LA PIOVRA

Ponibbiale (Poggio dei nibbi) 25 Ottobre 2021

Mentre sto attraversando il mio arco di sinistra più vorticoso, bellicoso, rabbioso, doloroso, che ha anche trasformato i miei tratti somatici, sento che sto attraversando il canale di parto, spero di ri-nascere ad una nuova vita, ancora un anello diabolico.
Questa sera ho partecipato (in ascolto) all’incontro/confronto della famiglia di Enrico, con Raffaele (che ringrazio ancora) e Barbara, tema dell’incontro era “come sganciare FINALMENTE (aggiungo io) Enrico dalla psichiatria del SISTEMA”
Terminato l’incontro mi sono seduta accanto al camino e mi sono messa a pensare ad Enrico, la sua odissea durata oltre 10 anni nella psichiatria e finalmente negli ultimi tempi i risultati ottenuti.
Il trasferimento della mamma Maria Antonietta a Troia prima e poi l’uscita di Enrico dalla comunità, poi l’arrivo del padre Silvano e il suo esserci stato in modo continuattivo, nel mentre lo scalaggio dei farmaci fino alla dismissione.
Questa sera ho sentito Enrico proprio bene, attivo nel linguaggio, aperto, a dimostrazione che quando la famiglia si coinvolge veramente, emotivamente, poi i risultati arrivano.
Maria Antonietta sei stata una donna coraggiosa (tante ne ho viste scappare) a lasciare tutto a Verona e trasferirti a Troia.
A te Silvano già ti ho detto che ti apprezzo e ti stimo per esserci stato in modo continuattivo e, dopo una iniziale fatica, anche in modo amorevole.
Inevitabilmente il pensiero è andato a mia sorella Paola, 58 anni, una “vita” trascorsa nella psichiatria, dai suoi scoppi all’età di 20 anni ad oggi, 38 anni di psicofarmaci, ancora non mi rendo conto come possa ancora resistere, ancora “vivere”.
Da alcuni anni oramai mia sorella, che vive da sola, (non si è mai fatta una famiglia) non cammina più, non è più autosufficiente, passa le sue giornate seduta su una poltrona, accudita in tutto, da alcuni anni anche l’umiliazione del pannolone.
Fra pochi giorni Paola verrà trasferita in una “struttura” (insomma un moderno manicomio) dove trascorrerà il resto della sua “vita” aspettando la morte.
Per me è un dolore straziante non essere riuscita a salvare mia sorella dai tentacoli della piovra psichiatrica, ripensare a tutto quello che è stato, la ferocia della psichiatria del sistema.
Non mi dilungo sul dolore che sento rispetto a questo anche perché sicuramente è mescolato al dolore mio, che appartiene solo a me, ma voglio fare un appello, con il mio cuore straziato in mano, prima di tutto a Maria Antonietta e Silvano che non si torni mai più indietro, perché dalla psichiatria non si esce in altri modi, poi vorrei fare un appello accorato al compagno di Margherita (al quale l’ho già detto personalmente) e possibilmente anche al padre, vi prego e vi scongiuro di non abbandonare Margherita, fatelo anche per suo figlio Libero, non potrebbe mai uscirne da sola, sarebbe condannata (come tanti altri poveri cristi in croce) a “vivere” una vita da vegetali, con la bava alla bocca e tutti i muscoli bloccati dalla camicia di forza chimica, senza parlare della violenza vergognosa dei T.S.O.
Sapete io mi ricordo anche il dolore straziante di mia madre che negli ultimi anni della sua breve vita, rendendosi conto che se ne sarebbe andata presto, lo strazio, dicevo, di lasciare una figlia così, da sola, nelle mani della piovra, impotente, in questo mondo feroce, senza sapere che vita e che fine avrebbe fatto sua figlia una volta morta lei.
Io poi ho fatto, ho provato, ho tentato, ma non sono riuscita a portarla a Troia in tempo, prima che la piovra la inglobasse completamente.
Certo posso dire, di positivo, che in realtà è stata Paola a salvare me che neanche ero consapevole di quanto stavo male io.
Non voglio dilungarmi oltre, perché mi ripeterei, vi regalo il mio/nostro dolore nella speranza che vi possa essere utile, che vi possa accompagnare in questo percorso difficile ma possibile.

Patrizia Rocchetti

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