TeoLab, teoria sul posto di lavoro: in “ciukina”, 17 novembre 2021.

                     ” L’amore più grande è farsi conoscere nelle proprie fragilità “.

Iniziamo questo sesto incontro leggendo il post dell’incontro precedente. Dopo brevi comunicazioni, entriamo nell’argomento del tema proposto da Rocchina che spiega il motivo di questa scelta e sottolinea il fatto che per lei la fragilità e l’umiltà sono la stessa cosa. Mariano parte dal sincronico e smonta pezzo dopo pezzo la frase.
Parte dalla parola ” amore”, dice che questa parola non gli piace, è un termine molto inflazionato e non vuol dire più niente. Preferisce sostituirla con la parola ” fusionalità”.

L’amore è legato al tempo spazio ed è eteroreferenziale, la fusionalità è strettamente collegata al nostro interno ed è autoreferenziale. Dire ” più grande” non va bene per i confronti differenza. Nella fusionalità non c’è il più grande, o il più piccolo. Mariano suggerisce la parola “avanzato”, perché è la persona più cresciuta ed è anche quella che va avanti e non si ferma. ” Farsi vedere”, il vedere non è riferito a quello che gli occhi possono cogliere, (codice simbolico) ma, farsi vedere, significa farsi visita (codice analogico e biorganico) entrare nel tuo spazio, condividere il tuo stato quiete, elaborare, accompagnare. Anche nel silenzio. “Nelle proprie fragilità”. Prima di ascoltare l’altro bisogna parlare di sé stesso, da patuto e non da saputo. Per parlare della fragilità, Mariano ha usato la metafora del vetro che è duro ma nello stesso tempo è fragile, trasparente e impenetrabile. I Fuk ci trasformano in vetro indurito e fragile e quindi, per accompagnare e applicare la formula delle 3 D (desiderio, delusione, dolore), bisogna rompere il vetro.

Il vero amore è la fusionalità CEU. Di solito la fragilità non la facciamo vedere perché si è indurita. Indurimento avviene perché non abbiamo formato il nostro quantum.
La condizione che ci fa permanere in vetro fragile è la paura.
La prima paura è quella di essere giudicati, (simbolico) confronto differenza.
La seconda paura è quella di essere declassato (analogico).
La terza paura è quella dell’isolamento (biorganico).
La quarta paura è quella della persecuzione, la paura di essere eliminati (ontologico).
L’incontro si è concluso con le riflessioni personali delle donne presenti.
Giovanna

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