon Venerdì Santo a noi nell’attesa che la crocifissione si traduca in nuova resurrezione.
Angelo Vita

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