PIL E-PIS su “קהלת” Qoèlet, riscontro di Gabriella

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento del libro Qoèlet

Caro Mariano, ho voluto ascoltare queste pillole ben due volte per quanto mi sono piaciute e ti ringrazio per averci fatto conoscere questo libro della Bibbia. Io non lo conoscevo, se non indirettamente (e senza saperlo), per aver più volte ascoltato la canzone di Angelo Branduardi.
Mi ha colpito come collochi queste pillole nel filone dell’epistemologia filosofica e non religiosa, perché effettivamente, al di là di quanto condividiamo o meno i contenuti, il libro ci permette di riflettere sui temi dell’esistenza. Ed allora è stato molto bello seguirti in questo dialogo che hai intessuto tu, Esistenziologo Globale, con questo personaggio reale o immaginario che sia stato, che comunque già nel III secolo a.C. è stato in grado di produrre uno scritto così bello.
In realtà io stessa mi sono riconosciuta Qoelet… anni fa, vivendo una profonda destrutturazione dopo un corso di Quadrimensionalismo, non sentivo più il senso dell’esistenza e qualunque cosa io facessi, arrivavo sempre allo stesso ossessivo pensiero: “A cosa serve se tutto finisce con la morte?”, è stato un tunnel davvero lungo e difficile da attraversare e tu, con le tue sapienti arti, hai saputo molto accompagnarmi. So oggi che la mia visione era ancora molto limitata, molto basata sulle logiche psicotiche del “tutto o nulla”, molto intrisa delle logiche del faraone finanziario che porta a riempirti, ad anticipare i bisogni, per non vivere il vuoto.
Nell’evoluzione della Teoria Globale, l’aver introdotto il C.E.U. ci ha ampliato la visione dell’esistenza, ci ha permesso di scoprire il valore dell’arco di sinistra e dei salti precipiziali che stentiamo a voler fare. È bello quindi come nelle pillole riprendi il ciclo cardiocircolatorio, il ciclo del sole per farci comprendere che tutto ciò che appare ciclico in realtà fa un percorso ogni volta sempre nuovo. Come tu hai detto, anche la gravidanza produce ogni volta una specificità diversa.
E soprattutto mi sta piacendo molto quando dici che muore il codice biorganico ma resta di noi il filamento di ciò che siamo stati in vita, è bello sapere che ogni esistenza non finisce nel nulla ma avrà sicuramente contribuito a far avanzare la nostra G.U.K. … grazie!

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