Le sette meraviglie del Mosaichaos, primo incontro.

Sette serate di teoria-racconto sulla nascita di quest’opera unica nel suo genere.

4 novembre 2021

Non sono abituata a stare sveglia fino a tardi. Mi piace sentire il calduccio del letto in cui mi rifugio perché mi riporta ad un antico desiderio di holding. Stasera ho spezzato questa catena e ho pensato fosse buono prendermi un po’ di calore dal seminario sul Mosaichaos delle Meraviglie. Ci sono andata con Francesco, mio marito, per onorare il lavoro di tanti compagni di viaggio, spinta da una forza maggiore, sapevo che sarebbe stato importante. Così è stato. In questa opera d’arte è racchiusa la nostra fusionalità che Mariano ha spinto a ricostruire nel suo diacronico ripensando filamenti, forse un po’ dimenticati, ma vivi nel cuore della sala. Una ricostruzione a rrrete dove è emersa la metodologia del Progetto Nuova Specie che non ha nulla di banale, scontato o astratto, ma che si incarna nella storia delle persone e produce meraviglie perché ognuno di noi è una scintilla dell’infinito dinamico complesso che guida il gioco del nostro CEU.

Ogni evento piccolo o grande che sia insegna pezzetti di vita proprio come se l’esistenza di ognuno fosse un mosaico da costruire, ammirare, teorizzare in ogni aspetto. L’esistenza di ognuno di noi è un mosaico in cui tanti nodi si intrecciano con amore o con difficoltà, con gioia o con rancore, ma arriva primo o poi a cogliere quel pezzo, quel filamento specifico che quel nodo CEU ti regala anche inconsapevolmente a volte! Ed ecco una Teo- Fondità una teoria profonda che spinge al viaggio, ti dà le prospettive, ti regala emozioni e ti libera dagli incastri. È la nostra sala della TeoFondità impreziosita da questo gran bel mosaico. È su questa scritta che il mio sguardo si è posato più volte stasera. Teo in greco significa Dio ed il Dio che ho sempre sognato e cercato che si respira in questa sala. Ve lo sto dicendo io che non ho mai posato una tessera! Ne seguito gli accompagnamenti che faceva Mariano al gruppo di mosaicisti, ne pensavo si sarebbe mai concluso un lavoro così difficile!

Ve lo dico io che l’aria che si respira è profonda e scioglie, per chi la sa respirare, i dolori e i dispiaceri e ti rida fiducia e ti spinge al viaggio. È un luogo sacro più di una chiesa, più di un tempio, più … Perché ci siamo tutti noi li dentro anche per chi come me, pensavo che non si sarebbe mai concluso. Ed ecco l’occhio di Yusuf che con le sue radici affonda nel cuore della profondità e dona la conoscenza. Ed ecco il crossing over presentato in una dinamicità senza tempo dove ogni figura sembra uguale all’altra ma non lo è affatto, ognuna ha una particolarità come la donnina con l’infinito nella pancia su cui si potrebbero tanto teorizzare per scoprire gli infiniti volti della nostra esistenza. Grazie al Progetto Nuova Specie e a Mariano che sta cercando di costruire con noi cieli e terre nuove e ci spinge all’autonomia dei nostri desideri

Sabrina

 

 

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