Le dieci stazioni dell’arco di sinistra, pensieri degli “ascoltatori”.

Ero impegnata nell’intensiva e solo oggi, Amerigo, ho avuto tempo per ascoltarle. Sono molto belle e accompagnano a fare luce su quel buio che, quando lo attraversi, non riesci neanche a descrivere. È bello ascoltarle per vedere da fuori ed in maniera più ampia e distinta quello che prima era solo dolore, paura, fuga e potergli dare anche un senso, un valore. Grazie Amerigo
Grazie a Mariano per la sua grandezza nel teorizzare.
Titta

Buongiorno, salve a tutti e grazie, soprattutto a Mariano.
Mi viene da paragonare l’accoglienza all’arco di sinistra che tu fai tu, Mariano, (anche dopo le possibili maledizioni…) alle azioni che ha compiuto la figura di Gesù nella narrazione dei vangeli.
Tranne alcune situazioni che non tratterò qui, Gesù ha compiuto molti “salti quantici precipiziali/esodo” durante la sua vita nell’arena esistenziale.
Già nella adolescenza, quando i suoi “genitori” lo ritrovarono nel tempio ad interrogare i sapienti, aveva sentito che una parte del suo arco di destra si andava esaurendo a stare sempre con loro, ed ha preferito vivere e far vivere volontariamente un disagio (a se stesso ma anche a loro) allontanandosi/distinguendosi e separandosi da essi, pur di continuare il suo viaggio/crescita nel PiraGraal
Si pensi anche al suo “viaggio di iniziazione nel deserto”, quando volontariamente ci si è buttato dentro, sottoponendosi a digiuni e tentazioni di tornare indietro, ma da dove ne è uscito indubbiamente cresciuto.
Anche in alcuni episodi, che all’apparenza possono sembrare marginali, si è comportato così: si pensi a quando veniva “messo alle strette” dagli scribi, dai farisei e da altre figure che pretendevano, incalzandolo, delle risposte da lui; piuttosto a quando le folle lo pressavano perché facesse dei “miracoli”: che scadere o indugiare oltre nell’obbligo/dovere di dovere della situazione, ha preferito uscirsene e ritirarsi da solo, compiendo così il suo esodo attraverso l’arco di sinistra e, puntualmente, uscendone cresciuto (si pensi infatti al famoso “Discorso della Montagna”, venuto fuori proprio dopo un passaggio del genere…).
Questo per dire che, sì: quando il salto quantico precipiziale viene fatto in esodo, seppur la scelta può apparire ardua, è indubbiamente la scelta migliore ed anche più rapida per non perder tempo a spremere ulteriormente archi di destra impoveriti ed asfittici.
Grazie mille, un abbraccio ed a presto.
Samuele M.

Ho finalmente trovato il tempo di ascoltare queste preziose pillole e mi sono meravigliata (mi succede sempre!) di come queste pillole mi stanno accompagnando nei miei archi di sinistra, sia quelli piccoli, del quotidiano, sia quelli più ampi della mia vita che sto vivendo in questo momento.
Mi ha colpito molto la teoria sul buio, sui bastoncelli e su come potremmo sviluppare le nostre potenzialità al di fuori delle richieste che ci fa il Fi.Fi. che ci inonda di luce artificiale e non ci permette di godere del buio, della penombra e del sentire più che del vedere, forse perché in questo momento sto vivendo un problema con la vista e la medicina ufficiale non mi ha dato una soluzione contingente come fa di solito, scatenandomi paure sul rimanere al buio.
Mirella

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