PIL E-PIS su “קהלת” Qoèlet, riscontro di Cindy

Le Pillole Epistemologiche e Piste per l’arena esistenziale dal commento del libro Qoèlet

Ciao Mariano! Pensavo ieri mattina alla vanità e, in particolare, a quello che hai detto nella Pillola di martedì 26 ottobre. Mi colpisce quanto Qoèlet sia, diversamente da te, carico di una rabbia che prende il sopravvento e annebbia la sua visione del mondo. Sarà una mia proiezione, ma ho l’impressione che non creda neanche lui fino in fondo alla stessa tesi di vanità che difende. Mi colpisce anche tanto la solitudine a cui si è condannato Qoèlet, illudendosi forse di sceglierla, quando in realtà la subisce.
Qoèlet mi fa pensare a me, tanti anni fa: dall’adolescenza fino all’incontro con il Progetto Nuova Specie, sedici anni fa, giorno per giorno.
Se penso a te, vedo invece quanto amore e quanta dedizione ci sia nella tua scelta della solitudine, in cui ti con-soli, per dedicarti all’Albero della Conoscenza.
Qoèlet mi fa pensare a quei grandi intellettuali capaci di scrivere, sì, in modo poetico e piacevole, ma non in grado di trasmettere un reale messaggio, frutto di una profonda immersione. Lo sento un messaggio fine a sé, tautologico e, come dici tu, ripetitivo. Il Libro del Qoèlet, che mi piaceva proprio per le sue caratteristiche estetiche, poetiche, raffinate (ricordo in particolare il passaggio del cap. 3 che ci leggevi durante i Corsi di Epistemologia Globale), mi piace molto di meno, perché sento anche quanta vanità c’è dietro questo estetismo… Questo, penso sia una caratteristica anche di alcuni, azzarderei molti, grandi scrittori… La Letteratura ha anche una parte “vanitosa”.
Un altro aspetto che mi colpisce tanto di Qoèlet è che mi fa rivedere tanto il punto di vista dal quale provengo: una visione del mondo negativa, incupita, “definitiva” che ha tagliato, giudicato, emanato sentenze una volta per tutte. Ascoltandoti, mi è venuto in mente quanto ci perdiamo escludendoci, uscendo dal gioco o dal ring esistenziale, pur stando in vita, ecco perché ci si carica di rabbia: perché non torna nulla di questo rifiuto nei confronti dell’esistenza, ci si impoverisce e basta… Ci si punisce e si punisce. Guarda Gilles de Rais (volendo esagerare)! È la resistenza a rendere la vita vana, inutile, conclusa.
Madonna, che palle!! Basta Ora Ascendi: c’è bisogno di fare un Salto Quantico Oltre rispetto a questi aspetti culturali… che ritrovo anche tanto nel filamento del Giansenismo, ma questa è un’altra storia… C’è bisogno di un Percorso B.Ad.A.!
Sicuramente, Mariano, noi non abbiamo ancora chiaro cosa sia il Pamojarrrete, crearlo richiede e richiederà sofferenza, dilatazione e tanti percorsi beta-gamma da fare probabilmente anche “citt a vocc e forz e nerv”, ma a me sembra che la Gravidanza non possa procedere senza questa prospettiva.
E… basta così. Per ora mi fermo qua.
Ti ringrazio (senza uscire dall’obbligo) per il gran mazzo che ti stai facendo! C.v.t.b.

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