TeoLab, teoria sul posto di lavoro: alla Moschesa di Mohamed.

La chiesa dovrebbe essere fatta di gente che esprime continuativamente il suo ordinario, non che si ferma solo per ascoltare quello che dice il prete, come se non fosse sacro quello che ognuno fa …

Allora, quello che mi ha colpito e dove la mia sensibilità si è accesa nel commento di un passo del vangelo secondo Luca, fatto da Mariano nella Moschesa, domenica 3 ottobre 2021, è quando si riferisce alla frase “lasciate che i bambini vengano a me”. Per me, quello che mi fa contemplare, è il fatto che oggi sento forte l’inibizione dell’avvicinarci come bambini all’esistenza, come quanto si faccia fatica a commuoversi verso se stessi e l’altro, perché pieni di sovrastrutture e incatenamenti storici che non appartengono alla profondità, ma al sistema dominante. Quando mi vedo nelle mie povertà, l’unica cosa che mi dà sollievo per poter continuare a procedere, senza rimanere incastrato nel dolore e la rabbia che ho e che ho dovuto subire gratuitamente, è quella di guardare al bambino che è in me e commuovermi per andare oltre e cercare di non pensare, ma sentire che nella mia profondità sono libero, senza restrizioni e fanatismi istituzionali che bloccano il mio essere, solo ciò che io già sono e godere di questo, proprio come fanno i bambini che, privi di schemi, si concedono nel commuoversi per ogni cosa senza paure e liberi di manifestarsi. Beh per me, anche l’indignazione, di fronte a situazioni psicotiche e sanzionanti, ha il potere e il merito di poterci ricollocare in viaggio nell’esistenza, con il piacere di riconoscermi nel positivo e come cocreatore.

Yusuf

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