PIL E-PIS su “קהלת” Qoèlet, riscontro di Moris

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento del libro Qoèlet

Per la GUK Mariano
Come ci stai trasmettendo tu, se non circola linfa in tutti gli angoli del quadrangolare, la vita si ferma, non cresce, non si co-crea più e le rappresentazioni la fanno da padrone. Sento rassegnazione e tristezza in Qoèlet e credo che il suo CEU, un po’ come quello di chi decide anche di suicidarsi, sia in esaurimento nel momento che si raggiunge questa consapevolezza di come si sta procedendo. Certo è bello incarnare il fatto che il punto di morte/ boa/salto quantico oltre, sia un fare bilancio, un fui, una sintesi della propria mission e trasmutare verso altro. Ma credo che, chi come Qoèlet, viveva la A.L.L.E. con un punto di vista univoco e chiuso non avesse molto su cui aggrapparsi. Pensare di vivere appieno il proprio CEU 2200/2300 anni fa mi sembra inverosimile considerando che il “faraone spirituale/finanziario” era molto prepotente già a quell’epoca, secondo me, e il solco era più segnato. Certo le persone avevano poco e di quel poco si accontentavano, ma le parole “tradotte” di Qoèlet, mi hanno trasmesso anche una poca ricerca ipostemologica di un senso più profondo. Dico tradotto perché un’altra cosa che mi fa tristezza sta nel fatto che, uno scritto così antico e così probabilmente sporco di lenti gravitazionali, è stato inquadrato e rinchiuso in una misera interpretazione o poco più. Perché non dubitare che sia stata una donna a scrivere quelle parole, o un re, un ragazzino, un pazzo, un povero cristo, anzi proprio Gesù Cristo stesso, visto il tanto affidarsi a Dio, che qualche centinaio di anni prima era già venuto al mondo ed ha tentato di trasmettere così la propria conoscenza. Ho ricercato su internet varie interpretazioni, ma più o meno la verità sembra univoca. Ma che ne sappiamo noi chi e cosa hanno tradotto questi fantastici settanta. Va a sapere cosa si viveva e chi ha tradotto quella determinata frase o quella determinata parola in quel determinato momento. È veramente poca cosa. Credo veramente che ci hanno creato una esistenza povera e non circolinfatica e che se non ci muoviamo a sfanculare questi punti di vista ristretti e superficiali il nostro pianetino ha poca speranza di procedere verso la fetogenesi. Grazie Mariano di esserti ribellato a questo sistema e di tentare di trasmettere un nuovo punto di vista. Ancora probabilmente non mi rendo realmente conto di quanto hai dovuto pagare e quanto ancora paghi per questa cosa e “solo” per questo vale la pena volerti bene ma so per certo che c’è tanto altro per cui volertene.

Grazie

 

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