Vintage blog – “Io, con spavento, dico di sì oggi a questo caos che mi fa tremare il corpo” –

Ordona 8 Dicembre 2012

Oggi è l’Immacolata Concezione. È una festa che mi ha sempre emozionata molto, forse perché, nella mia storia, c’è proprio in questo periodo di tanti anni fa, la presenza di un bimbo mai nato, concepito dalla sua mamma fuori tempo e fuori luogo che non seppe, non volle, non poté rispondere a quella chiamata della vita. Io stessa poi, l’aiutai a cercare la strada per abortire. Vi parlo di molti anni fa quando l’aborto lo facevi ancora di nascosto e solo consultori all’”avanguardia” ti consigliavano come fare tutto senza far sapere in giro.
La Madonna Immacolata, archetipo delle nostre scelte, mi esorta oggi a “rispondere di sì” ad una “situazione” complessa, dinamica, infinita che è la vita stessa. Mi esorta ad abbandonare la superficialità dell’esterno per far nascere una mia identità più matura e più in sintonia con la mia specificità.
La vita è un viaggiare che non ti permette di vivere in dinamiche chiuse e ristrette. “Purtroppo” o “per fortuna” io risento molto di queste ristrettezze e, sempre con l’aiuto di un sintomo che mi annulla, la vita oggi mi chiede di fare questo: di non spaventarmi se le montagne sono troppo alte, se riesco solo a raccogliere nei gruppi che faccio a scuola un briciolo di queste folli situazioni, mi chiede di far uscire le mie competenze senza timore, di abbandonare ciò che vecchio e che non mi serve.
La vita oggi mi chiede di “rispondere di sì” e di dare un piccolo contributo a “dare forma” a questo disagio non ancora “visto” dalle Istituzioni o dalla gente che si accontenta della superficialità.
Oggi mi sento di rispondere di sì al tanto dolore che ho vissuto nella mia vita, alla sofferenza di non essermi mai potuta esprimere per come sono. Oggi mi sento di dire di sì alla scuola così come è e alla teoria che è fonte di vita per me.
Voglio apprezzarla ed amarla ancora di più questa teoria globale che è un “dareforma, una conoscenza della vita” di una profondità che mi inorgoglisce quando, un po’, riesco a coglierne il senso.
Più fai i Corsi, più vedi. Ho visto in questi giorni, con maggiore profondità, i limiti di una istituzione scolastica che rispecchia vistosamente i disagi degli insegnanti che non hanno nessuna voglia di cambiare, inorgogliti e imbottigliati da una epistemologia filosofica che dava un ruolo sacrosanto al Magistris,
cambiandone anche il senso etimologico.
Io, con spavento, dico di sì oggi a questo caos che mi fa tremare il corpo. Il prossimo 8 dicembre ricordiamoci che, piuttosto che festeggiare noi peccatori, e per opposizione la Madonna senza macchia, noi potremmo festeggiare la Festa del CEU, la Festa del Globale che riesce a dare senso a tutta la nostra esistenza che da essere peccatore, diventa co-creatore e per essere co-creatore bisogna attraversare il proprio CEU. Quante volte? Infinite volte, con un eterno ritorno, ma non è un ripetere le stesse cose!

Sabrina

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