PIL E-PIS 2022, riscontro di Massimo e Mariella

                              Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale

Ciao Mariano, prendo spunto dalla pillola di mercoledì 2 febbraio, commentata da te che dice: “preferisco star male con una situazione che mi dà fastidio, piuttosto che spegnere quella persona”. Riporto questa pillola alla nostra situazione familiare, soprattutto con Federica e mi sono chiesta: quando noi genitori abbiamo spento Federica? Quando non le abbiamo dato uno specchio riconoscente? Ed ora glielo stiamo dando? Ripercorro gli anni della sua infanzia, quando era ancora a casa, Fede molto timida e sempre taciturna non prendeva mai la parola e non abbiamo mai chiesto la sua opinione/posizione, ma viveva all’ombra del fratello, che era abbastanza monello e impegnativo. Quando Massimo si è ammalato, lei aveva 10 anni e non le abbiamo spiegato nulla del perché suo padre stava male, del perché aveva perso i capelli e non poteva giocare con lei. All’età di 11 anni Fede ha perso anche me, che sono andata via per lavoro e tornavo a casa il fine settimana. Tra i 9 e gli 11 anni Fede, ha perso la sua sicurezza, ma lei non ha reclamato, non ha dato fastidio. Ci faceva comodo, questo, perché non ci dava fastidio, a differenza del fratello che è stato molto fastidioso durante la sua crescita e ci ha dato parecchi grattacapi, lei era sempre tranquilla. E poi quando è andata via, a 14 anni fino a 25, anche allora non ci ha dato fastidio. Al liceo sempre brava, i professori erano contenti, al collegio era una ragazza modello, insieme al gruppo delle danzatrici, mai una disubbidienza o ribellione, si allenava puntualmente e senza risparmiarsi. Ora, invece, che ci dà fastidio, tendiamo di spegnerla, anziché benedire questo fastidio, vorremmo evitarlo perché ci spaventa e ci fa star male. Come l’ultimo episodio di 2 gg fa, che ci ha fatto stare molto male, in quanto il suo maestro ci ha avvisati che, accorpando il corso di danza delle ragazze adulte con le ragazzine, Fede è stata esclusa dal corso, perché ha dato fastidio ad una ragazzina, infatti Fede l’ha malmenata e non è la prima volta che accadono episodi simili. Anche presso la nostra palestra è accaduta la stessa cosa con altre bambine, anche accompagnate dai papà. Queste situazioni sono pericolose, scombinano situazioni, ci fanno star male e non riusciamo a trovare una soluzione a queste sue aggressioni. È vero che vorremmo eliminare questo negativo, restando nell’arco di destra, dove tutto va apparentemente bene, ma per quanto tempo? Quali sono le nostre reazioni? o siamo masochisti, cioè ci adattiamo a questa situazione e la subiamo, o torniamo indietro regredendo verso la paura di non farcela a difenderla da sé stessa. Non siamo in grado di fare teoria su queste situazioni perché ancora ci mandano in tilt. Insomma non riusciamo a vedere il senso che ha questo agire, è qui che restiamo impigliati e non riusciamo a procedere. Magari dobbiamo cambiare noi, ma in che modo? Come possiamo fare per aiutare Fede a chiarirsi, se vuole crescere o restare in una posizione “contro”? Vorrei con questo approfondimento ascoltare una teoria che ci aiuti a non fastidiarci, ma che ci porti a crescere come Co-Creatori, continuando a procedere nel viaggio del negativo. Grazie per la luce che ci fai nel tunnel buio del negativo.

Massimo e Mariella

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