PIL E-PIS su “קהלת” Qoèlet, riscontro di Gabriella.

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento del libro Qoèlet

Caro Mariano,
in queste pillole hai espresso chiaramente una sorta di manifesto per la futura Comunità Globale, individuando tante caratteristiche su cui ognuno di noi dovrà lavorare per potere proporre realmente qualcosa di nuovo. Sono tutte caratteristiche che potranno superare la logica degli opposti solo aderendo al C.E.U. perché, come hai ben detto, non si tratta di individuare il positivo e il negativo, ma sarà importante sapere che si tratta di passaggi ontologici e che senza il salto precipiziale, vivremmo soltanto una fusionalità lineare.
In questo dialogo fantastico, ma tanto profondo, mentre continuavi ad intrecciare i vari elementi della Teoria Globale e le unità didattiche, immaginavo un Qoelet smarrito di fronte ad una evoluzione di pensiero così forte rispetto al suo punto di vista embriogenetico. Io stessa mi sono ricordata di quando ero bambina, educata a non dire parolacce perché altrimenti Gesù mi avrebbe messo “il fuoco in bocca”. Mi sono autorizzata a pronunciare semplici parole come “scemo” soltanto dopo i dieci anni, con grandi sensi di colpa finché non ho sentito quella “parolaccia”, perché tale per me era, come una cosa naturalissima ed ho iniziato così a liberarmi dalle sovrastrutture trasmesse dal contesto familiare e sociale dell’epoca. Credo che è un po’ quello che in tanti proviamo quando tu parli del modello pamojarrrete, si tratta di un cambiamento radicale di un modo di concepire le relazioni che ci è stato tramandato nel corso dei secoli, prima di sentire naturale il nuovo modello che tu proponi, dovremo superare tutti quegli opposti che ancora caratterizzano il nostro modo di vivere.
E poi mi ha colpito quando hai chiesto: “Come si fa a vivere in un mondo finanziarizzato?”, già, come si fa? È una domanda che spesso mi pongo, ma poi preferisco accantonarla per poter viverci dentro, trovando linfa vitale per me nella teoria che mi permette di ricollegarmi alla mia profondità ed affrontare un quotidiano molto scandito dal kronos. In questo sento vero ciò che tu hai detto, cioè che il C.E.U. mette insieme Kronos e kairos. Mi sta infatti aiutando a non farmi ingoiare da un Kronos spietato che facilmente mi farebbe ricadere nei meccanismi di “pessimismo Qoelet”.
Ancora grazie.

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