Troia, 27 marzo 2022 – Festa del Disagio Diffuso e del Femminarcato –

Eppure il vento soffia ancora
Spruzza l′acqua alle navi sulla prora
E sussurra canzoni tra le foglie
Bacia i fiori, li bacia e non li coglie…

Si può gioire per il “disagio”? Non è una disgrazia? Una punizione? Un dolore? Non è per redimerci? Per salvarci? Ieri tra colori e canti qualche passante si faceva queste domande, altri si fermavano incuriositi da una novità chiassosa che interrompeva la pace monotona di una domenica qualsiasi. Mi è piaciuta ieri la popolazione di Troia! Conoscono la realtà ma non “conoscono” ancora la meraviglia che contiene questa scatola magica! Mi sono piaciute perché sui loro visi si leggevano questi interrogativi e sono stati specchio per me quando da ragazzina passeggiavo per le vie di Troia senza sapere che a pochi passi dalla cattedrale si stava costruendo piano piano la realtà che abbiamo oggi. E ieri c’eravamo anche noi felici, colorati, fratelli appartenenti ad una visione del mondo meno banale e molto più profonda. C’eravamo noi e le nostre danze a festeggiare il nostro disagio che ci ha fatto conoscere, ci ha insegnato ad amare, a riconoscere, a comprendere, a perdonare, ci sta insegnando una concretezza reale e di crescita. La festa è servita a noi, a sciogliere vissuti, ad incontrarci in una dimensione di gioco e di spensieratezza, in una unità e disponibilità reciproca. Credo che proprio questo ha permesso a qualcuno di cogliere alcuni aspetti del nostro messaggio. Chi ha colto sono stati soprattutto i bambini, i ragazzini, che posseggono la capacità di usare i codici profondi senza farsi limitare dalle convenzioni. Hanno cercato di sbiadire i nostri colori in quanto c’era la Santa Messa delle 11 che sarebbe stata interrotta da questo vento di emozioni. Eppure il vento non si è spento, si è ridimensionato per ripartire con un entusiasmo rigenerato da una pausa imposta e rispettata da noi che non vogliamo interrompere ma far circolare la vita laddove si è fermata. Ecco il nostro femminile, che ha avuto modo di esprimersi nella circolinfa creata dalla sacralità del momento che ci ha lasciati allegri e soddisfatti. I problemi e la quotidianità non scompaiono, rimane il segno del nostro passaggio.
Sabrina

1 Commento/i

  1. Miggiano Angelo

    un abbraccio a Barbara, Gianni, Mariano (se si ricordano ancora di me) e un abbraccio a tutte e tutti gli altri. BUON DISAGIO A TUTTI/E. “Dal disagio Diffuso all’Agio da diffondere” ANGELO

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