PIL E-PIS sul Cantico dei Cantici, riscontro di Elisabetta

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento del libro Cantico dei Cantici

Grazie per questa lettura. Hai ragione quando dici che leggerlo e interpretarlo come il fondamento antico, lontano dalle epistemologie vecchie, assume un significato molto più profondo e ne dimostra i limiti. La griglia della gravidanza non ci chiude nei limiti della coppia, ci dà la forza per viaggiare nel Graal. Questo mi ispira in questa fase della mia vita. La meta non è il rapporto forte ma arrivare ad avere globcettori per imparare ad amare e vedere le relazioni come un viaggio, dove non sai cosa ti capiterà ma devi essere pronto ad avere nuovi occhi. Con quante stronzate e idee deliranti ci avviciniamo all’amore, soprattutto nelle fasi di passaggio adolescenziali. Se penso all’etimologia della parola amore dal sanscrito Kama = desiderio, passione, attrazione totale (vedi Kama-sutra) oggi ne colgo maggiormente il collegamento, penso che quando ami non senti la morte, c’è chi dice che la parola amore, da a-mors, significhi assenza di morte, ebbene penso invece che un sentimento che si avvicina e ti va sentire anche la morte, quando lo vivi al negativo, sia proprio l’amore, può consumarti. C’è un entanglement fortissimo nell’esperienza d’amore tra vita e morte. I condizionamenti e le eredità non digerite influenzano tanto, è vero, ma nell’amore vivi tante sfumature e conosci il meglio e il peggio di te e del tuo stare nell’esistenza. Nell’ultima parte del cantico che sono andata a leggere, mi ha colpito questa frase: “perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione”.  Sembra una lotta titanica tra l’amore e la morte. Alla fine vince l’amore, il sentimento per antonomasia, perché “le grandi acque non possono spegnere l’amore”. L’amore infatti viene prima, come fiamma, la “fiamma più ardente che ci sia”. Sarebbe bello da realizzare concretamente, pensando alla GUK, che l’amore sia quella fiamma pilota che genera la scintilla dell’INDICO, allora tutto nella nostra esistenza sarebbe ispirato a vivere e cercare calore fusionale e non un soddisfare bisogni nel tempo spazio. La PAURA del Tempo, del perdere, soffoca la forza dell’amore. Dovremo sigillare nel nostro cuore l’amore per l’Ontologico prima e dopo tutti gli altri livelli. Si impara, ancora soffrendo, ma sperando di continuare a vivere anche gioendo…

dulcis in fundo… grazie per avermi fatto compagnia con questo sapere mitopoietico, mi è servito tanto… per vedere oltre.  TVTTTB

 

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