TeoLab, teoria sul posto di lavoro: LabOff nella Stoa del Chaos, 15 dicembre 2021.

“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera”

Oggi, merito del bel sole che ci riscalda dopo tanti giorni di maltempo, abbiamo ascoltato la TeoLab, all’aperto nella Stoà del Chaos e già questo è stato un bel dono dell’In.Di.Co..
Il tema proposto a Mariano per la teoria di oggi è:
“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.” di Erica Jong.
Confesso di non aver letto nulla della scrittrice, sono “incappato” solo per caso nell’aforisma e l’ho proposto per la TeoLab, perché ho pensato potesse essere un argomento interessante rispetto al tema della “gravidanza”, che ricorre spesso nelle teorie di Mariano. Forse, se avessi letto il libro “Paura di volare”, da cui è tratto l’aforisma, non gli avrei dato tanta importanza, avrei considerato il libro una lettura erotica scritto da una femminista nel ’77 che, ad esempio, scrive: – “…la sua lingua era dappertutto, come l’oceano. Il suo pene è il fumaiolo lungo e rosso di un transatlantico…” – certo le va riconosciuto il merito d’aver avuto il coraggio di parlare del desiderio sessuale femminile in maniera anche divertente e originale per quei tempi.
In ogni modo devo ammirare l’onestà intellettuale di Mariano, che ha premesso di collocare storicamente la scrittrice e di tracciare un po’ le origini della sua famiglia, di come sia figlia di immigrati che probabilmente, come di solito accade, avendo conservato la propria identità, male si erano adattati alla cultura puritana statunitense.
Mariano ha fatto un piccolo excursus, anche su un altro testo della stessa autrice: – “Come salvarsi la vita”, scritto quattro anni dopo, dove l’autrice elenca le sette condizioni necessarie per questo fine, alcune in parte appropriate, mentre altre proprio non condivisibili.
Ma venendo al dunque, riferendosi all’aforisma in questione, Mariano analizza ogni frase a partire dal Graal, dalla gravidanza intesa come esperienza fusionale dell’esistenza e non semplicemente come fatto dell’essere incinta. Mariano raffronta anche la condizione della donna incinta di un tempo secondo la cultura contadina, accompagnata e riempita di attenzioni, più di quanto non avviene al giorno d’oggi troppo preoccupati di eseguire esami, test, ecografie…
Si è perso il Fondamento Antico del viaggio evolutivo di milioni di anni che si compie in soli nove mesi di gravidanza.
Ognuno di noi rispetto a questa gravidanza deve sentirsi responsabile riguardo all’esistenza, a quello che facciamo.
La gravidanza è un archetipo di come dev’essere il cammino dell’esistenza, tutti facciamo parte e siamo protagonisti di questa gravidanza, perché il femminile è in ognuno di noi.
Grazie Mariano, che ci fai sempre conoscere nuovi punti di vista affinché il nostro viaggio di crescita possa continuare.
Maurizio

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