“I MITI DELLA CREAZIONE”, primo incontro del gruppo di lavoro.

La terra era informe e deserta (tōhû wābōhû) e le tenebre (ḥōšek) ricoprivano l’abisso (tehôm) e lo spirito di Dio aleggiava (wᵉrûᵃḥʾĕlōhîm mᵉraḥefet) sulle acque (ʿal-penê hammāyim).

Oggi, martedì 30 marzo 2021, noi componenti del gruppo di lavoro sui miti della creazione, proposto e coordinato da me, ci siamo collegati via Meet per avviare la nostra ricerca.
Abbiamo iniziato soffermandoci sulle motivazioni: io, come già accennato in precedenza, grazie alla lettura ed interpretazione, suggerite dal dottor Mariano Loiacono, della creazione dell’universo e dell’uomo nel Bereschit, mi sono ricordata di un’antologia delle superiori, in cui sono posti a confronto i miti della creazione nell’ “Enuma Elish”, antico poema mesopotamico, nel mito greco di Esiodo e nel Bereschit, appunto. Di conseguenza, è nato in me il desiderio di riprendere in maniera più profonda e completa l’esame e il confronto di questi 3 testi, arricchendoli con le ipotesi di commento, desunte dalla Teoria globale.
I miei compagni di viaggio nel mito, a loro volta, hanno evidenziato quali le cause della loro decisione di aderire al gruppo:

– la ricerca di nuove fonti di ispirazione;

– il fascino e la suggestione dei miti e di quelli greci in particolare;

– la curiosità e l’interesse per la più importante divinità babilonese, Marduk, il cui grandioso tempio a Babilonia è ricordato dalla Bibbia come la Torre di Babele (pare che esista un misterioso pianeta con il suo nome fuori dal sistema solare e visibile una volta ogni 4000 anni);

– il desiderio di approfondire il testo biblico (spesso rifiutato in quanto collegato all’ Epistemologia cattolica) quasi per fare pace con esso e riscoprirne la bellezza;

– il tentativo di andare oltre alla sensazione di dover per forza cercare di dare un senso ai “testi sacri”, per far pace con la telecamera religiosa che ci condiziona fortemente.

A questo punto, ci siamo addentrati nel lavoro vero e proprio, soffermandoci sull’ etimologia di mito (=parola, racconto, favola) e sulla sua funzione di spiegare l’origine del mondo e fenomeni naturali, che sfuggivano all’esperienza umana e leggendo gli “incipit” dei 3 racconti.

 

Ci siamo, poi, scambiati le prime notizie storico-letterarie sui testi in esame, nell’ ottica della storia unica, arrrete:
– l’ “Enuma Elish” o “Epopea della creazione” risale al tempo del re babilonese Hammurabi (XVIII sec. a.C.) e rievoca la nascita dell’uomo e degli dei, ma soprattutto, lo scontro fra le forze del Caos originario e Marduk, destinato a riportare l’ordine nell’ universo e a creare l’uomo, “una nuova meraviglia”.
– Nella” Teogonia” (= nascita degli dei), Esiodo (VIII sec. a.C.) narra l’origine del cosmo e degli dei e la loro genealogia: dal Caos (lo spazio spalancato) nascono Gaia (la Terra), Tartaro (l’abisso infernale), Eros…

 

 

E gli uomini? Nella mitologia greca appaiono improvvisamente, senza che alcun dio li abbia creati e vivono nell’ età dell’oro; secondo altre versioni, fu il Titano e semidio Prometeo ad impastare la giovane Terra con acqua piovana per incarico di Zeus e a dare origine alla stirpe degli uomini.
E la donna? La prima donna fu Pandora, “un male bello”.
Il mito di Prometeo e Pandora viene riportato da Esiodo nella “Teogonia” e nel poema didascalico “Le opere e i giorni”, in cui il poeta-contadino fornisce insegnamenti sulla coltivazione dei campi.
Il “Bereschit” o Genesi è il primo libro della Bibbia (X-IV sec. a. C.) e narra la creazione dal nulla dell’universo e dell’uomo, “immagine di Dio”, la cacciata dall’ Eden e le vicende dell’umanità primitiva.
Al riguardo, ci proponiamo di ricercare ulteriori informazioni, arricchendo il lavoro con il contributo di ciascuno.
Intendiamo proseguire partendo dalla lettura dei versi dell’Enuma Helish sull’ origine dell’universo, la nascita degli dei e la creazione dell’uomo.

Paola Selleri

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