PIL E-PIS sull’Avvento, riscontro di Sabrina

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento delle Letture sull’Avvento

Riflessioni dopo la prima Pillola del 13-12-2021

Poi all’improvviso diventi “grande” e capisci che non c’è più tempo per confronti differenze, per svalutazioni, per rancori… Finalmente inizi a costruirti un territorio, flessibile e fertile, dopo tanta esistenza passata a correre dietro ad illusioni e sogni astratti. Tutto diventa adesso concreto, apri gli occhi e non hai più bisogno di difenderti. Tu ci sei a prescindere da tutto, ci sei perché impari che il cosiddetto nemico, in quel momento preciso, altro non è che un arco di sinistra che vuole spingerti a depurare le scorie, a vivere la leggerezza come continua benedizione del CEU.
C’è tanto altro che ora vedi e questa visione ti riempie di gioia. Non hai bisogno di giustificarti. Non hai più bisogno di giustizia, la giustizia sei tu, la fai e te la costruisci ogni giorno guardando il sole che sorge ma finalmente dando un senso concreto a tutta l’astrattezza di insegnamenti religiosi che non si sono mai incarnati nel mio terreno.
Grazie Mariano perché mi conduci passo dopo passo a me stessa. Adesso che vedo anche le tue fragilità ti vedo più bello e più umano, più degno di essere benedetto perché hai incarnato gli insegnamenti di Dio dandogli l’ampiezza del In. Di. Co.
La conoscenza globale dei salmi è quanto di più delicato tu mi possa offrire. Sembra un balsamo che guarisce e ti dà la lucidità di una confusione che oscura ma che è anche premessa di cambiamento
E poi, ad un certo punto, le pareti di casa tua diventano sottili. Senti il vento che fischia, la pioggia e ti sembra di bagnarti e di sentire il vento tra i capelli. Significa che stai diventando adulta e ti devi riparare dentro di te e la fantastica scintilla che sei. Poi arriva il momento in cui riesci anche a chiudere con gli altri, a non avere più voglia di sprecare il tempo in riflessioni inutili che non portano a niente. Poi diventi sazio di gente e ti rivolgi a te stessa… E pensi a tutto il tuo Graal accartocciato e poi capovolto, retto da un simbolico che non aveva nessun collegamento con il disastro che avevi dentro. E capisci che quello che c’è stato esiste perché tutto doveva andare così!

Voglio riflettere sulla frase di una delle Letture che hai commentato, Mariano, in queste Pillole sull’Avvento. Si riferisce alla descrizione di Giovanni Battista: una voce che grida nel deserto. Tu dici che non basta solo gridare per auspicare il cambiamento. È così. Ci vuole tutto il percorso del quadrangolare. Ma come mi emoziona e mi piace questo gridare nel deserto, in una terra arida e senza possibilità alcuna di vegetazione. È il primo bel gesto per risvegliare i Graal delle persone addormentate.  È la speranza. È la propria forza ipostemologica che dona alla voce una acutezza tutta da scoprire se uno la vuole udire. La figura di San Giovanni Battista a me affascina, da quando tu ce l’hai fatta vedere con gli occhi di una epistemologia globale. Tutto, nella epistemologia religiosa, viene omologato e appiattito per cui si fa tanta difficoltà a crearsi una propria coscienza critica, ma anche un proprio ” sentire a prescindere da…”. Questo tuo gridare nel deserto dell’istituzione medica a me ha salvato la vita. Ora non è solo più gratitudine, è un riconoscere la potenza del tuo grido e un aderire ad un punto di vista nuovo. Non è semplice, né scontato. Io posso dire solo che ci sto provando. Sto provando a navigare le incertezze della vita con gli strumenti che tu e il Progetto mi avete donato. Tvb

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