“La coppia che scoppia, figli scoppiettanti… in vacanza!” terzo incontro

BAGNO FRANCO 54, Viserbella di Rimini, 14 luglio 2021

Siamo arrivati al terzo appuntamento, per coppie di genitori e figli, al Bagno Franco 54 di Viserbella. Chi vi parla sono io, Marinella, che improvviso queste conduzioni fra lavoro e Progetto Nuova Specie, utilizzando il titolo da psicologa che mi dà autorevolezza davanti un pubblico eterogeneo e, devo dire, in queste serate, attento e curioso.
Ogni volta il numero è più o meno uguale: una quindicina di persone, contando che i parenti sono sempre presenti e tanti, ci sono tre o quattro persone nuove a incontro. In queste serate, secondo me, i veri protagonisti sono stati i figli, soprattutto adolescenti, che spingono i genitori a partecipare, mi riconoscono molto e hanno già capito che c’è qualcosa di nuovo, purtroppo ancora non riesco a coinvolgerli dall’inizio alla fine, ma anche gli incontri del mercoledì al bagno Franco sono un procedere incerto, chissà dove arriveremo!

 

Dopo aver fatto una piccola bretella, attraverso il coinvolgimento di Serena mia sorella, con gli incontri precedenti, ho presentato l’unità di crisi.
Mi emoziono a sentire come le persone si riconoscono nelle cose che racconto, come rimangono fino alla fine e mi chiedono nei giorni successivi di approfondire e mi dicono le loro impressioni. Ho cominciato a vedere la spiaggia come un gruppo alla salute. Scherzando con Marcello e Daniela dico che facciamo l’estate intensiva, non solo di lavoro, ma anche di dinamiche, di emozioni, di nascite, di aborti. Il bagno Franco, per chi lo sa vedere, è un grande quadrato aureo in cui alcune dinamiche sono superficiali, altre si fanno sentire in profondità, specie con chi frequenta tutta l’estate.
Sono felice di come sono andate le serate fino ad oggi, sento che ancora si può procedere e vorrei trovare strade nuove per coinvolgere di più chi partecipa, specie i miei tanto amati adolescenti. Sarebbe bello che la rete continuasse a coinvolgersi con piccole testimonianze del proprio percorso.

Nell’ultimo incontro, special guest è stato Paride mio nipote, figlio di Daniela e Marcello che si è espresso in tutta la sua disinvoltura a presentarmi e poi a concludere. Le conclusioni sono state fantastiche, dopo aver presentato in un’ora l’Unità di crisi, lui per concludere ha fatto un sunto e ha tenuto a dirmi che io ancora non brillo, dò calore, ma non brillo! Ha voluto sottolineare che, più che stelle, le persone sono come pianeti che riflettono la luce degli altri, facendo un esempio su se stesso ha evidenziato che lui ancora riflette la luce che i suoi genitori gli fanno vedere come se fossero degli specchi. Credo che per un ragazzino di 10 anni è veramente una gran bella e profonda riflessione.

Molto più avanti di tanti cosiddetti adulti. Mi piace condividere con voi una riflessione, nata dalla teoria dell’unità didattica, che mi ha mandato Cristina, una donna molto profonda che è venuta per la prima volta con suo marito e sua figlia.

“Uscire dalla mia zona di comfort è la cosa che mi riesce più difficile. Sono abitudinaria, le mie routine mi danno sicurezza, tanto da mettere la penna sempre nello stesso posto prima di uscire dall’ufficio. A volte mi spavento da sola. Il percorso del cambiamento è in salita e pieno di insidie, e quando il respiro si fa troppo affannoso è quasi consolatorio guardare indietro e vedere che ancora posso tornare sui miei passi. E succede così, torno indietro quasi rasserenata ma un po’ delusa. Passa poco però e ricomincia tutto daccapo, non ti senti bene, sai che devi cambiare delle cose nella tua vita, che ormai è necessario e sei consapevole che stai perdendo un’opportunità. Così ci riprovi… primo passo, poi un altro, ed il cuore si stringe… ma forse questa volta ce la puoi fare anche se il dolore è forte! Quando sei nel vortice non aspetti altro che completare tutti gli step perché sai che alla fine il dolore scomparirà e guardi oltre perché sei consapevole che uscirai rinnovata e finalmente con la tua vita in mano!”

Queste serate per me sono ricche di tanto, scaturiscono riflessioni, nuove relazioni. Sento il movimento e sono contenta.
Nelle due ultime serate ho proposto di conoscere meglio il progetto, che anche il bagno Franco, quindi chi lo frequenta, può essere parte di una rete in cui è importante cominciare a cambiare punto di vista.
Io sogno e ci provo, certo è che il merito di tutto questo è stato prima di tutto di Mariano, che ringrazio tantissimo. Le mie chiusure non mi avrebbero permesso nemmeno di pensarci a fare un appuntamento settimanale su questo argomento in spiaggia.

 

Purtroppo ancora devo essere spinta a uscire fuori e far vedere chi sono. Ma oggi un po’ sono anche orgogliosa di me perché, con difficoltà, ma ci sto. Ora vi saluto tutti. PER LA GUK!
SE VOLETE, VI ASPETTIAMO TUTTI I MERCOLEDI’ ALLE 21:00 AL BAGNO FRANCO!!!!!!
Marinella

 

 

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